ROMANIA

La forza della memoria

A 10 anni dalla visita di Giovanni Paolo II

Nel giorno del suo arrivo in Romania, il 7 maggio 1999, Giovanni Paolo II diceva: "Sono venuto a rendere omaggio al popolo romeno". A dieci anni di distanza è stato il popolo romeno a rendere omaggio al defunto Pontefice attraverso varie iniziative, per ricordare quella visita di portata storica, la prima di un Papa in un Paese a maggioranza ortodossa. "Vengo qui per ringraziare con voi il Padre della misericordia e il Dio di ogni consolazione, che, dopo anni di sofferenza, ha permesso a questa nobile nazione di cantare in libertà le lodi di Dio", aveva detto il Papa dieci anni fa, incontrando i membri della Conferenza episcopale nazionale nella nunziatura. La Chiesa cattolica, la Chiesa ortodossa romena e l’Accademia di Romania – di cui Giovanni Paolo II era membro onorario dal 2001 – hanno organizzato, dal 7 al 9 maggio, un programma speciale. Il 7 maggio è stata inaugurata a Bucarest, presso la sede dell’accademia, una mostra fotografica dedicata al Papa polacco e alla sua visita in Romania – tra gli autori degli scatti spicca Arturo Mari, per 27 anni fotografo ufficiale del Pontefice. Proprio di Mari è uno dei tre libri presentati nell’occasione, "Arrivederci in Paradiso". Insieme ad esso, sono stati proposti un album della cattedrale di San Giuseppe a Bucarest, edito in quattro lingue (romeno, inglese, francese, italiano) e il volume "Giovanni Paolo II – un Papa Santo", scritto da Nicolae Mareş. Inoltre, sempre presso l’Accademia è stato organizzato un simposio al quale sono intervenuti il Patriarca ortodosso Daniel, un rappresentante del presidente romeno Traian Băsescu, e l’arcivescovo metropolita di Bucarest Ioan Robu. La sera c’è stato un concerto nella cattedrale cattolica di San Giuseppe, eseguito dall’orchestra da camera diretta da Aurelian Octav Popa.Nel segno dell’ecumenismo. Nella stessa giornata del 7 maggio altre otto mostre di fotografia su Giovanni Paolo II e sulla sua visita in Romania sono state inaugurate in altrettante città: Blaj, Bistriţa, Cluj, Iaşi, Roman, Oneşti, Bacău e Costanza. Il patriarcato ortodosso romeno l’8 maggio a Bucarest ha tenuto un "Incontro nella luce della Risurrezione", al quale sono intervenuti, tra gli altri, l’inviato di Benedetto XVI, arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Robu di Bucarest, il presidente Băsescu e il fondatore della comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. Nella mattina di sabato 9 maggio, la Chiesa greco-cattolica ha organizzato un pellegrinaggio nel cimitero cattolico di Bucarest, alle tombe dei vescovi martiri, accanto alle quali aveva pregato anche Giovanni Paolo II durante la visita. "Figure di discepoli di Cristo vittime di un regime che, ostile a Dio per il suo ateismo, calpestò anche l’uomo, fatto a immagine di Dio", aveva detto il Pontefice nel discorso alla conferenza episcopale. Nella cattedrale ortodossa del patriarcato è stata celebrata, poi, una preghiera dei defunti dedicata ai due protagonisti dell’evento di dieci anni fa: Giovanni Paolo II, appunto, e l’allora patriarca ortodosso romeno Teoctist. "Dobbiamo adoperarci tutti, con apertura di cuore e perseveranza, nel dialogo sia teologico che operativo con le altre Chiese e comunità cristiane, in vista del traguardo dell’unità di tutti i discepoli di Cristo", le parole di Wojtyla ai vescovi sul cammino ecumenico. Alla celebrazione hanno assistito anche vescovi romeni di rito latino e greco-cattolico (una diversità di riti all’interno della stessa comunità, che sempre Giovanni Paolo II aveva definito una ricchezza), insieme agli arcivescovi Francisco-Javier Lozano, nunzio apostolico in Romania, e Mamberti. Iniziativa analoga a sera, con la Messa di Requiem per i due defunti, presieduta da Mamberti nella cattedrale di San Giuseppe. Al requiem ha assistito anche il Patriarca ortodosso Daniel.Un sito internet e un raduno di giovani. Infine, sempre dal 7 maggio è attivo in Internet un sito dedicato al decimo anniversario dalla visita di Giovanni Paolo II, www.papainromania.ro. E il 16 maggio i giovani dell’arcidiocesi di Bucarest si incontreranno nella capitale per rievocare la visita del Papa polacco. Che proprio ai giovani aveva fatto riferimento nel discorso ai vescovi: "Una sfida di prim’ordine è quella di curare la proposta della fede alle nuove generazioni. Dal punto di vista statistico, la Romania è un paese relativamente ‘giovane’. Purtroppo, i giovani si imbattono oggi in nuove difficoltà che intralciano e insidiano il loro processo educativo. È importante che la Chiesa sostenga il compito dei genitori, primi educatori dei loro figli, ed offra poi il suo specifico contributo, soprattutto con la catechesi e l’insegnamento della religione".