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Trovare nuove strade

Il messaggio di De Gasperi ai giovani alla vigilia delle elezioni europee

In vista delle imminenti elezioni per il Parlamento di Strasburgo, proponiamo una testimonianza sul ruolo e sull’impegno di Alcide De Gasperi per l’Europa. Ad offrirla, soprattutto ai giovani, è stata la figlia dello statista, Paola, in un recente convegno a Subiaco (Italia), luogo della memoria di san Benedetto.De Gasperi, come gli altri padri dell’Europa, sapeva che molte sarebbero state le difficoltà da superare, le abitudini, gli egoismi, gli interessi, le paure, ma l’importante era gettare un seme e assicurarne la crescita, e questo seme era quello dell’unità politica. Per questo non bastava raggiungere degli accordi fra capi di governo, cosa che avvenne con la creazione della Comunità del Carbone e dell’Acciaio e il progetto di comunità Europea di Difesa, ma sarebbe stato poi necessaria l’approvazione dei relativi parlamenti nazionali. E questo sarebbe stato possibile se si creava un’opinione pubblica favorevole. Perciò l’impegno di De Gasperi non si limitò alla partecipazione alle riunioni ai massimi livelli. In esse il suo contributo appassionato, come testimonia in una memoria Adenauer, fu decisivo per impostare e sviluppare la Ceca e la Ced fino a farne la base di una comunità politica, avvertendo che le decisioni dovevano essere prese rapidamente affinché la sua realizzazione non fosse messa in pericolo da lunghi negoziati di dettaglio. Egli cercò inoltre d’essere presente in tutti gli incontri di vari movimenti unionisti e federalisti spingendoli all’azione. Disse una volta: “Di quest’associazione europea, federazione o unione, comunque di Stati, che diventa una meta più o meno rapidamente raggiungibile non so quanto la nostra generazione potrà realizzare, ma è certo che si cammina verso di essa”.Uno dei momenti più felici di questo cammino europeo fu per mio padre la cerimonia per la quale ad Aquisgrana la Fondazione “premio Carlo Magno”, che si proponeva la diffusione del pensiero europeo, gli conferì il medaglione con la riproduzione del fondatore del Sacro Romano Impero, che era stata una prima forma di unità europea. Nelle fotografie di quell’occasione lo vediamo sorridente ed orgoglioso tanto che tornando a Roma ci disse: “Questa sola decorazione .. dovete mettere sul mio feretro quando me ne andrò”. E questo fu fatto. Ma anche in questa occasione egli non parlò con nostalgia di quel periodo storico, piuttosto spronò a lavorare per creare una mentalità europea, informando le nuove generazioni delle difficoltà ma anche dei progressi di questo cammino, divenendo i migliori custodi del patrimonio comune da lasciare in eredità.Ancora qualche citazione: “l’unione è il frutto di un mutuo consenso e questo mutuo consenso è per sua natura libero e lento. Come italiano e cristiano non esiterei a dire che nella sua parte migliore, l’Europa è già unita, è tutt’uno. Esiste una storia europea come esiste una civiltà europea. Quando lo storico Toynbee dichiara di essere andato in pellegrinaggio al Sacro Speco (Subiaco), per venerare il luogo d’onde partì l’impulso alla nostra civiltà, afferma una verità di cui i moderni raramente hanno consapevolezza. Ancora recentemente taluni ci hanno accusato di stabilire nell’ombra una sorta di identità tra Europa e cristianesimo… permettetemi di ricordare che il cristianesimo appartiene a tutti gli uomini. D’altra parte come concepire l’Europa senza tener conto del cristianesimo, ignorando il suo insegnamento fraterno, sociale, unitario?”. “So bene che anche il libero pensiero è europeo, ma chi di noi ha mai sognato di proscriverlo nell’Europa libera che vogliamo edificare. Ma simili principi non possiamo realizzare senza la pace”. E conclude: “Per unire l’Europa, vi è più da distruggere che da edificare, gettare via un mondo di pregiudizi, un mondo di pusillanimità, un mondo di rancore, che cosa non occorse per fare l’Italia unita là dove ogni città aveva imparato a detestare la città vicina? Bisogna fare la stessa cosa per arrivare all’Europa. Parliamo, scriviamo, insistiamo, non lasciamo un istante di respiro, che l’Europa rimanga l’argomento del giorno.”Come sapete il sogno politico di De Gasperi, a cui si dedicò fino agli ultimi giorni di vita, non si è realizzato. Si è arrivati ad un’unità economica che spesso viene considerata dai singoli Paesi o dai singoli comparti di produzione come un intralcio. Eppure io spero, come faceva papà, che le nuove generazioni, che non hanno cattivi ricordi d’odio nelle loro menti, che sono abituate dalla libera circolazione delle persone e delle merci e delle idee possano ripartire con slancio e trovare nuove strade per l’unità europea.