Paesi Bassi, Inghilterra, Scozia

Paesi Bassi: rinnovato il sito dei giovani cattoliciNavigazione più facile, maggiori possibilità interattive, layout completamente rinnovato con prodotti multimediali, articoli, video, podcast, community, colori vivaci: così si presenta da qualche giorno il sito www.jongkatholiek.nl/. Lanciato nel 2005, con l’obiettivo di raccogliere le voci dei giovani olandesi in occasione della Gmg di Colonia, il sito era diventato velocemente un luogo dove i giovani potevano scambiarsi opinioni, idee e conoscenze attorno al mondo cattolico. Secondo Marian van Kampen, responsabile del sito, “la comunità e le notizie sono stati all’inizio gli obiettivi principali, ma l’opportunità di creare comunità è stata difficile per la poca visibilità e le difficoltà nell’uso. Quello delle notizie è stato un lavoro lungo e forse anche inutile”, aggiunge “in quanto i giovani riescono a trovare le notizie religiose anche altrove”. Ora spazio maggiore alla comunità, dunque, in quanto “il nuovo sito è adesso sempre aggiornato e quello che succede nella comunità è sempre visibile, con la possibilità di seguire le discussioni e i dialoghi tra i giovani. Nell’agenda delle attività i ragazzi possono vedere ciò che accade nel loro quartiere e aggiungervi le proprie attività. Le notizie religiose possono essere seguite attraverso collegamenti di newsfeed da www.katholieknederland.nl. Un team composto da giovani volontari è quello che lavora ora al progetto e che, nelle speranze di van Kampen potrebbe ingrandirsi “per trovare cose nuove ogni giorno e per lavorare ancora meglio per l’obiettivo dei giovani cattolici: portare insieme i giovani aiutandoli a conoscere Cristo e la sua Chiesa”.Inghilterra: pari opportunità, i dubbi dei vescoviI vescovi cattolici di Inghilterra e Galles hanno espresso, in un documento inviato al parlamento, le loro riserve sulla nuova legislazione sulle pari opportunità che viene discussa in questo periodo alla Camera dei Comuni. La nuova legge sostituirà centinaia di leggi minori e direttive europee che regolano il problema della discriminazione tra persone di sesso, razza, religione e età diversa. È proprio tra il diritto a praticare la propria religione e il diritto a tutelare punti di vista diversi che ci sono stati scontri negli ultimi anni tra le Chiese cristiane e lo Stato inglese. Quasi tutte le agenzie di adozione cattoliche hanno chiuso perché lo Stato, che le ha sempre finanziato, ha proibito loro di discriminare le coppie che adottano in base al sesso, costringendole a considerare le coppie gay allo stesso modo di quelle eterosessuali. I vescovi cattolici sono preoccupati per una nuova norma, contenuta nella legge, che toglierebbe loro il diritto di scegliere i dipendenti da assumere se si fa eccezione per sacerdoti e insegnanti di religione. “La Chiesa si troverebbe nella posizione assurda di non poter escludere da un incarico, che prevede il contatto con giovani, un candidato divorziato che si è risposato, dando vita così a due famiglie spezzate nella stessa comunità parrocchiale”, hanno scritto i vescovi. Vi è anche la possibilità che un dipendente della Chiesa cattolica acquisti, con la nuova legislazione, il diritto di portare in tribunale la Chiesa perché si sente offeso dalle immagini religiose presenti negli edifici cattolici.Scozia: corso nazionale per prepararsi al matrimonioVerrà presentato durante la festa di Cristo Re (22 novembre), l’ultima domenica prima dell’Avvento, il programma nazionale di preparazione al matrimonio promosso dalla Conferenza episcopale scozzese. “Si tratta di un corso che tutte le diocesi saranno in grado di usare ma anche di adattare ai bisogni individuali”, ha spiegato al settimanale cattolico “Tablet” Paul Conroy, segretario generale della Conferenza episcopale, “Negli ultimi anni i vescovi erano preoccupati del fatto che i corsi di preparazione non si sono concentrati a sufficienza sul sacramento del matrimonio”. Il nuovo programma è stato annunciato di recente dopo che il card. Keith O’Brien, leader dei vescovi scozzesi, ha chiesto allo stato di finanziare un corso di preparazione al matrimonio per ogni coppia non credente che non frequenta quello offerto dalla chiesa. Secondo O’Brien il costo del corso verrebbe recuperato perché un numero minore di coppie si separerebbero. “Chiediamo un programma nazionale di preparazione al matrimonio e servizi per aiutare le coppie che attraversano un momento di crisi ad arrivare alla riconciliazione”, ha spiegato O’Brien. “Tutto questo va finanziato dallo Stato come investimento in una futura stabilità”. La Chiesa cattolica offre già in Scozia corsi di preparazione al matrimonio ma secondo il cardinale questa possibilità andrebbe allargata anche a chi non va in chiesa. Secondo il porporato come lo stato investe in un esame di guida rigoroso per evitare incidenti, così dovrebbe finanziare un corso che aiuti le coppie ad evitare il rischio di separazione.