ELEZIONI EUROPEE
Dal 4 al 7 giugno 375 milioni di cittadini alle urne. Scheda n.13
Quante “leggi” vota il Parlamento Ue nel corso di una legislatura? Quanti funzionari lavorano per l’Assemblea? Quale il budget annuale? In vista delle elezioni del 4-7 giugno, l’Eurocamera pubblica un documento riepilogativo sui lavori parlamentari, le sedi dell’istituzione, la presenza dei gruppi politici e dei lobbisti. Notizie e curiosità che possono aiutare gli elettori a “saperne di più”.[Le precedenti schede in SIR Europa nn. 9-11-13-15-17-20-21-23-26-30-35-36/2009]I numeri dell’Assemblea. Sono quasi 3mila i testi approvati dal Parlamento europeo nel corso della legislatura 2004-2009, di cui 1.355 atti legislativi. Precisamente, durante le sessioni plenarie del quinquennio che si chiude, gli eurodeputati hanno emendato e approvato 637 atti in codecisione (cioè assieme al Consiglio dei ministri dell’Unione) per giungere a leggi di valore comunitario. Ma l’aula ha votato anche 63 atti con procedura di avviso conforme (quando cioè il Parlamento può approvare o respingere in blocco, senza emendarla, una decisione del Consiglio dei ministri dell’Unione, nei casi di accordi internazionali). 633 sono stati i casi di procedura di consultazione, in cui il parere dell’emiciclo è obbligatorio ma non vincolante per il Consiglio degli Stati. Sempre dall’aula sono passati 660 rapporti di iniziativa e 593 risoluzioni nei quali sono espressi pareri non vincolanti su questioni ritenute importanti per il processo d’integrazione, dando così voce – attraverso i rappresentanti eletti dai cittadini – alla volontà popolare.Oltre 48mila emendamenti. Nel tracciare il bilancio della legislatura, gli uffici dell’Assemblea segnalano che nel periodo 2004-2009 “le commissioni parlamentari, i gruppi politici e i singoli deputati hanno depositato un totale di 48.747 emendamenti, 30.067 dei quali sono stati approvati in plenaria”. Ma l’attività dell’emiciclo ha registrato – oltre ai lavori dedicati all’approvazione di direttive, regolamenti, e ai dibattiti politici – anche 49 sessioni solenni durante le quali personalità invitate (politici, capi di Stato, premi Nobel, leader religiosi…) hanno pronunciato allocuzioni davanti ai parlamentari. Fra gli svariati numeri messi a disposizione, emerge che i 785 deputati presenti al Parlamento (diverranno 736 con le elezioni del 4-7 giugno e 751 quando entrerà in vigore il Trattato di Lisbona) provengono da 240 partiti politici nazionali, salvo poi convogliare in soli 7 gruppi all’Eurocamera.L’esercito di interpreti e traduttori. Tra i punti fermi dell’Ue c’è il motto “unità nella diversità” che il Parlamento dei 27 fa proprio assicurando che i lavori procedano nelle 23 lingue ufficiali dell’Ue (con tre alfabeti diversi: latino, greco, cirillico). Ogni deputato, assistente, funzionario, giornalista che lavora a Strasburgo, Bruxelles o Lussemburgo (le tre sedi dell’istituzione), così come tutti i cittadini europei, hanno diritto di conoscere i lavori parlamentari e gli atti prodotti dall’Assemblea nella rispettiva lingua nazionale. Per tale ragione il Parlamento dispone di 430 interpreti (per le traduzioni orali in tempo reale) assunti a tempo pieno e utilizza i servizi di circa 2.500 interpreti indipendenti; in particolare durante le sessioni plenarie lavorano contemporaneamente fra 800 e 1.000 interpreti. Inoltre l’Assemblea conta su 700 traduttori (che lavorano su testi scritti) che ogni anno traducono circa un milione e 200mila pagine di testi legislativi, materiali per i lavori delle commissioni parlamentari, emendamenti, dichiarazioni, discorsi. Per interpretariato e traduzioni, il Parlamento europeo spende circa un terzo del proprio bilancio annuale, che è pari – per il 2009 – a 1,53 miliardi di euro. Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo. L’Assemblea conta (maggio 2009), fra personale permanente e temporaneo, 6.166 funzionari. La metà di essi lavora negli uffici di Bruxelles, dove si svolgono le sedute delle commissioni parlamentari e quelle dei gruppi politici, più sei minisessioni plenarie l’anno. Oltre 2.500 dipendenti hanno sede a Lussemburgo, dove è collocato il segretariato del Parlamento. Sono invece solo 80 i dipendenti fissi a Strasburgo, sede ufficiale dell’istituzione che, di fatto, funziona una sola settimana al mese in corrispondenza della sessione plenaria. La sede strasburghese, di alto valore simbolico (città a lungo contesa tra Germania e Francia e poi “volto” della riconciliazione franco-tedesca ed europea), ha però un costo economico notevole: il corrispettivo di 10 milioni di euro per ognuna delle 12 plenarie che si svolgono durante un anno solare. Nei 24 edifici utilizzati dall’Europarlamento nelle tre città-sede (un milione di metri quadri di spazi disponibili), oltre ai funzionari e ai deputati, lavorano poi 1.500 assistenti parlamentari. Attorno a questi stabili ruotano inoltre un migliaio di giornalisti accreditati e 4.300 lobbisti in rappresentanza di 1.700 organizzazioni regolarmente registrate e ammesse al Parlamento.