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La voce della Svizzera

Perché un Paese non Ue è interessato alle elezioni europee?

Dal 4 al 7 giugno tutti i cittadini elettori dei 27 Stati membri dell’Unione europea sono chiamati alle urne per eleggere i loro delegati al Parlamento europeo a Bruxelles. Quest’evento può riguardare anche la Chiesa cattolica in Svizzera, visto che questo Paese non è membro dell’Ue? Secondo i dati più recenti dell’Ufficio federale di statistica, vivono in Svizzera più di un milione di cittadini dell’Ue, di cui la maggior parte aventi diritto di voto. Molti di questi cittadini europei sono originari di Paesi a maggioranza cattolica, così che si deduce che una gran parte di queste persone appartiene alla Chiesa cattolica. Possiamo ricordare cattolici e cattoliche di lingua tedesca e francese che in Svizzera fanno parte delle loro Missioni in terra elvetica oppure sono presenti nelle parrocchie locali: Italiani, Spagnoli, Portoghesi, Cechi, Slovacchi, Polacchi, Sloveni, Ungheresi ecc.A seguito della tragedia umana e della distruzione materiale provocate dalle due guerre mondiali, si è fatta viva in Europa, negli anni Quaranta, la necessità di assicurare una pace duratura. Il francese Robert Schuman, l’italiano Alcide De Gasperi e il tedesco Konrad Adenauer si impegnarono eloquentemente, come cristiani, per questa pace e contribuirono in modo sostanziale alla nascita della Comunità europea.Alla fine degli anni 80 è poi caduta la cortina di ferro che per lungo tempo divise il continente. Sulla base di questo sviluppo pacifico degli ultimi decenni, la Comece (Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea) in una delle sue ultime dichiarazioni ha definito l’Unione europea “progetto di speranza”, senza sottacere che essa ha da lottare con non poche difficoltà. Affinché questo “progetto europeo” rimanga foriero di speranza nel contesto delle sfide dell’epoca, è necessaria una politica che secondo la dottrina sociale cattolica rispetti la dignità dell’uomo e il bene comune. I cattolici e le cattoliche europei, i cristiani di altre confessioni e tutti gli uomini di buona volontà debbono dunque garantire il loro contributo alla salvaguardia della pace e al bene comune tramite una partecipazione a livello politico. Proprio le sfide della migrazione a raggio sempre più vasto richiedono soluzioni globali, da raggiungere soltanto grazie ad una stretta collaborazione degli Stati in Europa.E quantunque la Svizzera non sia membro dell’Unione europea, il suo benessere dipende fortemente dal benessere dell’Europa. C’è quindi da sperare che i numerosi migranti europei in Svizzera contribuiscano al benessere della popolazione locale come “voce della Svizzera” e che si impegnino a che emerga in Europa una politica basata su principi cristiani.