Portogallo: coscienza e votoIn occasione dell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale portoghese (Cep), conclusasi a Fatima il 23 aprile scorso, i vescovi hanno diramato una Nota Pastorale intitolata “Votare, un esercizio di cittadinanza”. In considerazione del fatto che nell’anno 2009 i cittadini lusitani saranno chiamati a partecipare a tre tornate elettorali (Europee, Politiche, Amministrative), il documento ricorda che “I cristiani devono sentire il dovere di votare, e di chiarire il significato del proprio voto. Un dovere di coscienza dal quale non si possono moralmente esimere, e che deve servire da esempio ai più giovani”. I vescovi suggeriscono una serie di valori che devono essere rispettati e promossi dall’azione politica, in cui “il criterio fondamentale è costituito dalla persona umana concreta, servita e rispettata nella sua dignità e nei suoi diritti”. “L’elettore cristiano non può tradire la sua coscienza nell’atto di voto. I valori radicati nella fede non possono essere separati dalla vita familiare, sociale e politica, ma devono incarnarsi in tutte le dimensioni della vita umana. Le scelte politiche dei cattolici devono essere prese in armonia con i valori del Vangelo, ed essere coerenti con la fede vissuta nella comunità della Chiesa, sia quando si è elettori, sia quando si è eletti” – si legge ancora nella Nota. In riferimento alle annunciate intenzioni legislative parlamentari concernenti il tema dell’eutanasia, l’assemblea episcopale ha invece inteso ribadire i punti fondamentali della dottrina cattolica sulla materia: “Morire con dignità è morire con grandezza e generosità, accettando la sofferenza nella sua dimensione positiva e redentrice – affermano i vescovi. La morte è un momento alto della vita, e il modo in cui si muore può redimere la stessa vita. Abbiamo l’obbligo di aiutare i nostri fratelli a percorrere con dignità la fase terminale dell’esistenza, necessità a cui contribuisce molto la scienza medica, mediante le cure palliative e la terapia del dolore”. Inghilterra: una messa per gli immigratiPer il quarto anno consecutivo gli immigrati cattolici che vivono e lavorano a Londra parteciperanno a una messa speciale, loro dedicata, che verrà celebrata nella Westminster Cathedral, la cattedrale londinese chiesa madre del cattolicesimo inglese, il prossimo lunedì 4 maggio. A celebrare saranno il card. Cormac Murphy-O’Connor, il vescovo di Brentwood, mons. Thomas McMahon e il vescovo ausiliare di Southwark, mons. Pat Lynch. Per la prima volta funzioni simili verranno organizzate anche nella “Westminster Abbey”, la cattedrale anglicana e nella Methodist Central Hall, la chiesa metodista anch’essa a pochi passi dal parlamento. La messa verrà seguita da una marcia nelle strade del centro di Londra organizzata dalla campagna “Strangers into Citizens campaign”, lanciata dal card. Murphy-O’Connor nel maggio 2006. “Strangers into citizens” chiede che a chi vive e lavora nel Regno Unito da almeno quattro anni venga consentito di lavorare in modo legale per due anni. Al termine di questo periodo il lavoratore straniero, se avrà le giuste referenze dal datore di lavoro, potra’ ottenere la cittadinanza.Irlanda: il card. Brady incontra ala militare protestante”Abbiamo comunicato all'”Ulster Political Research Group” (Uprg), la paura reale che esiste nella comunità cattolica sul rischio di future violenze da parte dei gruppi lealisti. Siamo molto incoraggiati e apprezziamo l’assicurazione che ci ha dato l'”Ulster Political Research Group” che non ci sarà ritorno al passato, che insieme possiamo costruire un nuovo futuro”. In queste parole del card. Sean Brady, primate di tutta Irlanda, il significato dello storico incontro avvenuto qualche giorno fa tra il leader della comunità cattolica e il più importante partito rappresentante l’ala dura dei protestanti nordirlandesi. E’ la prima volta che accade nella storia del conflitto nordirlandese. Brady ha accolto nella sua residenza di Armagh i membri del braccio politico dell'”Ulster Defence Association”, il più attivo gruppo armato protestante, responsabile di diverse atrocità nella storia del conflitto dell’Ulster e coinvolto nel traffico di droga e nei movimenti neonazisti. Nel 2007 l'”Uda” aveva pubblicamente rinunciato alla violenza ma non ha fatto nessun passo per la consegna delle armi. Brady ha ricordato ai membri dell’ “Uprg” che “abbiamo tutti una responsabilità a costruire un futuro di pace per le prossime generazioni” e ha detto di aver concordato con loro “l’impegno a lavorare, attraverso il “Consiglio Cattolico per gli affari sociali” del nord Irlanda, perché questa visione diventi realtà”.