Conoscere per scegliere (11)

Elezioni europee

Trasporti e sicurezza dei passeggeri, ambiente e cambiamenti climatici, protezione dei consumatori e tutela della salute pubblica, lavoro e conciliazione tra vita professionale e familiare, diritti umani in Europa e nel mondo. Il Parlamento Ue nel corso della legislatura 2004-2009 ha affrontato centinaia di argomenti, producendo direttive – ossia leggi – in codecisione con il Consiglio dei ministri dei 27 Stati membri, assumendo decisioni in merito al bilancio comunitario, esercitando un complessivo potere di “controllo politico” in nome e per conto dei cittadini.

Prodotti sicuri, imprese competitive. Uno tra i provvedimenti legislativi più noti al grande pubblico assunti dal Parlamento in questi anni è il regolamento “Reach” (registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche) che sancisce la registrazione di circa 30mila delle 100mila sostanze chimiche presenti sul mercato. Il testo è stato approvato nel dicembre 2006 – con un lungo e tortuoso iter durato tre anni – e “impone all’industria l’onere di dimostrare la sicurezza dei propri prodotti”. L’obiettivo della normativa, spiega lo stesso Europarlamento, “è di aumentare la sicurezza dei prodotti chimici e di promuovere alternative alla sperimentazione sugli animali, migliorando al contempo la competitività e favorendo gli scambi commerciali”. Con la sua entrata in vigore nel giugno 2007, il regolamento ha sostituito circa 40 atti legislativi precedenti.

L’idraulico polacco non fa paura. Un altro provvedimento-simbolo della legislatura che si chiude è la cosiddetta “direttiva servizi”, il cui obiettivo è “realizzare la quarta libertà fondamentale alla base della costruzione europea, dopo la libera circolazione delle persone, dei beni e dei capitali, senza ridurre gli standard sociali degli Stati membri”. La direttiva (che interviene a regolare il settore terziario, il quale rappresenta quasi due terzi dell’economia europea), proposta nel 2004 dal commissario Bolkestein, “aveva suscitato profonde preoccupazioni in tutta l’Ue prima di essere completamente riscritta dal Parlamento, per giungere a un risultato considerato accettabile”. Si è anzi soliti considerare che tale normativa sia tra le ragioni del “no” alla Costituzione Ue decretato mediante referendum da Francia e Paesi Bassi nel 2005: il timore dell'”idraulico polacco”, la paura (più o meno giustificata) di una concorrenza sul versante lavorativo da parte dei cittadini e delle imprese dei paesi dell’Est, avrebbe fatto scattare la contrarietà alla carta fondamentale. La nuova direttiva sarà in vigore alla fine di quest’anno: “i prestatori di servizi, dagli agenti di viaggio al personale addetto alla pulizia degli uffici, potranno allora esercitare la loro professione in tutta l’Ue”.

Viaggi, lavoro, tariffe roaming. Liberalizzazioni anche nel settore ferroviario. Dal gennaio 2010, infatti, “i passeggeri dei treni in viaggio da un paese dell’Ue a un altro potranno scegliere tra un maggior numero di compagnie ferroviarie, in concorrenza tra di loro sulle tratte internazionali”. L’emiciclo ha approvato nel 2007 la legislazione che “consentirà agli operatori di competere oltre i confini nazionali, garantirà i diritti fondamentali dei passeggeri e assicurerà l’adeguata competenza dei macchinisti”. Interventi di questo tipo, concernenti materie molto “concrete” e vicine alla vita quotidiana dei cittadini e delle famiglie, sono numerosissimi. Sempre nel 2007, per segnalare un caso altrettanto importante, i deputati hanno adottato il regolamento relativo al roaming sulle reti di telefonia mobile. In sostanza il Parlamento “ha tagliato per almeno 140 milioni di utenti i costi per effettuare e ricevere chiamate tramite telefono cellulare mentre ci si trova in altri paesi dell’Unione”. La nuova normativa è stata seguita da provvedimenti circa sms, mms e accesso a internet da telefoni mobili.

I temi che attendono il futuro emiciclo. Nei lavori in aula, in quelli di commissione, nelle centinaia di audizioni svoltesi nelle sedi di Bruxelles e Strasburgo, gli europarlamentari hanno poi affrontato argomenti quali la sicurezza dei voli aerei, la realizzazione di infrastrutture, il problema della sicurezza delle fonti energetiche, gli aiuti ai paesi in via di sviluppo, la definizione di norme comuni per controllare l’immigrazione illegale, i temi di politica estera. Il Parlamento ha contrastato una decisione del Consiglio degli Stati che avrebbe consentito di estendere l’orario massimo di lavoro settimanale fino a 65 ore; è intervenuto a favore dei congedi maternità e di paternità; ha più volte dato spazio al dialogo interculturale (ricevendo in aula politici, leader religiosi, premi Nobel…). I nodi affrontati e i problemi risolti sono stati certo molteplici, ma altrettanti attendono l’Assemblea nella nuova composizione che emergerà con le elezioni del 4-7 giugno.
(20 maggio 2009)