CDE E NATO
Per lo sviluppo e la difesa della democrazia
Il Consiglio d’Europa e la Nato, le due istituzioni che hanno recentemente festeggiato il loro 60° anniversario quasi contemporaneamente in questa primavera, non appartengono al sistema politico dell’Unione europea in senso stretto, in cui si manifesta con maggiore evidenza lo sforzo costante per l’unità del nostro continente. Tuttavia, il Consiglio d’Europa e la Nato sono strettamente legate a questo sistema, al suo ordinamento e ai suoi valori in molteplici modi. A prima vista, invece non sembrano avere molto in comune.Il Consiglio d’Europa, fondato il 5 maggio 1949, non aspirava a riunire i propri membri in un’unità d’azione, come invece fece successivamente la Comunità Europea. L’immagine di sé e l’interesse politico degli Stati che entrarono a far parte del Consiglio d’Europa erano i più svariati. Ma ciò che li univa era il convincimento di aver bisogno di un forum in cui potessero trovare un accordo sulla cura e sullo sviluppo dei propri valori comuni. Ciò poteva avvenire soprattutto mediante la promozione dell’eredità storica e dell’identità culturale dell’Europa, nonché tramite lo sviluppo di un’idea comune di democrazia e di Stato di diritto. A tal fine furono elaborate e approvate una Convenzione per i diritti dell’uomo e una serie di decisioni finalizzate all’adeguamento delle norme dei diversi Paesi e venne svolta una multiforme attività di natura culturale e politica. È in gran parte al lavoro del Consiglio d’Europa che si deve lo sviluppo di quel consenso culturale e giuridico, il quale ha permesso a sua volta l’integrazione politica nell’ambito della Comunità europea. Ed è certamente un merito del Consiglio d’Europa anche il fatto che ai popoli e agli Stati europei – anche a quelli che non erano divenuti subito membri della Comunità europea – venne offerto nei decenni un tetto comune, contribuendo così alla loro coesione e facilitando successivamente l’ampliamento dell’Unione Europea. Nel corso dei primi 40 anni furono gli Stati e i popoli dell’Europa occidentale libera; durante gli ultimi 20 anni, infine, si sono aggiunti gli Stati e i popoli dell’Europa centrale ed orientale, ai quali il Consiglio d’Europa ha potuto offrire il proprio aiuto per lo sviluppo di istituzioni e strutture democratiche, così come per la costruzione dell’autoamministrazione comunale. Anche la Nato, fondata il 4 aprile 1949 come federazione politico-militare, nei primi 40 anni della sua esistenza, fu circoscritta agli Stati della libera Europa che si erano uniti agli Stati Uniti d’America e al Canada per difendere i propri ordinamenti democratici. Oggi ne fanno parte gli Stati mitteleuropei, divenuti nel frattempo anche membri dell’Unione Europea. La Nato non intendeva essere un blocco militare diretto contro un determinato nemico. Dovevano essere difesi, nei confronti di chiunque o qualsiasi cosa, la libertà, la pace, la democrazia e tutti i valori comuni ai propri membri, proprio i valori per sviluppare i quali venne fondato il Consiglio d’Europa. Perciò, al termine della Guerra fredda, non è stato necessario sciogliere la Nato. Sebbene la minaccia indiretta dei regimi comunisti dell’Unione Sovietica sia venuta meno, la democrazia, la pace e la libertà, insieme con i propri ordinamenti sociali e politici sviluppati sotto l’egida della Nato, continuano ad essere degni di essere difesi. La Nato e il Consiglio d’Europa appartengono entrambi al complesso di istituzioni, strumenti e strutture che negli ultimi 60 anni hanno dato un particolare profilo al nostro Continente, offrendo allo stesso tempo anche la necessaria protezione da pericoli interni ed esterni. L’Unione europea che si è sviluppata, partendo dai modesti inizi di una Comunità del carbone e dell’acciaio e successivamente di una Comunità economica, in modo parallelo rispetto a queste due organizzazioni con i propri compiti circoscritti ma fondamentali, deve molto ad esse.