Forum e sito web per favorire l’integrazione nell’UeDue nuovi strumenti promossi dall’Unione europea mirano alla integrazione dei cittadini di Paesi terzi che vivono nel vecchio continente. Si tratta del Forum europeo dell’integrazione, organizzato in cooperazione con il Comitato economico e sociale europeo, "che consentirà scambi fra le istituzioni europee, le parti interessate e le organizzazioni della società civile su questioni relative all’integrazione", e di un apposito sito web (www.integration.eu) "che fornisce contenuti di alta qualità da tutta Europa costruendo una comunità on-line di specialisti nel settore dell’integrazione". Nel sito si possono trovare: una documentazione che comprende relazioni, legislazione e valutazioni d’impatto; una raccolta di "buone prassi innovative"; strumenti per la promozione di partnership e di progetti comuni; informazioni sulle opportunità di finanziamento; forum di discussione; schede sui vari paesi contenenti informazioni sulla legislazione; notizie ed eventi in tal ambito. Il vicepresidente della Commissione Ue, Jacques Barrot, responsabile del portafoglio giustizia, libertà e sicurezza, ha dichiarato: "Reputo fondamentale, per il successo delle politiche d’integrazione, portare avanti una riflessione comune. Il Forum è una piattaforma ‘fisica’ (si è riunito per la prima volta in settimana a Bruxelles ndr.) per il dialogo sulle sfide attuali e sulle priorità future delle politiche dell’integrazione; il sito web è una ‘piattaforma virtuale’ che offre un insieme di strumenti informatici per tutti coloro che sono impegnati con i migranti".Tecnologie del futuro: più fondi dalla CommissioneUna sedia a rotelle comandata dal pensiero che si muove in base ai segnali inviati dal cervello, di cui potranno potenzialmente servirsi 300mila europei disabili per lesioni al midollo spinale; computer più sicuri e più rapidi della velocità della luce, in grado di elaborare quantità illimitate di informazioni grazie ai primi di risultati dell’informatica quantistica. Secondo la Commissione Ue si tratta di risultati raggiungibili con maggiori investimenti di risorse e di "cervelli". Lo ha spiegato Viviane Reding, commissaria per la società dell’informazione, inaugurando a Praga il 21 aprile la prima conferenza europea sulle tecnologie del futuro. "L’Europa deve assolutamente coordinare le attività di ricerca dei suoi 27 Stati membri e rafforzare la collaborazione con i partner mondiali per essere all’avanguardia" nel campo della ricerca, da cui "possono scaturire soluzioni radicalmente nuove per i cittadini in settori come la salute, i cambiamenti climatici, l’invecchiamento della popolazione, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza". L’Esecutivo propone di raddoppiare entro il 2015 gli investimenti destinati alla ricerca a livello nazionale ed europeo. "La Commissione darà l’esempio aumentando del 70% entro il 2013 l’attuale stanziamento annuo di 100 milioni di euro". "La Commissione invita gli Stati membri a mettersi al passo con Stati Uniti, Cina e Giappone" e favorendo iniziative congiunte di studio e sperimentazione". Tra le prime iniziative, la Commissione intende mobilitare nuove energie nel campo dei biocomputer. Eurobarometro: atenei vicini al mondo del lavoroGli studenti universitari europei sognano atenei più aperti, vicini al mondo delle imprese, in grado di favorire periodi di formazione all’estero. È quanto emerge da una indagine di Eurobarometro presentata il 22 aprile, che sonda le opinioni di studenti universitari di 31 Paesi (i 27 dell’Ue più Croazia, Turchia, Norvegia e Islanda). Tra i principali esiti si riscontra la richiesta di "un più ampio accesso" agli atenei "e un’apertura delle università a cooperazioni con il mondo del lavoro e con l’apprendimento permanente". Il 97% degli intervistati "ritiene che sia importante conferire agli studenti le conoscenze e le abilità di cui avranno bisogno per affermarsi sul mercato del lavoro". L’87% dei giovani, spiega ancora Eurobarometro, "ha concordato sull’importanza che le istituzioni di istruzione superiore", che sono 4mila in Europa, "promuovano l’innovazione e una mentalità imprenditoriale tra gli studenti e il personale, e che vi sia la possibilità di collocamenti lavorativi in imprese private nel contesto di un programma di studio". Cresce il numero di giovani che desiderano studiare all’estero e una maggioranza di essi vorrebbe "maggiori informazioni sulla qualità delle istituzioni di istruzione superiore al fine di operare scelte informate per quanto concerne i loro studi". Il 28 e 29 aprile si svolgerà a Lovanio (Belgio) una conferenza internazionale tra i ministri di 46 paesi europei responsabili dell’università "per fare il punto sui risultati del processo di Bologna spiega il commissario Jan Figel’ -, definire una nuova agenda e concordare le priorità dello Spazio europeo dell’istruzione superiore per il prossimo decennio".