Conoscere per scegliere (9)

Elezioni europee

L’elezione a suffragio universale del Parlamento europeo compie trent’anni. L’Assemblea comunitaria è stata infatti votata per la prima volta direttamente dai cittadini nel 1979; da allora si sono tenute altre cinque elezioni (1984, 1989, 1994, 1999 e 2004). Nei primi vent’anni di vita della Comunità europea i deputati erano invece nominati dai parlamenti nazionali degli Stati membri e quindi avevano tutti un doppio mandato, oggi espressamente vietato.

Molti cambiamenti in mezzo secolo. Fra il 4 e il 7 giugno si apriranno i seggi nei 27 paesi dell’Unione per eleggere 736 eurodeputati (finora erano 785, mentre il Trattato di Lisbona prevede che siano definitivamente 751 a partire dal 2014). Le elezioni per definire la composizione dell’emiciclo di Strasburgo si svolgono ogni cinque anni. “Dal 1958 – spiega una nota del Parlamento europeo – l’Assemblea è cambiata notevolmente a causa dei progressivi ampliamenti dell’Ue: il numero di Stati membri è salito da 6 a 27, il numero di deputati è aumentato da 142 a oltre settecento”. Ma, soprattutto, “la revisione dei trattati” avvenuta in questi anni “ha esteso i poteri del Parlamento: da un ruolo meramente consultivo nel 1958, è diventato un co-legislatore, assieme ai rappresenti dei governi nazionali, per la maggior parte della normativa Ue”. Tali poteri aumenteranno ulteriormente con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, prevista nel corso della prossima legislatura.

99 deputati tedeschi, solo 5 i maltesi. Il numero di deputati europei è cresciuto in parallelo ai successivi ampliamenti dell’Unione: “Dal 2007, il Parlamento europeo è composto di 785 deputati. Tuttavia, il Trattato di Nizza, modificato a seguito dell’adesione di Romania e Bulgaria, sancisce che il numero totale di deputati sarà pari a 736 a partire dalle elezioni del 2009”. La ripartizione dei seggi avviene secondo un criterio demografico: per tale ragione la Germania conta il maggior numeri di deputati, ossia 99, mentre per Malta i rappresentanti sono solamente 5. Gli elettori di Francia, Regno Unito e Italia dovranno rispettivamente scegliere 72 deputati, Spagna e Polonia 50, Romania 35, fino ai 14 di Danimarca, Slovacchia e Finlandia, oppure ai 6 di Estonia, Lussemburgo e Cipro. Con le elezioni di quest’anno entrerà in vigore un nuovo statuto dei deputati europei che riguarda l’indennità parlamentare (cioè lo stipendio), l’assicurazione sanitaria, il regime previdenziale… “La novità più evidente è che il nuovo statuto eliminerà le differenze di remunerazione tra i deputati prevedendo un’indennità pari a circa 7.665 euro lordi per ognuno di essi, pagata dal bilancio Ue”. Finora invece non vi era una regola comune sulle indennità e nella maggioranza dei casi essa, versata dagli Stati membri, era pari allo stipendio dei deputati nazionali.

I vari sistemi elettorali. Per quanto riguarda i sistemi elettorali, l’appuntamento del 4-7 giugno sarà ancora sostanzialmente regolato da leggi nazionali. Le regole comuni prevedono che si svolgano elezioni a suffragio universale diretto, libero, segreto e con scrutinio proporzionale. Poi spetta a ogni Stato decidere le modalità operative. “Con i sistemi di liste aperte – chiarisce un documento redatto dal Parlamento Ue – i votanti possono indicare una preferenza per uno o più candidati. Avviene così in Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Slovenia e Svezia. Se invece si applica un sistema di lista chiusa, gli elettori possono indicare solo un partito, come avviene in Estonia, Francia, Grecia, Ungheria, Spagna e Regno Unito”. In diversi Stati membri, inoltre, si applica una soglia minima per l’attribuzione dei seggi alle liste, che varia dal 3 al 5%. Tra i vari paesi esistono differenze riguardo all’età minima per votare e per essere eletti. In molti Sati si può votare e candidarsi a 18 anni, come in Danimarca, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia e Svezia. In Austria è possibili votare a 16 anni, ma per candidarsi bisogna averne compiuti 18, mentre in Italia occorre essere maggiorenni per votare e aver compiuto 25 anni per candidarsi.

Seggio a Strasburgo e incompatibilità. La normativa vigente prevede che i cittadini europei “che vivono in uno Stato membro diverso da quello di origine hanno il diritto di votare e candidarsi alle elezioni europee nel paese di residenza”. Non mancano infatti esempi nel Parlamento uscente di deputati eletti in paesi diversi da quelli di nascita. La legge elettorale europea stabilisce infine una serie di incompatibilità tra il mandato di parlamentare europeo e altri incarichi. Un eurodeputato non può essere contemporaneamente membro del governo di uno Stato membro o del parlamento nazionale, né commissario europeo. Molti Stati prevedono varie altre incompatibilità per esempio per i consiglieri e presidenti di province e regioni e per i sindaci di città di medie e grandi dimensioni.

(08 aprile 2009)