Germania: vescovi tedeschi in Corea del SudUna delegazione della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) è partita nei giorni scorsi in Corea del Sud per informarsi sulla pastorale in Asia. Guidato da mons. Ludwig Schick, Presidente della Commissione della Dbk per la Chiesa universale, il gruppo si occuperà in particolare del concetto diffuso in Asia delle ” Small Christian Communities” (“Piccole comunità cristiane”). Si tratta di gruppi di persone che desiderano approfondire la vita spirituale, rafforzare la comunità dei cattolici e stimolare l’impegno sociale. Insieme con diversi vescovi dell’Indonesia, di Sri Lanka, India, delle Filippine e della Corea del Sud, i vescovi tedeschi partecipano ad un seminario finalizzato a conoscere meglio questa realtà, che mons. Schick ha recentemente definito una “realizzazione impressionante della comunità discente della Chiesa universale”. Anche in alcune diocesi tedesche esistono piccole comunità cristiane, circa 50 in tutto. L’esperienza di questi gruppi è nata 40 anni fa su iniziativa delle Conferenze episcopali dell’Africa orientale e del Sud Africa. Oltre a mons. Schick, fanno parte della delegazione partita il 13 aprile scorso mons. Johannes Bündgens, vescovo ausiliare di Aquisgrana; mons. Hans-Jochen Jaschke (Amburgo), mons. Gerhard Pieschl (Limburgo), mons. Thomas Maria Renz (Rottenburg-Stoccarda) e mons. Ludger Schepers (Essen), nonché il Presidente di Missio della sede di Aquisgrana, Klaus Krämer. Durante le visite alle diocesi sud-coreane di Suwon e Jeju, mons. Schick si è detto impressionato per la vita spirituale e l’organizzazione della Chiesa cattolica in Corea del sud, che registra da anni una costante crescita: su una popolazione di circa 49 milioni di abitanti, infatti, il 30% è cristiano e il 10% è costituito da cattolici.Regno Unito: dottrina sociale e medici cattolici”Che ruolo hanno i medici cattolici negli ospedali britannici? Può la dottrina sociale cattolica aiutare il servizio sanitario nazionale a superare la rivoluzione che lo sta trasformando? Che cosa distingue un approccio costruito sulla fede da uno laico? E’ possibile costruire alleanze con fedeli di altre religioni negli ospedali?”. Sono queste ledomande alle quali i medici cattolici, riunitisi in convegno a Bristol, il 25 e 26 aprile, hanno cercato di rispondere. L’incontro dedicato al tema della vocazione, è stato organizzato dalla “Catholic Medical Association Uk”, l’associazione che riunisce i medici cattolici del Regno Unito. Tra i partecipanti medici, infermiere, politici, manager, alcuni noti a livello nazionale come la Baronessa Cumberlege, membro del partito conservatore e Sheila Cassidy, ex prigioniera politica in Cile e esperta nelle cure palliative. L’associazione dei medici cattolici del Regno Unito è nata nel 1911 e ha raggiunto il numero record di mille aderenti negli anni Ottanta. E’ stato a Bristol, tre anni fa, che un gruppo di dottori, infermiere e manager ha deciso di rilanciare l’associazione dandole il suo nuovo nome. Secondo Phil McCarthy, che ha dedicato all’argomento un articolo nel settimanale cattolico “Tablet”, la sfida più importante, in questo momento, per la “Catholic Medical Association” è dimostrare che cattolicesimo e vita professionale vanno di pari passo e si integrano a vicenda e così raggiungere medici cattolici che si sono allontanati perché non condividono l’insegnamento della Chiesa in materia di bioetica e contraccezione.In quattro diocesi la notte delle cattedrali “Realizzare un progetto di Chiesa al di là dei confini diocesani e nazionali: mostrare che la cultura e la spiritualità appartengono a pieno titolo alle origini della vita comune di un’Europa che si va sempre più unificando. E quale altro luogo può simboleggiare meglio delle cattedrali, monumenti al tempo stesso religiosi, culturali e storici, questa presenza nella vita pubblica?”. Da questa premessa è nata nelle diocesi di Liegi, Lussemburgo, Metz e Treviri la “Notte delle cattedrali” che, giunta quest’anno alla terza edizione, si svolgerà nella serata di sabato 2 maggio. Per l’occasione le cattedrali delle quattro città rimarranno aperte fino a mezzanotte (a Treviri fino alle 6 di domenica mattina) per ospitare concerti, esposizioni, conferenze, spettacoli, visite guidate, ma anche meditazioni, preghiere e momenti di silenzio. “Un programma spirituale e culturale”, spiegano gli organizzatori, perché nessun altro luogo, “meglio delle cattedrali, racchiude al proprio interno sia i ricordi delle generazioni passate, sia i desideri e le speranze di quelle attuali”. In ognuna delle cattedrali coinvolte nel progetto un’équipe si occupa in modo autonomo della preparazione e della realizzazione del programma più idoneo ai bisogni e alle possibilità della propria diocesi. In questo modo, concludono i promotori, “la notte delle cattedrali diviene segno di unità ma anche di diversità culturale e spirituale”. A Liegi la serata inizierà alle 17.45 con un concerto di carillon, e prevede la visita al tesoro, concerti d’organo e momenti di preghiera. Sarà invece un “laboratorio creativo” per bambini ad inaugurare l’iniziativa a Lussemburgo, scandita anche da una conferenza sul passaggio dal tardogotico al rinascimento, e dallo spettacolo “Madonna mystica” nel quale, spiegano gli organizzatori, “mistica e pop si incontreranno”.