ELEZIONI EUROPEE

Diminuirà l’incertezza?

Eurobarometro: le preoccupazioni sembrano prevalere sulle speranze

Un europeo su tre è già sicuro di recarsi alle urne per scegliere i futuri eurodeputati, mentre la maggioranza degli aventi diritti è ancora incerta. Fra i cittadini prevalgono le preoccupazioni della vita di ogni giorno, a partire dal lavoro, mentre i “temi globali” – fra cui sicurezza e migrazioni – sembrano passare in secondo piano. L’ultima indagine di Eurobarometro, dedicata alle consultazioni del 4-7 giugno, non è priva di sorprese. Ma “i risultati di questa indagine – avvertono gli esperti dell’istituto – devono essere collocati nel quadro dell’attualità internazionale”.Cittadini preoccupati sul versante economico. I problemi della vita quotidiana, a partire dall’economia e dall’occupazione, interessano più di ogni altra cosa gli europei, sempre meno attratti dai nodi della geopolitica. E fra i temi che si vorrebbero veder affrontati nella campagna elettorale spiccano quelli legati alla protezione dei diritti individuali e sociali. Eurobarometro ha reso noto il 15 aprile un sondaggio svolto tra metà gennaio e metà febbraio su un campione di 27mila cittadini dei paesi aderenti all’Ue, per i quali la “fonte principale di preoccupazione” riguarda la recessione e i suoi possibili effetti: il 57% degli aventi diritto al voto indica la disoccupazione. Seguono altri “capitoli” sempre a carattere economico, come la crescita, l’inflazione, il potere d’acquisto e la sicurezza dei sistemi pensionistici. L’insicurezza – primo problema non economico – è indicata dal 29% degli intervistati, seguita dai dubbi legati agli approvvigionamenti energetici (27%) e al cambiamento climatico (26%). L’instabilità dei mercati fa quindi passare in secondo piano l’immigrazione e il terrorismo (rispettivamente 24%), ai primi posti fra i pensieri degli europei solo fino ad alcuni mesi or sono.I giovani sono i meno informati. Il 34% degli intervistati dichiara ad Eurobarometro che si recherà certamente alle urne per le elezioni del Parlamento europeo, mentre il 19% si dice certo di non votare. Gli indecisi sono dunque ancora quasi la metà del totale. Complessivamente “l’interesse per le elezioni” dell’Europarlamento “non migliora” rispetto alle intenzioni espresse nelle ultime due tornate (1999 e 2004), mentre cresce la percentuale dei cittadini che conosce la data del voto, benché non si vada oltre il 16% di ben informati! Va notato che esistono delle differenze sociodemografiche in tal senso: sono meglio informati gli uomini rispetto alle donne, mentre i giovani fino a 24 anni risultano i meno informati. Più in generale si evince che “il 44% degli intervistati si dichiarano genericamente interessati alle elezioni europee, contro il 53% che si dice non interessato”. In questo senso la campagna informativa istituzionale realizzata dall’Euroassemblea, che viene diffusa in questi giorni nei paesi Ue, potrebbe giocare un servizio importante. “Dare più spazio ai problemi quotidiani”. L’opinione pubblica si polarizza poi per quanto attiene il ruolo del Parlamento: “Praticamente la metà degli europei vorrebbe che il Parlamento giocasse un ruolo più rilevante” nel quadro dell’Ue, spiega Eurobarometro, “mentre un sesto degli intervistati afferma il contrario”. Secondo il campione, la visibilità mediatica dell’Assemblea è diminuita negli ultimi mesi in ragione di temi di grande notorietà come il conflitto in Georgia, la crisi economica, l’elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti. L’osservazione che viene dagli esperti dell’istituto demoscopico riguarda il fatto che la percezione della crisi economica, con le conseguenze dirette che essa può comportare, fa ritenere meno rilevante il ruolo internazionale dell’Ue: “Sono più numerosi i cittadini convinti che l’Unione si debba preoccupare anzitutto dei problemi quotidiani degli europei”. Scarsa informazione, fiducia elevata. Andando più a fondo rispetto ai dati raccolti da Eurobarometro (e osservando che esistono differenze significative tra i cittadini di diversa nazionalità), si può verificare la conoscenza tra gli elettori delle modalità di designazione, di funzionamento e le competenze del Parlamento di Strasburgo. Il 53% delle persone interrogate afferma, ad esempio, che gli eurodeputati sono eletti a suffragio universale (un anno fa la percentuale era al 48), mentre il 23% del campione non lo sa. Solo il 36% degli europei sa però che i deputati siedono in emiciclo secondo le loro affinità politiche; lo stesso dato riguarda chi, errando, sostiene che i deputati si raccolgono secondo la nazionalità. Più o meno la metà degli intervistati sa che il numero dei parlamentari varia a secondo della popolazione degli Stati. Percentuali poco incoraggianti riguardano la conoscenza dei poteri (legislativo e di bilancio) che spettano all’Assemblea.