TRENTINO ALTO ADIGE
Un disegno di legge prevede il”Consiglio provinciale dei giovani”
Trento punta sui giovani. Il 21 maggio, il Consiglio provinciale ha istituito il Consiglio provinciale dei giovani, un organismo che vuole fare da raccolta di tutte le realtà studentesche della Provincia autonoma per farle riflettere e dibattere assieme e in una forma riconosciuta ufficialmente. Il concetto che muove questa scelta sta nel riconoscimento della “cittadinanza attiva dei giovani studenti quale elemento fondamentale della società democratica per favorire la loro partecipazione alla vita pubblica e sociale”, come si legge nel primo articolo del disegno di legge. L’obiettivo dichiarato sta nella creazione di “forme di partecipazione e rappresentanza degli studenti alla vita istituzionale del Trentino”.Il senso della vita. “Un’iniziativa lodevole” la definisce il responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Trento, don Marco Spiani, “perché dimostra nei contenuti un’attenzione del mondo giovanile nei confronti dell’ente pubblico”. Il sacerdote però sottolinea anche che “è importante che quanto si fa nasca sempre dalla lettura del giovane e dei suoi bisogni. Non bisogna per questo cercare solo momenti di aggregazione, ma anche orizzonti di senso e significati di vita”. Ma come un’istituzione pubblica può inserirsi in questo discorso? “Essa – prosegue Saiani – può sostenere tutte quelle figure e realtà che aiutano il giovane in un cammino di crescita completa: non basta organizzare delle manifestazioni, dei concerti, ma bisogna anche accompagnare i giovani nelle scelte che si trovano a fare”. Per questo la pastorale giovanile diocesana, interpellata dalla Provincia, ha suggerito che “prima dell’avvio del Consiglio ci sia un cammino di formazione per aiutare nel processo di maturazione le persone che saranno coinvolte”. Occorre inoltre, secondo don Spiani, “consolidare le motivazioni per scegliere il servizio nella società” perché “se non c’è formazione difficilmente nasceranno scelte responsabili e continuative”. E perché ciò accada il primo suggerimento è “pensare a un percorso disciplinare nella scuola per rispondere a questo bisogno. L’ente pubblico deve lavorare sull’aggregazione”.Una sfida e un rischio. Un percorso, quello di questo disegno di legge, che ha una storia molto precisa. Fabiola Andrighettoni, presidente diocesana di Azione Cattolica (Ac), racconta che “si tratta di un’iniziativa che s’inserisce nell’attività di questi anni”, volta a “coinvolgere i giovani attraverso i piani di zona”. E aggiunge che “questo disegno di legge è positivo, perché favorisce l’avvicinamento dei giovani alle istituzioni attraverso il coinvolgimento, l’espressione di pareri. Anche se il mondo giovanile ha le sue problematiche e sarà di certo una vera e propria sfida vedere quanto i ragazzi coinvolti s’impegneranno costantemente in questo organismo”. Andrighettoni intravede anche un rischio: “L’eccessiva politicizzazione dei ragazzi e la possibilità che vengano strumentalizzati dai partiti piuttosto che valorizzati. In poche parole, non dev’essere una rampa di lancio per la carriera di giovani rampanti. Ma siamo comunque fiduciosi nella bontà della scelta d’inserirlo in un contesto ufficiale”. E, secondo l’Ac trentina, questa potrebbe anche essere un’occasione per “ripensare la rappresentatività giovanile nel contesto scolastico, in cui i ragazzi faticano spesso ad identificarsi nei rappresentanti di Istituto”.SchedaViene istituito presso il Consiglio provinciale il Consiglio provinciale dei giovani del Trentino. È un organismo di consultazione e rappresentanza provinciale unitaria degli interessi e delle problematiche del mondo dei giovani, oltre che sede di confronto e dibattito sulle materie d’interesse dei giovani sul diritto allo studio e ogni altra materia che possa interessare direttamente il mondo giovanile. Quest’organismo, che dura in carica cinque anni, è composto da trentacinque studenti di età non inferiore ai quattordici anni, eletti democraticamente in rappresentanza della popolazione studentesca degli istituti, delle scuole del secondo ciclo d’istruzione e dei centri di formazione professionale presenti sul territorio provinciale. Il Consiglio si riunisce almeno tre volte l’anno presso la sede del Consiglio della Provincia autonoma di Trento. Al suo interno sono istituite tre commissioni: istruzione e diritto allo studio, politiche provinciali per i giovani, pari opportunità; formazione e lavoro, tutela dell’ambiente e della salute; sport, cultura ed attività per il tempo libero. Il presidente del Consiglio provinciale può richiedere al presidente del Consiglio provinciale dei giovani un parere su ogni altro argomento che ritenga d’interesse per i giovani. In ogni modo, le determinazioni assunte dal Consiglio provinciale dei giovani sono trasmesse al presidente del Consiglio provinciale, che ne dà comunicazione ai presidenti delle commissioni consiliari competenti in materia.(29 maggio 2009)