TRENTINO ALTO ADIGE
Un assegno di cura di 900 euro mensili
Un assegno di cura non inferiore a 900 euro mensili per i primi 3 anni di vita di un bambino accudito a casa. È questa la proposta presentata in Consiglio provinciale a Bolzano da Andreas Poeder, dell’Union fur Suedtirol. Una mozione in cui si invita a fare in modo che “il sostegno finanziario mensile per le famiglie che si occupano in prima persona dei propri figli fino al compimento del 3° anno di età corrisponda più o meno a quanto viene speso per i bambini che si avvalgono delle relative strutture”. Per questo, viene chiesto alla Giunta provinciale di “elaborare entro l’anno in corso, in collaborazione con le sedi competenti della Regione, un progetto strutturale e finanziario da presentare al Consiglio provinciale”.Un laboratorio. “Tutto quello che va a favore della famiglia sotto varie forme, non può che trovarci consenzienti – afferma la presidente del Movimento per la vita, Antonietta Morandi -. Di certo questa mozione per l’assegno di cura darebbe un ulteriore appoggio e sostegno alle famiglie Vedremo se verrà portata avanti”. L’Alto Adige è terra di sperimentazione delle politiche per la famiglia. “Qui facciamo laboratorio per tutto il resto d’Italia già da tempo”, dice Daniele Varalta, presidente di Scienza e vita. Una buona parte delle spese correnti della Provincia, infatti, vanno a coprire i finanziamenti per gli asili nido: “Il discorso del laboratorio – prosegue Varalta – è senza dubbio legato all’oculatezza amministrativa per l’investimento nel settore sociale. Per gli asili nido, laddove il pubblico non riesce a soddisfare le richieste (cosa che accade anche qui, seppure in misura minore che nel resto d’Italia, soprattutto nei grandi centri, come Bolzano, Bressanone e Merano) si finanzia il privato e vengono promosse le tagesmütter, l’assistenza domiciliare all’infanzia”. E poi ci sono i provvedimenti per chi si trova in situazione di disagio: “Grazie a una legge del 2003 – prosegue Varalta – la Provincia anticipa l’assegno di mantenimento per la tutela del minore che si trova in una famiglia monogenitoriale laddove non viene pagato l’assegno di mantenimento”.La cura della mamma. Anche qui non mancano i paradossi: “Nella nostra esperienza di lavoro – dicono al Centro di aiuto alla vita di Bolzano – con molte persone che vivono situazioni di disaggio anche pesante, spesso ci troviamo di fronte all’assurdo che una mamma per potersi tenere i figli deve lavorare, per lavorare deve avere qualcuno (persona estranea da pagare) che accudisce i suoi bambini”. E poi sorgono le complicazioni: “In questi casi – chiarisce Morandi – intervengono gli assistenti sociali della provincia, ma, quando i piccoli si ammalano, allora il problema si complica ulteriormente”. Per questo è una proposta da portare avanti, secondo l’esponente del Mpv, è quella della mozione, ovvero che la “mamma possa prendersi lei cura del figlio almeno fino ai tre anni: questa sarebbe un’ottima soluzione poiché i genitori sono gli unici in grado di offrire ciò di cui esso ha realmente bisogno”. E, osservando anche quanto dicono i pediatri, “non può che portare beneficio far crescere il figlio con la madre; insieme almeno per quel tempo fondamentale che il bambino muove i suoi primi passi per l’inizio vita e che sono importanti per il suo benessere”. Un discorso, infatti, quello della mozione che soprattutto, secondo Morandi, “vale per le mamme che non hanno lavoro, mentre per quelle che hanno il lavoro si spera che l’assegno di cura sia legato al reddito e alla garanzia che dopo i tre anni di assenza per accudire i propri figli la madre lavoratrice possa essere reinserita regolarmente mantenendo il suo posto di lavoro”. Se, dunque, in un quadro in generale positivo si può migliorare, secondo la presidente del Movimento per la vita, è necessario “prendere sempre in considerazione la famiglia, tutto il nucleo familiare e non erogazioni finanziarie separate per bambini, anziani, mamme, disabili”.a cura di Francesca LozitoSchedaLa mozione riconosce che “il pacchetto famiglia introdotto nella scorsa legislatura rappresenta un passo nella giusta direzione in quanto si tratta di una sorta di assegno di cura” poiché molte famiglie altoatesine ne hanno fatto domanda. Il documento sostiene che “i mezzi finanziari destinati al sostegno diretto delle famiglie non sono sufficienti”. Questo perché si sostiene che “nei primi 3 anni di vita un bambino dovrebbe essere accudito tutto il giorno dai genitori, gli unici in grado di offrire ciò di cui esso ha realmente bisogno”. Per questo “è opportuno che il sostegno finanziario mensile per le famiglie che si occupano in prima persona dei propri figli fino al compimento del 3° anno di età corrisponda più o meno a quanto viene speso per i bambini che si avvalgono delle relative strutture”. Alla Giunta provinciale viene chiesto l’impegno di “elaborare entro l’anno in corso, in collaborazione con le sedi competenti della Regione, un progetto strutturale e finanziario da presentare al Consiglio provinciale con cui si renda possibile il pagamento di un assegno di cura non inferiore a 900 euro mensili per i primi 3 anni di vita di un bambino accudito a casa”.(29 aprile 2009)