CAMPANIA
Un piano a sostegno delle persone sole o non autosufficienti
La Giunta regionale della Campania, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Alfonsina De Felice, ha approvato, a maggio, il piano d’interventi volti a potenziare l’offerta regionale dei servizi di cura alle persone prive di supporto familiare. Le risorse stanziate sono pari a 13 milioni di euro. L’intervento è rivolto in particolare agli anziani fragili, alle persone non autosufficienti e ai minori privi di affido, con l’obiettivo di ricostruire per essi un contesto assimilabile a quello della famiglia. Con il piano saranno erogate risorse sia per nuove strutture, sia per riqualificare le strutture esistenti, potenziando i servizi di pronta accoglienza e di assistenza domiciliare, la formazione e riqualificazione del personale, l’avvio dei servizi, le spese di funzionamento. Sono previsti altresì interventi tesi al recupero dell’autonomia psicofisica, all’assistenza diurna e notturna, alla socializzazione e alla ricettività.Aiutare la famiglia. La Federazione Progetto Famiglia, che dal 1994 lavora a servizio della famiglia e dei minori in difficoltà, accoglie “con interesse il piano d’interventi volti a potenziare l’offerta regionale dei servizi di cura alle persone prive di supporto familiare” e lancia un monito “affinché quest’opportunità sia valorizzata al meglio”. Don Silvio Longobardi, fondatore della Federazione, spera che “le risorse stanziate rappresentino una boccata d’ossigeno per quelle realtà che senza far rumore sostengono la famiglia e i soggetti più deboli”. Secondo il sacerdote, “chi non ha nulla ed è solo ha bisogno prima di tutto di una famiglia. Il piano, pur nella sua fondamentale bontà, rischia di porre l’accento più sulla riqualificazione delle strutture che sul sostegno delle realtà familiari che fra mille sacrifici si aprono all’accoglienza”. “Una recente legge regionale sulla dignità e la cittadinanza sociale (n. 11/2007) ha previsto per gli anziani – ricorda Marco Giordano, responsabile dell’area affido di Progetto Famiglia – la possibilità di essere accolti presso famiglie. Nulla però di concreto è stato poi fatto per dare corpo a questa previsione legislativa. Visto che l’obiettivo dichiarato dalla Regione è ricostruire per essi un contesto assimilabile a quello della famiglia, si potrebbero preferire, nell’assegnazione dei fondi, quei progetti che prevedono di realizzare tipologie di strutture residenziali che maggiormente favoriscono la dimensione familiare”.L’istituto non è una soluzione. Anche Antonio Mattone della Comunità di Sant’Egidio di Napoli è un po’ perplesso: “Per gli anziani è fondamentale vivere a casa propria. Il desiderio di chi è anziano è di rimanere nel suo ambiente, nella sua casa, nel suo quartiere. L’istituzionalizzazione è una condanna all’isolamento che toglie spesso all’anziano la voglia di vivere. Negli istituti si muore quattro volte di più che a casa. Perciò, credo che le politiche domiciliari siano fondamentali, anzi bisogna investire in interventi che favoriscano la permanenza degli anziani a casa propria”. Oggi, sottolinea Mattone, “nella nostra società c’è un paradosso. Grazie ai progressi nel campo della medicina e per il maggior benessere si vive di più, ma tanti anziani, soprattutto quando sopraggiunge una malattia, sono visti come un peso. Eppure trasferirli in istituto non è la soluzione giusta, oltretutto è anche antieconomica perché fa spendere cifre enormi rispetto a quanto costano i servizi domiciliari”. Mattone manifesta anche una preoccupazione sulla qualità dei servizi: “In questi anni a Napoli abbiamo assistito a servizi scadenti fatti da personale sottopagato e con ritardo, che appena può cambia lavoro e perde tutte le motivazioni professionali. Esistono dei controlli di qualità? Chi li pratica? Con quali protocolli? Chi sono gli erogatori del servizio? Domande fondamentali la cui risposta è decisiva per dare un giudizio sulle misure in questione”.Monitorare l’iniziativa. Secondo don Carmine Giudici, responsabile della delegazione Caritas Campania, “l’iniziativa risulta degna di attenzione”. In considerazione “di un’insufficiente offerta sul territorio di servizi rivolti a persone non autosufficienti, anziani fragili e minori privi di affido, non si può non apprezzare l’interesse verso persone storicamente poco tutelate. In particolare è lodevole il desiderio di voler assicurare loro condizioni più dignitose, e cercare di ricostruire per essi un contesto assimilabile a quello familiare”. Al momento non è possibile però “prevedere quale sarà il reale impatto di tale misure nei confronti dei cittadini coinvolti. Ovviamente 13 milioni di euro rappresentano un investimento ed uno sforzo convinto, ma in considerazione della densità abitativa della nostra Regione e del conseguente numero di persone coinvolte nel provvedimento, solo un’oculata spesa può garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati”. “Nei prossimi mesi come delegazione regionale Caritas della Campania proveremo a monitorare l’iniziativa, cercando di comprendere se le misure adottate garantiranno realmente il necessario livello di assistenza e se risponderanno davvero alle necessità delle persone coinvolte”, conclude don Giudici. a cura di Gigliola Alfaro(17 giugno 2009)