UNIONE EUROPEA
Idee, progetti e contributi per la crescita della Comunità
Quale futuro attende l’Ue? Quali riforme istituzionali occorrono a Strasburgo e Bruxelles per rendere la Comunità più efficiente e coesa? Quale sarà il posto dell’Europa comunitaria nel mondo di domani? Sono domande ricorrenti in questi mesi. Si moltiplicano infatti gli incontri pubblici, i seminari di studio, le pubblicazioni, gli articoli di giornale e i dibattiti televisivi che affrontano tali argomenti, non sempre a ragion veduta e spesso condotti sul filo dell’emotività o del dibattito politico interno agli Stati.Conferenze, studi, pubblicazioni. L’imminenza delle elezioni per l’Europarlamento ha smosso le acque. Ma, più in generale, si può notare come le tante sfide che l’Europa sta affrontando sollecitino risposte aggiornate e convincenti. Vari “think tank” e istituti universitari hanno prodotto documenti che riguardano il Trattato di Lisbona, il ruolo dell’Unione sulla scena internazionale, i rapporti con gli Stati Uniti e i protagonisti emergenti dell’economia e della politica mondiale. Studi di settore riguardano invece le politiche agricole o regionali, quelle infrastrutturali o energetiche. Non mancano gli “appelli” rivolti da personalità più o meno note intesi ad accrescere il livello democratico all’interno del processo decisionale Ue, ad avvicinare i cittadini alle istituzioni o più semplicemente indirizzati agli elettori affinché si rechino alle urne il 4-7 giugno.L’appello degli ex presidenti. Ad esempio un appello agli elettori dei 27 Stati membri per l’elezione del Parlamento europeo giunge da dieci personalità che hanno ricoperto in passato il ruolo di presidente dell’Assemblea di Strasburgo. Si tratta precisamente di: Enrique Baron Crespo, Josep Borrell, Emilio Colombo, Pat Cox, Nicole Fontaine, José Maria Gil Robles, Klaus Hansch, Egon Klepsch, Henry Plumb, Simone Veil. Nel testo diffuso nei giorni scorsi si legge che “gli ex presidenti hanno assistito a un accrescimento progressivo delle responsabilità democratiche nel processo decisionale Ue”. Da qui l’invito ai cittadini “a partecipare a questo scrutinio”, perché è “di importanza capitale che i cittadini esercitino il loro diritto democratico” e che il Parlamento Ue “giochi un ruolo cruciale nelle decisioni che riguardano la vita quotidiana di ciascuno dei 500 milioni di europei”. Le dieci figure politiche hanno poi sottolineato “l’inderogabile necessità di un Trattato che dia all’Ue i mezzi per affrontare le sfide del ventunesimo secolo”.La voce della società civile. L’ultima iniziativa giunge dal Comitato economico e sociale, organo consultivo dell’Unione che raccoglie i rappresentanti delle categorie produttive, dei datori e dei sindacati, nonché vari esponenti della società civile. Il 15 aprile a Bruxelles si discuterà infatti un ampio “documento strategico di lungo periodo” – così è definito dal Cese -, adottato nel corso dell’ultima plenaria di marzo, “sul dibattito politico in corso e sulle sfide future”. Nel testo (disponibile all’indirizzo a http://eesc.europa.eu), intitolato “Un programma per l’Europa: le proposte della società civile”, il Comitato presenta alle istituzioni Ue (Parlamento, Commissione, Consiglio) “un insieme di misure concrete necessarie per superare la crisi economica e contribuire allo sviluppo sostenibile negli anni a venire”. Il Cese prende poi posizione sulle elezioni europee, chiedendo “alle altre istituzioni, agli Stati membri e alle parti interessate di fare in modo che nella campagna elettorale si discutano questioni d’interesse europeo e non solo temi nazionali”. intitolato “Un programma per l’Europa: le proposte della società civile”, il Comitato presenta alle istituzioni Ue (Parlamento, Commissione, Consiglio) “un insieme di misure concrete necessarie per superare la crisi economica e contribuire allo sviluppo sostenibile negli anni a venire”. Il Cese prende poi posizione sulle elezioni europee, chiedendo “alle altre istituzioni, agli Stati membri e alle parti interessate di fare in modo che nella campagna elettorale si discutano questioni d’interesse europeo e non solo temi nazionali”.Quattro argomenti. Il presidente del Comitato, Mario Sepi, afferma in proposito: “In questo difficile periodo di crisi e mentre si avvicina il momento del rinnovo delle istituzioni, questo manifesto della società civile indica come possiamo avanzare in tutti i settori in cui l’Ue opera”. Il documento presenta una serie di raccomandazioni su quattro temi: ripresa economica, diritti fondamentali e modello sociale, sviluppo sostenibile, governance. Staffan Nisson, presidente del gruppo attività diverse del Cese, sottolinea: “La visione di lungo periodo iscritta nel documento innescherà un dibattito a monte delle elezioni e può così contribuire a far aumentare l’affluenza alle urne, che ultimamente è stata intollerabilmente bassa”. Il rappresentante dei datori di lavoro, Henri Malosse, puntualizza: “L’Unione ha bisogno di un nuovo progetto politico ed è proprio questo il carattere del documento che presentiamo”. Georgios Dassis, presidente del gruppo lavoratori del Cese, sottolineato “la qualità eccezionale e il carattere consensuale del programma per l’Europa”. “Le iniziative concrete che esso comprende sono state approvate dai rappresentanti di tutti i settori della società europea”. Al dibattito di metà aprile interverranno i rappresentanti di quattro gruppi politici al Parlamento Ue: Othmar Karas per i Popolari, Poul Nyrup Rasmussen dei Socialdemocratici, il Liberaldemocratico Graham Watson e la Verde Monica Frassoni .