Partenariato orientale: sicurezza ed energiaCon il vertice sul “partenariato orientale”, svoltosi il 7 maggio a Praga, i 27 Stati aderenti all’Ue assieme ad Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina, hanno concordato azioni “nel reciproco interesse” da svilupparsi con rapporti politici stabili. Tra i vantaggi che potranno derivare, sono stati citati accordi di libero scambio, aiuti finanziari, sicurezza energetica, eventuale abolizione del visto per i viaggi nell’Ue da parte dei cittadini dei sei paesi dell’Europa dell’est. Per l’Ue, ha spiegato il capo della Commissione, José Manuel Barroso, il partenariato significa “maggiore sicurezza e stabilità lungo i suoi confini orientali”. Tale partenariato si inserisce nel quadro della politica di vicinato dell’Ue. “L’urgente necessità di questo piano è emersa in seguito al conflitto della scorsa estate tra Russia e Georgia e alla disputa del gas di gennaio tra Russia e Ucraina. I recenti tumulti in Moldavia hanno risvegliato i timori riguardo alla stabilità nella regione”. I sei paesi interessati “riceveranno maggiori aiuti finanziari per proseguire le riforme politiche ed economiche” concordate e “il buon esito di tali riforme potrebbe spianare la strada ad accordi di associazione” con l’Ue.Politiche comunitarie, la voce dei cittadini”La partecipazione dei cittadini costituisce uno strumento fondamentale per la democrazia”. Ne è convinta Margot Wallstrom, vicepresidente della Commissione Ue, che ha preso parte al “Vertice dei cittadini”, svoltosi l’11 maggio a Bruxelles. Promosso da 40 organizzazioni europee, sotto la direzione della Fondazione re Baldovino (Belgio), e finanziato nell’ambito del programma “Debate Europe”, l’evento ha portato nella capitale 150 cittadini provenienti da tutta l’Unione in rappresentanza di 250mila utenti online che hanno preso parte a una consultazione sulle future politiche dell’Ue. I presenti hanno discusso con le autorità Ue e hanno definito un carnet di priorità di intervento, fra cui misure destinate a rilanciare l’economia, investimenti mirati nel settore della ricerca, innovazione a favore delle fonti di energia sostenibile, ma anche lotta contro la povertà, iniziative per l’istruzione e miglioramento dell’equilibrio tra attività lavorativa e vita familiare. Wallstrom ha affermato: “Che si tratti di un presidente o di un idraulico, di un ministro o di un operaio, tutti gli europei possono influenzare la politica europea e contribuire a migliorarla”. La seconda fase delle consultazioni civiche europee si concentrerà sulla diffusione dei risultati e sul confronto con i nuovi membri del Parlamento europeo.Elezioni europarlamento, spot in cinema e tvUno spot che invita i cittadini a far valere il proprio voto per delineare il futuro dell’Europa comunitaria. L’accordo tra Parlamento e Commissione Ue consentirà nelle ultime settimane della campagna per le elezioni del 4-7 giugno di mandare in onda tale messaggio su oltre 100 canali televisivi dei 27 Stati membri e in una rete di mille cinematografi. “Diffuso in 34 lingue, lo spot tv – spiega una nota dell’Euroassemblea – fa parte di un insieme di prodotti della campagna di comunicazione che comprende anche annunci radio, cartelloni, pagine internet e contributi sui social network come Facebook, My Space, Flicker”. Lo spot è stato concepito per essere adattato al pubblico dei 27 Stati ed è sottotitolato e accessibile a sordi e audiolesi. Esso mostra delle persone che, in uno studio di telegiornale, annunciano le notizie che vorrebbero ascoltare: “Sebbene queste notizie non siano vere, i cittadini possono modellare le informazioni di domani esercitando il loro diritto di voto. È questo il messaggio principale” che si intende trasmettere. Consiglio d’Europa: le 4 priorità della SloveniaPromozione dei valori comuni del Consiglio d’Europa; rafforzamento della sicurezza dei cittadini; costruzione di una Europa “più umana e più aperta”; cooperazione con altre istituzioni sovranazionali continentali e internazionali. Sono le quattro priorità del programma della presidenza slovena del CdE per i prossimi sei mesi. Il governo di Lubiana ha assunto il 12 maggio la guida di turno del Comitato dei ministri, massimo organo decisionale CdE, succedendo alla Spagna. Il passaggio di consegne è avvenuto nel quadro della riunione del Comitato, a Madrid, dove si è svolta anche una cerimonia del sessantesimo di fondazione dell’organizzazione che ha sede a Strasburgo. Samuel Zbogar, ministro sloveno degli esteri, ha tenuto un discorso davanti ai colleghi dei 47 Stati aderenti, sottolineando che “le priorità programmatiche sono state definite in accordo agli impegni assunti dal CdE al summit di Varsavia del 2005”. Zbogar ha poi sottolineato altri temi “sui quali verrà posto l’accento”: “Minori ed educazione ai diritti dei bambini, situazione dei rom, bioetica e biomedicina, promozione della democrazia e dei diritti dell’uomo nel sud-est dell’Europa, nel Caucaso e in Bielorussia”.