GERMANIA

Bioetica: domande legittime

Nuova legge sul fine vita: una nota dei vescovi

Dopo sei anni di discussioni e polemiche, il Bundestag, Parlamento federale Tedesco, ha deliberato il 18 giugno una normativa sulle dichiarazioni di volontà del paziente. Il progetto di legge è passato con una maggioranza di 320 voti a favore su un totale di 566 parlamentari. In base alla nuova legge, il documento che esprime le intenzioni del paziente circa la somministrazione di cure, se redatto in forma scritta sarà giuridicamente vincolante per i medici e terze persone e dovrà essere applicato indipendentemente dallo stadio della malattia. La Chiesa cattolica tedesca ha preso posizione il giorno stesso sulla legge con una dichiarazione firmata da mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca. La presentiamo di seguito. Oggi nel Bundestag si è votato in modo definitivo sulla regolamentazione delle dichiarazioni di volontà dei pazienti: la bozza presentata da Joachim Stünker (Spd) ha ottenuto la necessaria maggioranza, al termine di un serio e responsabile dibattito durato anni. D’ora in poi, nel caso in cui non sia possibile stabilire la volontà di un paziente in un determinato momento, la volontà precedentemente espressa per iscritto in una dichiarazione di volontà del paziente verrà considerata come una dichiarazione di volontà attuale. Abbiamo domande legittime da formulare circa un’equiparazione di questo genere tra volontà dichiarata precedentemente e volontà attuale su una decisione da prendere nel caso in cui sia impossibile dare il consenso. La base dell’espressione della volontà di una dichiarazione di volontà del paziente non sta nell’esperienza esistenziale ma nella sua anticipazione teorica.Valutare la differenza tra questi due aspetti, dal punto di vista della volontà del paziente, costituisce la particolare responsabilità delle persone di riferimento e dei medici del paziente, eventualmente anche di un tutore o di un procuratore come suoi rappresentanti legali. La discussione degli ultimi anni circa la portata e l’efficacia vincolante di dichiarazioni di volontà del paziente ha inoltre mostrato che esistono diversi aspetti da considerare al momento della sua stesura e della sua applicazione: tra questi, il momento in cui la dichiarazione di volontà è stata rilasciata, se la volontà espressa in via anticipata sia compatibile con lo stato di malattia attuale e se prima della stesura della dichiarazione vi sia stata un’informazione idonea da parte dei medici. Certamente, le dichiarazioni di volontà dei pazienti sono opportune.Esse rispondono al diritto di autodeterminazione del paziente. Noi ci siamo più volte dichiarati a favore dell’autodeterminazione del paziente e della necessità di legare tale autodeterminazione all’assistenza, al fine di garantire in modo completo l’autonomia del paziente. Tuttavia, dal nostro punto di vista, una regolamentazione giuridica delle dichiarazioni di volontà del paziente, quale quella di cui stiamo parlando, che enfatizza unilateralmente l’autodeterminazione del paziente, va verificata attentamente per accertare se tenga conto della volontà dichiarata in via anticipata dal paziente e della sua situazione individuale di malattia o di agonia. Sottolineiamo ancora una volta che i pazienti in coma vigile e i pazienti affetti da demenza grave non si trovano in fase terminale. Accanto alla dichiarazione di volontà del paziente esistono anche altre possibilità di prevenire il trattamento alla fine della vita. Nella dichiarazione di volontà del paziente elaborata dalla Conferenza episcopale tedesca e dal Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd) in unione con altre Chiese membri e ospiti della Comunità di lavoro delle Chiese cristiane (Ack), si indica l’opzione di nominare una persona come rappresentante legale che possa aiutare il medico ad affrontare la fine vita del paziente, di cui conosce le intenzioni. A nostro parere, questa sinergia di autodeterminazione e assistenza può garantire al meglio il bene di qualsiasi paziente al termine della vita.