ELEZIONI EUROPEE
Quante “leggi” vota il Parlamento Ue nel corso di una legislatura? Quanti funzionari lavorano per l’Assemblea? Quale il budget annuale? In vista delle elezioni del 4-7 giugno, l’Eurocamera pubblica un documento riepilogativo sui lavori parlamentari, le sedi dell’istituzione, la presenza dei gruppi politici e dei lobbisti. Notizie e curiosità che possono aiutare gli elettori a “saperne di più”.
I numeri dell’Assemblea. Sono quasi 3mila i testi approvati dal Parlamento europeo nel corso della legislatura 2004-2009, di cui 1.355 atti legislativi. Precisamente, durante le sessioni plenarie del quinquennio che si chiude, gli eurodeputati hanno emendato e approvato 637 atti in codecisione (cioè assieme al Consiglio dei ministri dell’Unione) per giungere a leggi di valore comunitario. Ma l’aula ha votato anche 63 atti con procedura di avviso conforme (quando cioè il Parlamento può approvare o respingere in blocco, senza emendarla, una decisione del Consiglio dei ministri dell’Unione, nei casi di accordi internazionali). 633 sono stati i casi di procedura di consultazione, in cui il parere dell’emiciclo è obbligatorio ma non vincolante per il Consiglio degli Stati. Sempre dall’aula sono passati 660 rapporti di iniziativa e 593 risoluzioni nei quali sono espressi pareri non vincolanti su questioni ritenute importanti per il processo d’integrazione, dando così voce – attraverso i rappresentanti eletti dai cittadini – alla volontà popolare.
Oltre 48mila emendamenti. Nel tracciare il bilancio della legislatura, gli uffici dell’Assemblea segnalano che nel periodo 2004-2009 “le commissioni parlamentari, i gruppi politici e i singoli deputati hanno depositato un totale di 48.747 emendamenti, 30.067 dei quali sono stati approvati in plenaria”. Ma l’attività dell’emiciclo ha registrato – oltre ai lavori dedicati all’approvazione di direttive, regolamenti, e ai dibattiti politici – anche 49 sessioni solenni durante le quali personalità invitate (politici, capi di Stato, premi Nobel, leader religiosi…) hanno pronunciato allocuzioni davanti ai parlamentari. Fra gli svariati numeri messi a disposizione, emerge che i 785 deputati presenti al Parlamento (diverranno 736 con le elezioni del 4-7 giugno e 751 quando entrerà in vigore il Trattato di Lisbona) provengono da 240 partiti politici nazionali, salvo poi convogliare in soli 7 gruppi all’Eurocamera.
L’esercito di interpreti e traduttori. Tra i punti fermi dell’Ue c’è il motto “unità nella diversità” che il Parlamento dei 27 fa proprio assicurando che i lavori procedano nelle 23 lingue ufficiali dell’Ue (con tre alfabeti diversi: latino, greco, cirillico). Ogni deputato, assistente, funzionario, giornalista che lavora a Strasburgo, Bruxelles o Lussemburgo (le tre sedi dell’istituzione), così come tutti i cittadini europei, hanno diritto di conoscere i lavori parlamentari e gli atti prodotti dall’Assemblea nella rispettiva lingua nazionale. Per tale ragione il Parlamento dispone di 430 interpreti (per le traduzioni orali in tempo reale) assunti a tempo pieno e utilizza i servizi di circa 2.500 interpreti indipendenti; in particolare durante le sessioni plenarie lavorano contemporaneamente fra 800 e 1.000 interpreti. Inoltre l’Assemblea conta su 700 traduttori (che lavorano su testi scritti) che ogni anno traducono circa un milione e 200mila pagine di testi legislativi, materiali per i lavori delle commissioni parlamentari, emendamenti, dichiarazioni, discorsi. Per interpretariato e traduzioni, il Parlamento europeo spende circa un terzo del proprio bilancio annuale, che è pari – per il 2009 – a 1,53 miliardi di euro.
Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo. L’Assemblea conta (maggio 2009), fra personale permanente e temporaneo, 6.166 funzionari. La metà di essi lavora negli uffici di Bruxelles, dove si svolgono le sedute delle commissioni parlamentari e quelle dei gruppi politici, più sei minisessioni plenarie l’anno. Oltre 2.500 dipendenti hanno sede a Lussemburgo, dove è collocato il segretariato del Parlamento. Sono invece solo 80 i dipendenti fissi a Strasburgo, sede ufficiale dell’istituzione che, di fatto, funziona una sola settimana al mese in corrispondenza della sessione plenaria. La sede strasburghese, di alto valore simbolico (città a lungo contesa tra Germania e Francia e poi “volto” della riconciliazione franco-tedesca ed europea), ha però un costo economico notevole: il corrispettivo di 10 milioni di euro per ognuna delle 12 plenarie che si svolgono durante un anno solare. Nei 24 edifici utilizzati dall’Europarlamento nelle tre città-sede (un milione di metri quadri di spazi disponibili), oltre ai funzionari e ai deputati, lavorano poi 1.500 assistenti parlamentari. Attorno a questi stabili ruotano inoltre un migliaio di giornalisti accreditati e 4.300 lobbisti in rappresentanza di 1.700 organizzazioni regolarmente registrate e ammesse al Parlamento.
(05 giugno 2009)