Ccee: incontro su Islam e Chiesa cattolica”Chiesa cattolica e comunità musulmane in Europa. A che punto siamo? Esperienze, iniziative, problemi e risposte del dialogo in Europa”. Di questo si parlerà al primo Incontro europeo dei vescovi e delegati delle Conferenze episcopali responsabili per i rapporti con i musulmani in Europa che su iniziativa del Ccee si terrà a Bordeaux, Francia, il 27 e 28 aprile. “Con una due giorni di lavoro – si legge in un comunicato diffuso oggi -, gli esperti e responsabili delle Conferenze episcopali per i rapporti con i musulmani in Europa s’incontreranno per fare il punto sulla situazione del dialogo prendendo in esame le sfide e le questioni poste alla Chiesa Cattolica e definendo possibili progetti comuni di collaborazione. All’incontro interverrà anche il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, card. Jean-Louis Tauran su ‘Il dialogo cattolico-musulmano in Europa: status quaestionis'”. In programma anche gli interventi di padre Hans Vöcking che farà il punto sulle esperienze fatte a livello ecumenico e di don Andrea Pacini (Italia) che parlerà invece della seconda e terza generazione dei musulmani emigrati. “La presenza dei musulmani è variegata in Europa con Paesi in cui la presenza musulmana è di antica tradizione e Paesi che hanno visto aumentare questa presenza specie a seguito di fenomeni migratori” – afferma il segretario generale del Ccee, p. Duarte da Cunha. “Negli ultimi anni anche presso le Conferenze episcopali l’attenzione a questo dialogo è cresciuto ed è diventato ordinario. Ci è sembrato pertanto opportuno e normale convocare per la prima volta chi, nelle Conferenze episcopali, si occupa del rapporto con il mondo musulmano per fare il punto sulla situazione del dialogo con le comunità musulmane in Europa, tentando di tracciare così la fisionomia dell’islam europeo e verificare insieme le sfide poste dall’islam alla società europea”. “Non un incontro su questioni di teologia” – prosegue da Cunha – “ma un momento di confronto volto a fare la mappa delle istituzioni cattoliche (centri di ricerca, opere sociali e di solidarietà, opere educative) presenti in Europa e definire possibile piste di lavoro comuni tra le conferenze episcopali del continente”.Italia: incontro insegnanti di religione con il PapaPer la prima volta, gli insegnanti di religione cattolica in Italia potranno ascoltare “una parola diretta” del Papa, “ricevendo nuovo vigore e sostegno nel difficile compito educativo”. Succederà il 25 aprile, in Vaticano, e sarà il culmine del Meeting promosso dal Servizio nazionale Irc (Insegnamento della religione cattolica) della Conferenza episcopale italiana, che si svolgerà a Roma dal 23 al 25 aprile su “Io non mi vergogno del Vangelo (Rm 1, 16). L’Irc per una cultura a servizio dell’uomo”. Il titolo, spiegano i promotori, “intende richiamare, da una parte, la portata umana del Vangelo, ispiratore della civiltà dell’amore nell’attuale contesto socio-culturale; dall’altra, l’Irc come disciplina scolastica a servizio della persona umana e della sua crescita integrale”. Tutto ciò, partendo dalla consapevolezza che “la cura e la competenza con cui gli insegnanti di religione svolgono la loro quotidiana azione scolastica è una risorsa non solo per la scuola, ma per l’intera società, giacché va incontro ai bisogni culturali ed educativi degli alunni e delle loro famiglie, mostrando un impegno educativo per la piena realizzazione dell’uomo”. La prima parte del Meeting è costituita dal Congresso (23-24 aprile) riservato a circa 500 persone in rappresentanza delle singole diocesi. Poi, l’evento in Vaticano con la partecipazione di oltre 7 mila persone.Malta: l’arcivescovo, “accogliere gli immigrati”Accogliere i migranti come venne accolto il naufrago Paolo: così l’arcivescovo di Malta, Paul Cremona, si rivolge alla comunità cattolica dell’isola e, in generale, a tutta la popolazione. Il 22 aprile, in un’intervista a L’Osservatore Romano, il presule spiega che accogliendo l’apostolo Paolo, i maltesi hanno mostrato “un senso forte di apertura verso il ‘diverso’, lo straniero. Un sentimento che deve essere conservato e praticato anche nell’attuale momento storico segnato dalle grandi migrazioni di massa: fenomeno che a Malta, situata nel centro del Mediterraneo, si manifesta in modo particolare essendo teatro di sbarchi di stranieri irregolari provenienti dall’Africa”. A pochi giorni della conclusione della vicenda del mercantile turco Pinar, mons. Cremona sottolinea che “c’è un aspetto del problema che va oltre la politica e le polemiche che ne conseguono: è quello umanitario”. Occorre “eliminare i pregiudizi – afferma – e considerare gli immigrati innanzitutto come delle persone. Sì, è vero, vi è anche una certa situazione politica dietro al fenomeno migratorio, ma si tratta di persone che soffrono. Noi, come Chiesa, diamo per primi l’esempio fornendo aiuti concreti. Attualmente 400 persone sono assistite dall’ufficio diocesano per i rifugiati e gli immigrati; inoltre a Cospicua funziona una struttura di accoglienza gestita dal Jesuit Refugee Service: agli immigrati vengono offerti vari servizi di consulenza, tra cui quello legale. Questa è la risposta della nostra comunità”.