POLONIA

Vocazioni, etica, elezioni, Jasna Góra

Crisi delle vocazioniNei giorni scorsi, in occasione della solennità della Madre di Dio Regina della Polonia, nel santuario di Jasna Gora ha avuto luogo la riunione del Consiglio permanente della Conferenza episcopale polacca (Kep) allargata ai vescovi diocesani. Ospite d’onore il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. Come si legge nel comunicato pubblicato alla fine dell’incontro, il tema principale è stato il servizio sacerdotale, affrontato nella prospettiva dell’Anno del sacerdozio indetto dal Papa, e in considerazione dei dati che rilevano un costante calo delle vocazioni in Polonia. Il delegato Kep per le vocazioni, mons. Wojciech Polak, ha rilevato che rispetto al 2006, l’anno scorso gli alunni nei seminari diocesani sono stati il 30% in meno. La situazione tuttavia non è ancora allarmante, secondo mons. Polak, in quanto uno su quattro chierici in Europa è polacco. Il segretario della Kep, mons. Stanislaw Budzik, è convinto della necessità di una riflessione approfondita soprattutto sul contesto nel quale nascono le vocazioni sacerdotali e cioè scuola e famiglia. I vescovi riuniti nel santuario della Madonna Nera di Czestochowa inoltre esprimono la loro “solidarietà con il Santo Padre esposto agli attacchi, immotivati e senza precedenti, da parte di alcuni mezzi di comunicazione”, dando testimonianza della loro unità con il pontefice attraverso le preghiere durante tutto il mese mariano. Riscoperta dell’eticaMons. Stanislaw Gadecki parlando del nuovo documento dell’episcopato polacco dedicato alla lotta contro la povertà e l’emarginazione, annunciato per il 2010, ha auspicato che il nuovo documento “non si limiti solo a essere un’analisi della situazione ma arrivi al nocciolo del problema, indicando dei passi che la Chiesa in Polonia possa compiere per aiutare i bisognosi”. Il comunicato finale del Consiglio permanente della Kep ricorda inoltre che il 4 giugno cade il 20° anniversario delle prime elezioni nella Polonia libera dal giogo comunista, e che quelle elezioni in maniera fondamentale hanno influito sulle trasformazioni sociali e politiche del Paese. I vescovi tuttavia esprimono il loro rammarico poiché il “graduale formarsi di una società civile” è stato accompagnato non di rado “addirittura dalle manipolazioni in ambito legale ed economico”. “La sola possibilità di cambiare la situazione sta nel ritorno ai valori e ai principi fondamentali dell’etica che regolano la vita sia economica sia politica”, ribadiscono i vescovi. Ue: adesione ed elezioniMons. Damian Zimon, arcivescovo di Katowice, facendo il bilancio dei 5 anni della Polonia nell’Ue (la Polonia ha aderito all’Unione il 1° maggio del 2004) ha sottolineato che “è sempre meglio quando le nazioni si uniscono che non quando fanno la guerra tra di loro”. “Non abbiamo paura della trasformazioni ma dobbiamo solo capire come nelle nuove condizioni dobbiamo servire il popolo di Dio”, ha aggiunto. Mons. Gadecki, valutando l’adesione all’Ue, ha ricordato che con i fondi Ue è stato possibile il restauro di numerosi luoghi di culto, impossibile da realizzare solamente con i pochi mezzi di cui dispongono le diocesi. L’arcivescovo di Breslavia, mons. Marian Golebiewski, pur affermando che senza l’adesione all’Ue la situazione economica e politica della Polonia sarebbero molto peggiori, ha ricordato l’importanza di promuovere i valori cristiani in Europa dove, invece, “purtroppo le lobby politiche non promuovono né la religione né il modo di pensare cristiano”. Dai vescovi l’appello ai fedeli affinché il prossimo 7 giugno “votino candidati che rappresentano pienamente il punto di vista della Chiesa cattolica sulle questioni etiche e sociali” come “la protezione della vita umana, il matrimonio e la famiglia”.Jasna Góra”Fra i luoghi di questa geografia della fede, Giovanni Paolo II non poteva non ricordare il Santuario di Jasna Góra, che va considerato non solamente come luogo privilegiato dei sentimenti religiosi nazionali, ma prima di tutto come evento di fede, ove Cristo è presente nelle mani di Maria, in modo tangibile e concreto”, ha detto a Jasna Góra il card. Tarcisio Bertone. Consacrando il giorno prima la Chiesa della Divina Provvidenza a Gdansk-Zaspa, il presule ha ricordato gli anni dei totalitarismi: “Questa chiesa ha un suo peculiare significato poiché la sua costruzione ha incontrato non pochi ostacoli da parte del regime totalitario”, ma “la volontà della popolazione, in altissima percentuale, è stata unanime nel volerla erigere”. Il porporato è stato insignito del Dottorato honoris causa in Diritto civile, canonico e amministrativo dall’Università Cattolica “Giovanni Paolo II” di Lublino. La società moderna spesso “svende” i suoi valori, ha detto alla comunità accademica: “La vita messa a rischio, istituzioni come la famiglia prive di tutela. La Chiesa lotta per difenderli e in questa quotidiana battaglia la prima linea è certamente occupata dalle Università cattoliche”, luoghi adatti per “imparare il realismo e la fiducia di Dio”.