LOMBARDIA
Sette milioni di euro per progetti innovativi
Nuove iniziative a favore della famiglia dalla Regione Lombardia. È in scadenza in questi giorni il “bando famiglia” promosso dall’assessorato alla Famiglia e solidarietà sociale. 7 milioni di euro per la presentazione di progetti innovativi che rispondono alle esigenze delle famiglie in tema di tutela della maternità, infanzia, formazione del ruolo genitoriale, disagio adolescenziale e abbandono scolastico. Il bando famiglia è una delle iniziative, messe in campo da alcuni anni grazie all’introduzione di una legge regionale, la 23 del 1999, che ha dato una svolta alle politiche per la famiglia in Lombardia. Una goccia nell’oceano. “Questo bando da una parte vuole sostenere la famiglia come attore sociale, dall’altra le riconosce un ruolo da svolgere a livello societario e lo sostiene e promuove perché mette a disposizione una serie di risorse che possono aiutare questo contesto circostante ad essere a misura di famiglia”, spiega Roberta Bonini, docente di sociologia dei servizi alla persona all’Università Cattolica e collaboratrice del Centro di ateneo di studi e ricerche sulla famiglia. “La legge, infatti – continua la docente -, vuole essere d’aiuto alle famiglie nei momenti critici. Ma attenzione: non si tratta di una misura a sostegno e promozione del terzo settore quanto, piuttosto, della mutualità della famiglia e della solidarietà familiare”. Un provvedimento family friendly dunque, “una goccia nell’oceano – dice ancora Bonini – perché il bisogno sociale è infinito e la legge 23 da cui deriva questo bando catalizza una serie di risorse che altrimenti andrebbero perse”. Tra le aree in cui è efficace il bando c’è sicuramente il “nido famiglia”, una sorta di tagesmuetter del mondo tedesco, ovvero famiglie che si mettono assieme ad altre per tenere a casa i figli piccoli. “In alcuni casi – spiega la docente – ha funzionato per rispondere al bisogno del momento, ma si è anche sviluppato in forme stabili di servizio”. Promuovere le realtà informali, ma anche professionalità e qualità. “La sfida del bando famiglia – evidenzia Bonini – è quella di coniugare agire professionale e familiare”.Le famiglie numerose. Il presupposto che anima questo genere di politiche è che “nessuno conosce le famiglie meglio delle famiglie”. Sembrerebbe uno slogan fine a se stesso e invece è la consapevolezza che anima l’associazione Famiglie numerose, con sede a Brescia, come spiega il presidente Mario Sberna. “Per noi il bando famiglia – precisa – ha significato l’applicazione del principio di sussidiarietà nel nostro ambito e ci piacerebbe esportarlo in altre regioni”. Diversi gli ambiti di socialità di chi ha molti figli: “La disponibilità a mettersi assieme attraverso la Banca del tempo – continua Sberna – con modalità di mutuo aiuto. Un’iniziativa che ci consente di superare la logica del puro vicinato” e “fare rete con vere e proprie forme di associazionismo”. I compiti dei piccoli, ma anche la spesa attraverso i gruppi di acquisto solidale, fino all’ultima nata, un’associazione di avvocati che nel contesto delle famiglie numerose hanno problemi simili legati magari a figli con disabilità: sono tanti i contesti in cui promuovere l’associazionismo può portare giovamento.Fare il “tagliando”. Certo, dopo dieci anni dall’entrata in vigore della legge e del bando occorrerebbe fare il “tagliando”. Ne è convinta Gianna Savaris, presidente provinciale milanese del Forum delle associazioni familiari. “Si tratta di una legge pilota, unica nel suo genere – afferma – che va valorizzata e aiutata. Proprio per questo bisogna che venga salvaguardato il suo senso specifico, che è quello di promuovere davvero l’associazionismo tra le famiglie”. Furono proprio queste, dieci anni fa, a volerla fortemente e a fare in modo che la politica desse loro ascolto per metterla a punto e approvarla. “Dobbiamo riconoscere alla Lombardia – ammette Savaris – una sensibilità pionieristica che andrebbe estesa al resto d’Italia”.a cura di Francesca LozitoSchedaIl bando può essere presentato da associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro regionale, organizzazioni di volontariato, associazioni senza scopo di lucro e associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, enti privati con personalità giuridica, enti ecclesiastici con personalità giuridica, associazioni femminili. I progetti possono essere presentati anche in partnership o collaborazione. È possibile partecipare con un solo progetto alla volta. Previsto anche il finanziamento della continuazione di progetti attivati con i bandi del 2007 e del 2008. I 7 milioni di euro, assegnati per la realizzazione dei progetti alle Aziende sanitarie locali, che istituisce per questo delle unità tecniche di valutazione, sono ripartiti in base alla popolazione complessiva residente. I progetti vedranno i fondi assegnati per mezzo della graduatoria, e potranno essere finanziati fino al 70% del costo complessivo, non oltre i limiti stabiliti dal bando. Non potranno essere finanziati progetti configurati come attività commerciali.(20 maggio 2009)