ITALIA
Cei: piano pastorale, crisi economica e morale, Europa e immigrazione
L’educazione come tema per gli Orientamenti pastorali del prossimo decennio 2010-2020, la crisi economico-finanziaria, la cosiddetta “questione morale”, ma anche l’immigrazione, l’Unione europea e la scuola. Sono tanti i temi affrontati dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, durante la conferenza stampa, tenuta il 29 maggio in Vaticano, a conclusione della 59ª assemblea generale dei vescovi italiani (25-29 maggio).La scelta dell'”educazione”. “I vescovi hanno condiviso l’inderogabilità e l’urgenza di affrontare e approfondire il tema educativo, come vera emergenza della nostra epoca, così come ci ha ricordato il Papa in diversi discorsi a Roma e anche altrove”. Con queste parole il card. Bagnasco ha confermato la scelta dell'”educazione” come tema per gli Orientamenti pastorali del prossimo decennio 2010-2020. “Di fronte all’emergenza educativa, che per molti aspetti è drammatica e condivisa su scala universale, non bisogna mancare di speranza – ha affermato il cardinale – perché la speranza è la virtù del futuro e riguarda quindi primariamente i giovani”. Per il presidente della Cei, “occorre anzi che sull’educazione si creino grandi e positive alleanze di tutti quei soggetti, quali famiglia, associazioni, scuole, parrocchie, mezzi di comunicazione, che possono offrire ai giovani positive occasioni di crescita”. Il cardinale ha poi affermato che “non possiamo assistere indifferenti ai segnali di aiuto che ci vengono dal mondo giovanile e ai quali dobbiamo tutti cercare di rispondere, per aiutare i giovani ad uscire dal circolo delle passioni tristi nelle quali molti sono immersi, fatto di noia e vuoto e che può essere premessa di cose peggiori”. Il card. Bagnasco si è detto “ottimista”, perché “la realtà umana e sociale è intrisa di valori umili, alti e seri, che vanno presentati e diffusi”. Il cardinale ha anche sottolineato che il Servizio del progetto culturale della Cei fornirà un proprio supporto alla elaborazione del tema, partendo da un “Rapporto-proposta” che è in fase avanzata di stesura e che sarà presentato nei prossimi mesi.Crisi economico-finanziaria. A proposito dell’attuale situazione economico-finanziaria, il cardinale ha ricordato che “tutti ci auguriamo che i tempi di uscita dalla crisi siano i più rapidi possibile, come alcuni segni lasciano indicare. Questo non per tornare come prima, ma per essere meglio di prima, cioè più saggi e più sobri”. Per il presidente della Cei, “la crisi dovrebbe averci insegnato ad assumere stili di vita migliori, nel segno di una nuova sobrietà. Occorre ribadire, su questo tema, che la dottrina sociale della Chiesa indica nel valore della persona e nella sua dignità il centro di ogni riflessione e di ogni tipo di intervento. Pertanto i lavoratori non possono essere considerati, in questi tempi difficili, una zavorra di cui scaricarsi, perché ciò farebbe della persona un dato strumentale inaccettabile”. Il cardinale ha quindi invitato le autorità a considerare interventi di sostegno e ammortizzatori sociali che allevino le condizioni dei lavoratori più in difficoltà, compresi i precari.Questione morale ed Europa. La questione morale, ha detto il presidente della Cei, rispondendo a una domanda sulla questione morale e sulla coerenza dei politici, “non è un tema nuovo, perché parlare di etica significa parlare della ricaduta del Vangelo nei comportamenti concreti” di ogni persona. “Parlare di etica – ha detto ancora il presidente della Cei – vale per qualsiasi persona. La nostra statura interiore dipende molto dall’impianto delle nostre convinzioni e dalla coerenza dei nostri comportamenti”. E “ciò vale per tutti, sia “per il credente” sia “per ogni persona”. Infatti, “la coerenza dei comportamenti vale per tutti”. Il “compito della Chiesa”, ha aggiunto il cardinale, “è annunciare il Vangelo nella sua interezza sia sul piano dottrinale sia su quello morale. La Chiesa offre questo suo servizio a tutti coloro che vogliono ascoltarla. L’insegnamento della Chiesa è offerto a tutti”. L’augurio è che “tutti lo prendano in considerazione”. Il card. Bagnasco si è anche soffermato sul cammino europeo auspicando che questo “abbia un’anima”. Il cammino europeo, ha detto, “deve proseguire, ma l’Europa deve avere un’anima”, deve essere “casa dei popoli, come diceva Giovanni Paolo II”. “Casa dei popoli”, ha spiegato il card. Bagnasco, “non è un’espressione retorica ma di sostanza. I due termini (casa e popoli, ndr) evocano realtà precise. Indicano un cammino per l’Ue”. Immigrazione e scuola. Sul tema del fenomeno migratorio, il cardinale ha riferito che i vescovi nel corso dei lavori assembleari “sono ritornati ampiamente sulla parte della prolusione cha ha trattato l’immigrazione. Ogni vescovo ha ribadito nel proprio intervento il criterio fondamentale: coniugare solidarietà e accoglienza – che fanno parte del dna del nostro popolo, della nostra cultura, del nostro ethos – con il tema della sicurezza”. Il presidente della Cei ha sottolineato che “i vescovi hanno confermato questa chiave di lettura”, ricordando che il fenomeno migratorio “investe l’Unione europea”, per cui “è necessaria una cooperazione internazionale più efficace”. Una battuta anche sul tema della scuola: “La scuola statale e quella non statale – ha ricordato il presidente della Cei – fanno parte per legge della scuola pubblica. Questa visione è certamente un grande passo avanti dal punto di vista concettuale. Bisognerebbe arrivare allo stesso riconoscimento sul piano pratico ed economico di ciò che viene offerto a tutti”. L’auspicio del cardinale è che “per coerenza si arrivi anche a un sostegno economico adeguato dimodoché i genitori possano scegliere liberamente, senza oneri economici, l’istruzione da dare ai ragazzi”.