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18:30 – L’OSSERVATORE ROMANO: VIAN SU PAPA IN TERRA SANTA, “UNA RAGIONE PER TRE POPOLI”
“La chiave per comprendere il viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa è racchiusa in una parola: pellegrinaggio”. Ne è convinto Gian Maria Vian, direttore di L’Osservatore Romano, che sigla l’editoriale dell’edizione che porta la data di domani, 9 maggio. L’unica “intenzione politica” del viaggio del Papa, afferma Vian, è quella di “contribuire alla pace”, come ha precisato il Papa stesso nell’incontro con i giornalisti, sorvolando la Grecia: “non come individuo ma in nome della Chiesa cattolica. La quale non è un potere politico, bensì una forza spirituale”. Per il Papa, quindi, “la preghiera, la formazione delle coscienze e l’appello alla ragione sono strumenti efficaci per cambiare lo stato delle cose. Confidando nella ragione, base per il confronto e l’incontro con tutti, come da anni Benedetto XVI va ripetendo”. Intenzione, quella papale, confermata nel discorso all’aeroporto di Amman, “davanti a un sovrano e in un Paese che con i fatti stanno dimostrando come può procedere il cammino comune tra musulmani e cristiani, che in Giordania sono una piccola minoranza”. Di fronte ad Abdullah II il Papa, per Vian, “ha indicato la via maestra per promuovere i diritti umani: una «alleanza di civiltà» tra mondo occidentale e mondo islamico che possa superare le nefaste dinamiche delle contrapposizioni e dello scontro”, tramite un “dialogo trilaterale” che si estenda anche all’ebraismo.
15:06 – PAPA IN GIORDANIA: “LA SOFFERENZA PUÒ DETERMINARE UN CAMBIAMENTO IN MEGLIO” (4)
Rivolgendosi ai giovani, Benedetto XVI ha sottolineato che “stando in mezzo a voi io sento la forza che proviene da Dio” perché “la vostra esperienza del dolore, la vostra testimonianza in favore della compassione, la vostra determinazione nel superare gli ostacoli che incontrate, mi incoraggiano a credere che la sofferenza può determinare un cambiamento in meglio”. Quando ci si trova di fronte alle “nostre personali prove” e “accanto agli altri nelle loro sofferenze”, si può cogliere “l’essenza della nostra umanità” e iniziare “ad imparare che, su un altro piano, anche i cuori induriti dal cinismo o dall’ingiustizia o dalla riluttanza a perdonare non sono mai al di là del raggio d’azione di Dio” ma “possono essere sempre aperti ad un nuovo modo di essere, ad una visione di pace”. Infine, il Papa ha invitato ad assumere “uno specifico compito”: “Pregate, per favore, per me ogni giorno del mio pellegrinaggio; per il mio spirituale rinnovamento nel Signore e per la conversione dei cuori al modo di perdonare e di solidarizzare che è proprio di Dio, così che la mia speranza – la nostra speranza per l’unità e la pace nel mondo porti frutti abbondanti”.
15:05 – PAPA IN GIORDANIA: “LA SOFFERENZA PUÒ DETERMINARE UN CAMBIAMENTO IN MEGLIO” (3)
“Come i cristiani professano, è attraverso la Croce, che Gesù di fatto ci introduce nella vita eterna e nel fare ciò ci indica la strada verso il futuro”, “la via della speranza che guida ogni passo che facciamo lungo la strada, così che noi pure diveniamo portatori di tale speranza e carità per gli altri”. Diversamente dai pellegrini d’un tempo, ha proseguito il Papa, “io non vengo portando regali od offerte” ma “semplicemente con un’intenzione”, la speranza di “pregare per il regalo prezioso dell’unità e della pace, più specificamente per il Medio Oriente”: “La pace per gli individui, per i genitori e i figli, per le comunità, pace per Gerusalemme, per la Terra Santa, per la regione, pace per l’intera famiglia umana; la pace durevole generata dalla giustizia, dall’integrità e dalla compassione, la pace che sorge dall’umiltà, dal perdono e dal profondo desiderio di vivere in armonia come un’unica realtà”. “La preghiera è speranza in azione”, ha evidenziato il Santo Padre, ed infatti “la vera ragione è contenuta nella preghiera” attraverso la quale “entriamo in contatto amoroso con l’unico Dio” e nel fare ciò giungiamo “a renderci conto della futilità delle divisioni umane e dei pregiudizi e avvertiamo le meravigliose possibilità che si aprono davanti a noi”. (segue)
15:04 – PAPA IN GIORDANIA: “LA SOFFERENZA PUÒ DETERMINARE UN CAMBIAMENTO IN MEGLIO” (2)
Parlando ai presenti, il Santo Padre ha poi ricordato che “ognuno di noi è un pellegrino” perché “siamo tutti proiettati in avanti, risolutamente, sulla via di Dio”: “Naturalmente, tendiamo poi a volgere lo sguardo indietro al percorso della vita talvolta con rimpianti o recriminazioni, spesso con gratitudine ed apprezzamento ma guardiamo anche avanti – a volte con trepidazione o ansia, sempre con attesa e speranza, sapendo che ci sono anche altri ad incoraggiarci lungo la strada”. Nella consapevolezza che “i viaggi che hanno condotto molti di voi al Centro Regina Pacis sono stati segnati da sofferenza o prove”, non bisogna però dimenticare “il grande successo del Centro nel promuovere il giusto posto dell’invalido nella società e nell’assicurare che un adeguato esercizio e strumentazione siano forniti per facilitare una simile integrazione”. È difficile talvolta “trovare una ragione per ciò che appare solo come un ostacolo da superare” o “come prova da sopportare”, ha aggiunto Benedetto XVI: “Ma la fede e la ragione ci aiutano a vedere un orizzonte oltre noi stessi per immaginare la vita come Dio la vuole” perché “l’amore incondizionato di Dio, che dà la vita ad ogni individuo umano, mira ad un significato e ad uno scopo per ogni vita umana”. (segue)
15:03 – PAPA IN GIORDANIA: “LA SOFFERENZA PUÒ DETERMINARE UN CAMBIAMENTO IN MEGLIO”
“La stima per la vostra notevole competenza professionale, la cura compassionevole e la risoluta promozione del giusto posto nella società di coloro che hanno necessità speciali è ben conosciuta qui e in tutto il regno”. Nel discorso tenuto questo pomeriggio in occasione della visita al Centro “Regina Pacis” di Amman, Benedetto XVI ha ringraziato “il Patriarca Fouad Twal per le gentili parole di saluto” e “i giovani presenti per il loro commovente benvenuto”: “Come per innumerevoli migliaia di pellegrini prima di me, è ora il mio turno di soddisfare quel profondo desiderio di toccare, di trarre conforto dai luoghi dove Gesù visse e che furono santificati dalla sua presenza e di venerarli”. Dai tempi apostolici, ha spiegato il Papa, “Gerusalemme è stata il principale luogo di pellegrinaggio per i Cristiani, ma ancora prima, nell’antico Vicino Oriente, i popoli Semitici costruirono luoghi sacri per indicare e commemorare una presenza o un’azione divina. E la gente comune soleva recarsi in questi centri portando una parte dei frutti della loro terra e del loro bestiame per farne offerta come atto di omaggio e di gratitudine”. (segue)
14:02 – PAPA IN GIORDANIA: “LIBERTÀ RELIGIOSA DIRITTO INALIENABILE”
“La possibilità che la comunità cattolica di Giordania possa edificare pubblici luoghi di culto è un segno del rispetto di questo Paese per la religione e a nome dei Cattolici desidero esprimere quanto sia apprezzata questa apertura”. Lo ha detto Benedetto XVI nel suo primo discorso del viaggio apostolico, cominciato oggi, che lo porterà, fino al 15 maggio, in Giordania, Israele e Territori Palestinesi. Salutando i reali di Giordania, che lo hanno accolto presso l’aeroporto Queen Alia di Amman, il Pontefice ha parlato dei suoi prossimi appuntamenti, le visite al Memoriale di Mosè sul monte Nebo e al sito del Battesimo di Gesù: “nei prossimi giorni visiterò entrambi questi luoghi santi e avrò la gioia di benedire le prime pietre delle chiese che saranno costruite sul luogo tradizionale del Battesimo del Signore”. “La possibilità che la comunità cattolica di Giordania possa edificare pubblici luoghi di culto ha sottolineato il Papa – è un segno del rispetto di questo Paese per la religione e a nome dei Cattolici desidero esprimere quanto sia apprezzata questa apertura. La libertà religiosa è certamente un diritto umano fondamentale ed è mia fervida speranza e preghiera che il rispetto per i diritti inalienabili e la dignità di ogni uomo e di ogni donna giunga ad essere sempre più affermato e difeso, non solo nel Medio Oriente, ma in ogni parte del mondo”.
14:01 – PAPA IN GIORDANIA: “PROFONDO RISPETTO PER LA COMUNITÀ MUSULMANA” (2)
Benedetto XVI non ha mancato di ricordare il Messaggio di Amman (2004) annoverato tra quelle “nobili iniziative” che “hanno ottenuto buoni risultati nel favorire un’alleanza di civiltà tra il mondo Occidentale e quello Musulmano, smentendo le predizioni di coloro che considerano inevitabili la violenza e il conflitto”. “In effetti, – ha sottolineato – il Regno di Giordania è da tempo in prima linea nelle iniziative volte a promuovere la pace nel Medio Oriente e nel mondo, incoraggiando il dialogo inter-religioso, sostenendo gli sforzi per trovare una giusta soluzione al conflitto Israeliano-Palestinese, accogliendo i rifugiati dal vicino Iraq, e cercando di tenere a freno l’estremismo”. “Non posso lasciare passare questa opportunità ha concluso il Papa – senza richiamare alla mente gli sforzi d’avanguardia a favore della pace nella regione fatti dal precedente re Hussein. Possa il suo impegno per la soluzione dei conflitti della regione continuare a portar frutto nello sforzo di promuovere una pace durevole e una vera giustizia per tutti coloro che vivono nel Medio Oriente”.
14:00 – PAPA IN GIORDANIA: “PROFONDO RISPETTO PER LA COMUNITÀ MUSULMANA”
“Sono venuto in Giordania come pellegrino, per venerare i luoghi santi che hanno giocato una così importante parte in alcuni degli eventi chiave della storia biblica”, il Monte Nebo e Betania. Nel primo discorso del suo viaggio apostolico che lo porterà, fino al 15 maggio, in Giordania, Israele e Territori palestinesi, Benedetto XVI ha ribadito le motivazioni spirituali e pastorali che lo hanno spinto in Terra Santa. Appena giunto ad Amman, salutato dai reali del regno ascemita, il Papa ha espresso tutto il suo “profondo rispetto per la comunità musulmana” rendendo omaggio “al ruolo di guida svolto da Sua Maestà il Re nel promuovere una migliore comprensione delle virtù proclamate dall’Islam”. (segue)
11:57 – PAPA IN TERRA SANTA: IL TELEGRAMMA AL PRESIDENTE NAPOLITANO
In Terra Santa “per ricalcare le orme del divino Maestro, come pure per incontrare fratelli e sorelle nella fede condividendo con loro momenti di forte spiritualità, pregare per la giustizia e la pace ed incoraggiare il dialogo ecumenico ed interreligioso”. Questi gli scopi del suo viaggio in Terra Santa descritti da Benedetto XVI nel telegramma di saluto indirizzato al presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, prima di partire da Fiumicino. “Nel momento in cui mi accingo a compiere il mio pellegrinaggio in Terra Santa, che sarà per me occasione provvidenziale per ricalcare le orme del divino maestro come pure per incontrare fratelli e sorelle nella fede condividendo con loro momenti di forte spiritualità, pregare per la giustizia e la pace ed incoraggiare il dialogo ecumenico ed interreligioso scrive il Papa mi è caro rivolgere a lei signor Presidente e al popolo italiano il mio cordiale saluto che accompagno con fervidi auspici per il progresso spirituale, civile, e sociale della diletta Italia”. Dal canto suo Napolitano, nella risposta, evidenzia “il costante e determinato impegno per la pace e per la giustizia” del Papa. “Impegno afferma il presidente della Repubblica che l’Italia sostiene e condivide”.
11:33 – PAPA IN TERRA SANTA: BROMURI, “MEDIATORE DI PERDONO E DI RICONCILIAZIONE” (2)
“Benedetto si legge nella nota dell’esperto di ecumenismo e di dialogo interreligioso – in questa grande missione, si trova ad essere di fatto il ‘protos’ della cristianità, il ‘primo’, il servo dei servi di Dio, che parla a nome dei battezzati, pur sapendo che rimangono dolorosamente in piedi diversità e contrasti confessionali tra cristiani. Conosciamo per esperienza il disagio e lo scandalo per le diatribe nei luoghi santi tra ortodossi, armeni, copti che coinvolgono anche i cattolici. Prendere coscienza della necessità storica ed ecclesiale dell’unità cristiana cercando di superare conflittualità e divisioni, anche questo è un compito affidato al pellegrinaggio di Benedetto XVI, da sostenere con la preghiera di tutti. La ricomposizione dell’unità dei battezzati nel rispetto delle diversità e delle appartenenze è la conclusione di mons. Bromuri – è un obiettivo primario di urgente gravità per rendere credibili parole e gesti di pace che si vogliano compiere”.
11:32 – PAPA IN TERRA SANTA: BROMURI, “MEDIATORE DI PERDONO E DI RICONCILIAZIONE”
Un pellegrinaggio non solo “di invito alla pace nella regione e per la riconciliazione tra i due popoli” e con “l’attualissimo intento di confermare nella fede la comunità cristiana sempre più impoverita e schiacciata nella lotta tra ebrei e palestinesi”, ma soprattutto per “ricordare alla Chiesa e al mondo che là siamo nati, là sono le nostre sorgenti”. Nelle parole di mons. Elio Bromuri è racchiuso tutto il significato del viaggio, cominciato oggi in Giordania, Israele e Territori Palestinesi, di Benedetto XVI. “A Gerusalemme scrive Bromuri in una nota per il Sir – Benedetto XVI dovrà dire parole vere e calibrate per non offendere la coscienza dei semplici e la suscettibilità dei potenti. Ma la pace, che è andato ad annunciare non è la pace del mondo invano cercata in tanti anni, ma quella del Risorto, che chiede amore e conversione. Di questa pace hanno bisogno i due popoli e il Papa va da mediatore di riconciliazione e perdono. Andrà anche oltre, come Gesù, che è venuto a fare dei due un popolo solo, abbattendo il muro della separazione che divide tragicamente numerosi popoli della terra in lotta fra loro e propone una sola famiglia umana”. (segue)
10:46 – PAPA IN TERRA SANTA: IL SALUTO DEL MINISTRO GENERALE DEI FRANCESCANI, CARBALLO, DOMANI SUL NEBO
“Oggi ha voluto farsi pellegrino, ricordandoci che questa è la condizione del popolo di Dio. In questo viaggio non è solo. Vogliamo accompagnarla, anzi seguirla, come un tempo il popolo di Israele aveva seguito Mosè e da lui si era lasciato condurre”. Con queste parole padre José Rodríguez Carballo, Ministro generale dell’Ordine dei frati minori, accoglierà Benedetto XVI, domani mattina, nel corso della sua visita al Memoriale del monte Nebo. Ad anticiparlo al Sir è lo stesso Ministro generale che nel suo indirizzo di saluto ricorda anche la figura di fra Michele Piccirillo, l’archeologo francescano che dedicò tutta la su vita alla riscoperta di tanti luoghi santi, al monte Nebo in particolare. “Ovunque ci volgiamo vediamo guerre e violenze scrive Carballo – c’è ancora tanta povertà che schiaccia gran parte dell’umanità, mentre i diritti umani più elementari sono calpestati; per la sete di ricchezza e di potere gli uomini non esitano a devastare il creato, che era stato loro affidato perché ne avessero cura. Porti le nostre suppliche al Signore e ci rivolga ancora una volta quella Parola, che è la sola a poterci donare la salvezza”.
10:18 – PAPA IN TERRA SANTA: RESTITUZIONE LUOGHI SANTI. JAEGER (ESPERTO), “UNA NON-NOTIZIA” (2)
“Evidentemente non c’è di vero in questa non-notizia spiega padre Jaeger – Tutto il mondo sa che, da secoli, l’intera Chiesa Cattolica dappertutto nel mondo è in attesa della restituzione del Cenacolo ai legittimi proprietari, la francescana Custodia di Terra Santa. Questo Luogo Santo fu comprato dai Re di Napoli e consegnato, con la benedizione del Papa, ai Frati Minori nel 1342. Furono poi gli Ottomani a espellere i Frati dal Cenacolo con la violenza, ma i francescani non hanno mai cessato di rivendicarne la restituzione”. Per quanto riguarda gli altri santuari cui si riferiva la “non-notizia”, ricorda il religioso, “sono tutti pacificamente di proprietà di vari enti cattolici, e nei confronti di essi la Chiesa non ha mai auspicato se non che rimangano tali, incolumi. Parrebbe che a dare la non-notizia, di cui qui si tratta, sarebbero stati ambienti fondamentalisti intenzionati a seminare la zizzania nei rapporti amichevoli tra la Chiesa Cattolica e lo Stato ebraico, proprio alla vigilia dell’arrivo del Papa”.
10:17 – PAPA IN TERRA SANTA: RESTITUZIONE LUOGHI SANTI. JAEGER (ESPERTO), “UNA NON-NOTIZIA”
“Una non-notizia”: così il francescano David Maria Jaeger, uno dei massimi esperti di relazioni Santa Sede-Israele commenta al Sir le notizie apparse nei giorni scorsi sulla stampa israeliana secondo le quali il presidente Shimon Pérès avrebbe il desiderio di porre sotto l’autorità vaticana alcuni Luoghi Santi, tra cui la chiesa dell’Annunciazione a Nazareth, il Cenacolo sul monte Sion, il giardino del Getsemani ai piedi del monte degli Olivi a Gerusalemme, la chiesa della moltiplicazione dei pani a Tabgha, posta sulle rive del lago di Tiberiade, ed il monte Tabor. Un’idea che ha suscitato reazioni di segno opposto all’interno del mondo politico israeliano. (segue)
10:06 – PAPA IN TERRA SANTA: PARTITO PER LA GIORDANIA
Benedetto XVI è partito per la Giordania. L’aereo, un Airbus A320 “Dante Alighieri” dell’Alitalia, volo Az 4000, è decollato da Fiumicino alle 9.50. L’arrivo ad Amman è previsto per le ore 14.30 locali. Al suo arrivo in aeroporto il Papa è stato accolto, a nome del Governo, da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
09:05 – PAPA IN TERRA SANTA: TRA MEZZ’ORA COMINCIA IL XII VIAGGIO DEL PONTIFICATO
Benedetto XVI parte stamattina, alle 9.30 dall’aeroporto di Fiumicino, per un viaggio apostolico che lo porterà (fino al 15 maggio) in Giordania, in Israele e Territori Palestinesi. Si tratta del 12° viaggio del suo pontificato. Ad accogliere il Papa all’aeroporto Queen Alia di Amman, in Giordania, prima tappa della visita, saranno il re Abdallah II e la regina Rania. Al suo arrivo Benedetto XVI terrà il suo primo discorso, successivamente il Pontefice si recherà presso il centro assistenza disabili “Regina Pacis” (15.30). Alle 17.30, la visita di cortesia ai reali di Giordania, chiude la prima giornata.