L’Ue in breve

Euroassemblea: libertà per Aung San Suu Kyi”Free Aung San Suu Kyi now” (Liberate subito Aung San Suu Kyi): il Parlamento europeo ha lanciato una campagna di sensibilizzazione a favore della dissidente birmana, Premio Sakharov nel 1990 e premio Nobel per la pace nel 1991. In vista della ripresa del processo in corso nel paese asiatico, fissata per il 26 giugno, sulla sede di Bruxelles dell’Assemblea Ue sono apparse gigantografie della donna e frasi in inglese e birmano inneggianti alla sua liberazione. “La Giunta militare deve rilasciare la leader democratica, immediatamente e senza condizioni”, ha affermato il presidente dell’Europarlamento Hans-Gert Poettering. Aung San Suu Kyi è agli arresti domiciliari da quasi vent’anni, salvo brevi periodi di libertà. “Chiedo un processo giusto e trasparente – aggiunge Poettering -, in linea con le regole internazionali, che prevedono l’accesso dei media e la possibilità per tutti i testimoni di esprimersi”. Il caso è stato posto in discussione anche al summit Ue del 18-19 giugno.Congedo parentale, firmato l’accordoCongedo parentale più lungo a prescindere dal contratto di lavoro. Il nuovo accordo-quadro promosso in sede europea, suggellato il 18 giugno con la firma delle parti sociali (rappresentanti delle maggiori organizzazioni datoriali e sindacali del continente: Confederazione europea dei sindacati, BusinessEurope, Ceep, Ueapmi), prolunga la durata del congedo dal posto di lavoro portandolo da tre a quattro mesi per genitore, rendendolo applicabile a tutti i lavoratori dipendenti. “Questo è il risultato di sei mesi di negoziati tra le parti sociali”, hanno chiarito i firmatari, e “rispecchia i cambiamenti intervenuti nella società e sul mercato del lavoro dopo la firma del primo accordo”, risalente al 1995. Vladimír Spidla, commissario l’occupazione e gli affari sociali, ha affermato: “Qui c’è la prova che il partenariato sociale europeo funziona e produce risultati concreti per i lavoratori e le imprese”. Esso affronta “concretamente uno degli obiettivi prioritari per la parità delle donne e degli uomini a riprova della volontà di trovare soluzioni per migliorare l’equilibrio tra vita familiare e vita professionale, tenendo nel contempo conto della diversità dei quadri normativi nazionali”. Fra i punti principali del documento, che deve ora passare alla fase di attuazione nei 27 Stati membri, figurano: l’innalzamento della durata del congedo da 3 a 4 mesi per ciascun genitore; la sua estensione a tutti i lavoratori dipendenti (anche a tempo determinato, part-time…); la possibilità per le mamme e i papà che tornano al lavoro di chiedere un adattamento dell’orario; protezione “contro ogni trattamento sfavorevole legato all’esercizio del diritto al congedo parentale”.Trasporti: sistema integrato e “sostenibilità””Concentrare la futura politica europea per i trasporti verso un sistema integrato, basato sulla tecnologia e di facile utilizzo per l’utente”: la Commissione Ue lancia un dibattito a livello comunitario mediante un documento sugli sviluppi della mobilità per i prossimi dieci anni. Nella “comunicazione” adottata il 17 giugno e presentata dal responsabile del settore, Antonio Tajani, si identificano alcune tendenze principali “che influenzeranno lo sviluppo futuro della politica dei trasporti nei decenni a seguire”: invecchiamento della popolazione, migrazione, mobilità interna, sfida ambientale ed energetica, urbanizzazione, globalizzazione. “La Commissione si prefigge di stimolare ulteriormente il dibattito per identificare proposte concrete per il suo prossimo Libro bianco previsto per il 2010”. Tajani puntualizza: “Il trasporto è stato e rimarrà una componente essenziale della nostra vita quotidiana. Ha contribuito allo sviluppo, all’integrazione e alla crescita del mercato interno” e “ha permesso il rafforzamento dei diritti dei passeggeri”. L’Esecutivo vorrebbe ora investire di più sulle nuove tecnologie, sulla mobilità sostenibile e ponendo in primo piano i diritti degli utenti. Consiglio d’Europa: stop alla violenza domesticaLotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, mutua assistenza in materia penale, azione a favore della preminenza del diritto: i ministri della giustizia dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato tre risoluzioni nel corso di una conferenza svoltasi il 18 e 19 giugno a Tromso (Norvegia). I responsabili dei dicasteri della giustizia “hanno discusso – si legge in una nota CdE – dei mezzi più efficaci per rafforzare la cooperazione in materia di lotta contro la violenza domestica”, in modo “da spezzare il muro di silenzio dietro al quale si nascondono gli atti di violenza commessi contro le donne e fornire assistenza alle vittime”. Il CdE sta attualmente elaborando una nuova convenzione destinata a prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne e all’interno del nucleo familiare, a proteggere le vittime e perseguire gli autori di tali atti. La convenzione dovrebbe essere pronta nel 2010.