UMBRIA
Una Sottocommissione per combattere la droga
La Commissione Affari sociali del Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato, il 2 aprile, la proposta di istituire una Sottocommissione operativa capace di inquadrare i termini del problema droga e tossicodipendenza sul territorio regionale. La creazione di questo organismo scaturisce dalla richiesta, contenuta in una proposta di legge dell’opposizione, per l’istituzione di una Commissione speciale per l’analisi e la predisposizione di atti, legislativi e regolamentari, da sottoporre al Consiglio regionale e finalizzati a contrastare il fenomeno delle tossicodipendenze e del traffico di stupefacenti in Umbria. Questa Sottocommissione andrà ad operare in un territorio, quello umbro, che soffre parecchio per quanto riguarda il fenomeno droga. Basti pensare che la Provincia di Perugia per il terzo anno consecutivo è la prima in Italia, in proporzione di abitanti, per la morte a causa di overdose.Un problema reale. “Parlare, anche a livello istituzionale, di un problema come la tossicodipendenza è di per se già importante”, dice la sociologa Marina Castellani, responsabile della comunità “Centro osservazione e diagnosi” del centro di solidarietà “don Guerrino Rota” di Spoleto. “Bisognerà vedere, poi, come si intende organizzare il lavoro di questa Sottocommissione – aggiunge -. Se viene chiesto l’ausilio dei tecnici, cioè di coloro che ogni giorno si confrontano con il fenomeno tossicodipendenza, che possiamo definire esperti, va bene. Se gli esponenti politici, a qualsiasi area politica appartengano, rimangono fermi sulle loro posizioni ideologiche, credo che la Sottocommissione sia inutile”. Per Castellani, “sarà anche interessante capire quale tipo di approccio al problema vorranno adottare e come intenderanno portarlo avanti. È comunque fuori dubbio che in Umbria ci sono serie difficoltà con la tossicodipendenza: il problema va affrontato, non si può ancora rimandare. La droga nella nostra regione è un problema reale, forte e sentito, sia da chi ci lavora direttamente, sia dalle forze dell’ordine, che dalla cittadinanza”.Necessaria una grande sinergia. In Umbria, particolarmente a Perugia, definita la capitale dello spaccio per il Centro Italia, sta dilagando la diffusione della cocaina e dell’ecstasy. Rimane stabile, invece, quella dell’eroina. E in Umbria, pur essendo una piccola Regione, sono presenti diverse strutture private di recupero dalla tossicodipendenza, il più delle volte gestite dalla Chiesa: a Foligno, a Spoleto, ad Amelia e a Città di Castello. A Perugia e Terni ci sono dei centri diurni legati al servizio pubblico. “La grande diffusione di droga in Umbria – prosegue Castellani – non è solo legata, come molti sostengono, alla presenza di due Università, ma anche alla microcriminalità e alle infiltrazioni mafiose, realtà che hanno messo radici in regione dopo il terremoto del 1997. Questa Sottocommissione, quindi, avrà un ruolo delicato e non facile”. In effetti, “il nuovo organismo potrà avvalersi del buon lavoro che è stato fatto nei tavoli regionali sul fenomeno dell’overdose. Stiamo, proprio in questi giorni, lavorando ad una mappatura del territorio. Credo che se vogliamo contrastare il fenomeno della tossicodipendenza sia necessaria una grande sinergia tra tutti i soggetti coinvolti, sia pubblici che privati”.Ritrovare l’umanità perduta. “La Regione dell’Umbria è sempre abbastanza attenta al fenomeno della tossicodipendenza”, afferma mons. Eugenio Bartoli, presidente del Centro di solidarietà “don Guerrino Rota” di Spoleto. “Dalla droga – chiarisce il sacerdote – non si esce con soluzioni automatiche. Non ci sono farmaci capaci di restituire la libertà all’uomo che l’ha perduta. C’è invece un gran bisogno di ritrovare la nostra umanità e praticarla. Auspico quindi che anche il lavoro di questa Sottocommissione possa contribuire a contrastare l’uso e lo spaccio di droga nel nostro territorio umbro”. a cura di Francesco Carlini(22 aprile 2009)