CONSIGLIO EUROPEO

Tappe impegnative

Economia, finanza, Irlanda, ambiente, migrazioni, politica estera e G20

L’ottimismo dimostrato dai vertici comunitari a conclusione del Consiglio europeo della scorsa settimana è comprensibile se si pongono in relazione le grandi sfide poste nell’agenda dell’incontro, la volontà di giungere ad accordi pragmatici mostrati da quasi tutti gli Stati Ue e i risultati effettivamente conseguiti. Di “obiettivo raggiunto” si può parlare circa le garanzie accordate all’Irlanda per lo svolgimento del referendum sul Trattato di Lisbona. Meno ovvio è ritenere che sugli altri temi del summit – crisi, ambiente e migrazioni – il Consiglio sia stato altrettanto determinato, come affermato da vari capi di Stato e di governo.Affermazioni di principio. Le “Conclusioni della presidenza”, documento che racchiude, in linguaggio strettamente giuridico, i punti di approdo, affermano: “La crisi economica resta per i cittadini della massima importanza. I significativi provvedimenti adottati finora a sostegno del settore bancario e dell’economia reale nel suo complesso sono riusciti a evitare il crollo finanziario e ad avviare una ripresa delle prospettive di crescita reale”. Il Consiglio ha dunque “adottato varie decisioni che dovrebbero portare alla creazione di una nuova architettura di vigilanza finanziaria allo scopo di proteggere” il sistema europeo “dai rischi futuri e far sì che gli errori del passato non possano più ripetersi”. Deve inoltre “essere attribuita la massima priorità al contrasto degli effetti della crisi sull’occupazione, aiutando le persone a conservare il lavoro”. Sull’ambiente si legge questa “premessa”: “La lotta efficace ai cambiamenti climatici contribuirà anche a progredire verso un’economia sostenibile e creerà nuovi posti di lavoro”. Per questo il Consiglio “ha preso ulteriori iniziative per delineare la posizione dell’Ue alla conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici” che si terrà nel mese di dicembre. Migrazioni e politica estera. Molto più smorzate le affermazioni sull’immigrazione: “I leader europei hanno espresso profonda preoccupazione per la drammatica situazione nell’area mediterranea e hanno concordato una serie di misure allo scopo di aiutare gli Stati membri che sono in prima linea a rispondere all’afflusso di migranti clandestini e a prevenire altre tragedie umane”. In sostanza si riconosce che gli spostamenti di popolazione verso l’Europa hanno un carattere d’urgenza, colpiscono in particolare i paesi “di frontiera” (verso il mare e verso est) e che si tratta di un tema da affrontare mediante il metodo della cooperazione e il principio di solidarietà. Rispetto alla politica estera si legge invece nelle Conclusioni: “Il ruolo dell’Ue a livello mondiale rimane di particolare interesse per i leader europei. Questi ultimi hanno sottolineato l’importanza strategica delle relazioni transatlantiche e hanno accolto con soddisfazione l’avvio del partenariato orientale”. Il processo di pace in Medio Oriente “è una priorità fondamentale”; il Consiglio ribadisce poi, con parole abbastanza ovvie, “la grande rilevanza della stabilità e della sicurezza in Afghanistan, in Pakistan e nella regione nel suo complesso”. Vigilanza sui mercati finanziari. Al di là della verbosità del documento finale, il Consiglio europeo ha deciso di procedere alla realizzazione di un doppio sistema di controllo sui mercati finanziari, uno definito a livello “macro” (Consiglio europeo sul rischio sistemico) e l’altro a livello “micro” (Sistema europeo di supervisione finanziaria). Dalla Commissione giungerà in autunno una proposta che, almeno nelle intenzioni espresse, dovrebbe diventare operativa nel 2010. L’intento è di vigilare sui mercati mondiali in modo da mettere in allerta per tempo il sistema creditizio e finanziario comunitario; inoltre s’intende controllare l’azione di banche, società finanziarie, agenzie di rating. I poteri di controllo della Banca centrale europea dovrebbero essere in tal senso rafforzati. Il Consiglio esorta a questo punto “i partner internazionali a dare attuazione piena agli impegni assegnati a Washington e a Londra” in ambito G20, soprattutto fornendo “risorse supplementari alle istituzioni finanziarie internazionali” e accelerando “la riforma del quadro finanziario e regolamentare”. Una linea comune andrà individuata “in vista del vertice del G20 che si terrà il 24 e 25 settembre 2009”. Verso Copenaghen. Rispetto agli altri temi, è confermata la volontà di giungere a Copenaghen con una posizione condivisa e determinata per poi poter convincere gli altri attori mondiali a contrastare i cambiamenti climatici mediante un’economia sostenibile e la riduzione progressiva delle emissioni inquinanti. Il nodo delle forniture energetiche si colloca in tale “capitolo”. Detto questo, la spinosa questione del calcolo dei “costi economici” derivanti da tali principi non è stato affrontato e se ne riparlerà in autunno, sotto presidenza svedese.