Nord Irlanda: detenuti cattolici discriminatiI cattolici nelle prigioni nordirlandesi vengono trattati peggio dei detenuti protestanti. È il risultato di un rapporto del “Criminal Justice Inspection”, ente incaricato di ispezionare il sistema penitenziario in Nord Irlanda, secondo il quale i cattolici hanno minore accesso al lavoro, alle palestre e alle risorse educative nelle prigioni. “Le informazioni che abbiamo esaminato dimostrano che una disparità esiste tra il numero di prigionieri cattolici che sono ai livelli più alti degli “Progressive Regimes and Earned Privileges Schemes and adjudications”, gli “Schemi per i regimi progressivi e i privilegi guadagnati” e i prigionieri protestanti. Nel comunicato pubblicato dall’ente che ispeziona le prigioni si legge che “le informazioni dimostrano anche che la forza lavoro, quasi tutta composta da uomini, nelle prigioni ha origini protestanti”. Il sistema definito col nome “Progressive Regimes and Earned Privileges Schemes and adjudications”, è un sistema di classificazione dei diversi servizi usufruiti dai detenuti nelle prigioni che comprende un livello elementare, un livello standard e un livello superiore. Secondo le statistiche fornite dal “Northern Ireland Prison Service” nel giugno 2008 il 42% dei prigionieri cattolici era al livello più alto per quanto riguarda la possibilità di usufruire dei benefici forniti dalle prigioni, contro il 55% dei prigionieri protestanti. Scozia: cattolici e nuove tecnologieUn “uso responsabile delle nuove tecnologie” è quanto chiede ai cattolici scozzesi il vescovo Philip Tartaglia, presidente della Commissione nazionale per le comunicazioni della Conferenza episcopale di Scozia (Scmo), in una lettera pastorale inviata alle 500 parrocchie cattoliche per essere letta durante le messe del 23 e 24 maggio. Domenica 24 maggio si celebrerà la Giornata mondiale delle comunicazioni. Richiamando il tema del Messaggio di Benedetto XVI “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”, il vescovo Tartaglia mette in guardia dai pericoli che Internet può rappresentare specialmente per i più piccoli, pur ammettendo che “la vita di tutti noi è stata cambiata per lo più in meglio dalla tecnologia digitale”. Tuttavia, avverte, “molta comunicazione è spesso chiacchiera vuota che non fa nulla per promuovere la comprensione e la tolleranza”. Di qui l’esortazione ad evitare “il bisogno ossessivo di essere virtualmente connessi” e a sviluppare invece “importanti relazioni umane e di autentica amicizia con gente reale”. Da domani sarà visibile su YouTube un video creato dalla Scmo per la Giornata delle comunicazioni, corredato da un cortometraggio realizzato dagli alunni della High School di Barrehead sull’uso responsabile dei social network.Portogallo: 50° del Santuario di Cristo ReMigliaia di persone si sono riunite al Santuario di Cristo Re, in Almada, per assistere alla messa del 50°, celebrata dal card. José Saraiva Martins, il quale ha parlato del monumento come di “un ex-voto diventato santuario nazionale, in segno di gratitudine a Dio per il dono di pace ricevuto”. “Costruito con la collaborazione di tutti, anche grazie alla rinuncia e alla partecipazione di migliaia di bambini, è stato un gesto collettivo della Chiesa di Portogallo, che esprime la comunione di tutti i suoi figli, sia ecclesiastici, sia laici” ha detto l’inviato speciale del Papa. “Il Santuario è il simbolo della pace” che va costruita “attraverso l’amore e il rispetto dell’uomo e della sua dignità, dei suoi diritti fondamentali, e delle sue aspirazioni”. Le celebrazioni del cinquantenario si sono concluse con l’ufficializzazione del gemellaggio tra il Santuario del Cristo Re e quello del Cristo Redentore del Corcovado (Rio de Janeiro), e con il rinnovo della consacrazione del Portogallo al Sacro Cuore di Gesù. Lourdes: 51° pellegrinaggio militare internazionaleSono giunti da 32 nazioni gli oltre 13.000 partecipanti al 51° Pellegrinaggio militare internazionale, che si è svolto a Lourdes (Francia) dal 15 al 17 maggio sul tema “Più nazioni, un solo popolo di Dio”, occasione per “dimostrare a tutti che l’esperienza della riconciliazione e della pace può essere effettivamente vissuta dagli uomini di buona volontà”, ha scritto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Berotne, in un messaggio a nome del Santo Padre, invitando i militari ad essere “autentici artigiani di unità e di pace tra le genti”. “Lourdes è un posto di pace, e ancora una volta abbiamo sperimentato come la pace si possa realizzare concretamente fra le forze armate di diverse nazioni”, ha dichiarato a SIR Europa p. Blaise Rebotier, cappellano militare e direttore del pellegrinaggio, a conclusione dell’evento, ricordando come fra i partecipanti si contino pure rappresentanze militari di Paesi che recentemente hanno vissuto situazioni di guerra. Croazia e Bosnia Erzegovina, ad esempio, dopo essere stati su fronti opposti alla fine del secolo scorso, in questi giorni erano fianco a fianco a pregare davanti alla grotta, “segno di una pace radicata nella fede”.