COMMISSIONE UE
Prosegue il lavoro su salute e sicurezza
La Commissione europea, eletta nel 2004, resterà in carica fino alla fine di ottobre. Nel frattempo sono avviate le procedure per la scelta del futuro presidente dell’Esecutivo: dopo l’accordo unanime raggiunto dal Consiglio Ue per designare José Manuel Barroso a succedere a se stesso, si attende ora il pronunciamento del Parlamento di Strasburgo che potrebbe giungere nella sessione d’insediamento fissata a metà luglio.Numerosi progetti. Avvenuta la scelta del presidente del collegio, si deciderà successivamente se i prossimi commissari saranno nominati – come presumibile – sulla base del vigente Trattato di Nizza oppure se si attenderà l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, con una eventuale proroga per l’attuale Esecutivo. Mentre i giochi politici sono in corso, la Commissione Barroso prosegue però il suo lavoro. Negli ultimi giorni sono stati varati numerosi provvedimenti a carattere finanziario, ambientale, e altri ancora concentrati su politica estera, mercato unico, telecomunicazioni, energia, sostegno ai lavoratori espulsi dal mondo del lavoro, settore della pesca. Due iniziative dei giorni scorsi riguardano più da vicino la vita dei cittadini: la prima si concentra nella lotta contro il cancro, la seconda è un piano d’azione per la sicurezza.Partenariato per combattere i tumori. “Condurre la battaglia su scala europea può veramente fare la differenza per le persone che soffrono di cancro, e per le loro famiglie”: Androulla Vassiliou, commissaria alla salute, illustra il “Partenariato europeo per la lotta contro i tumori”, varato in settimana nella sede del Berlaymont di Bruxelles. L’impegno a livello comunitario verso questa malattia (che rappresenta la seconda causa di morte nel continente) figura nelle politiche europee per la salute pubblica dal 1985. Tale priorità è stata tradotta in vari piani d’intervento. Vassiliou ricorda che in Europa, stando ai dati attuali, “una persona su tre svilupperà una forma tumorale nel corso della sua vita”. Ogni anno sono oltre tre milioni i cittadini Ue che subiscono una simile diagnosi, “anche se la distribuzione geografica e per età varia di molto”, così come variano in maniera significativa le possibile di curarsi efficacemente. Ecco dunque il Partenariato proposto agli Stati membri, inteso a rafforzare la collaborazione in numerosi ambiti: promozione della salute in chiave preventiva; analisi e diagnosi precoci; diffusione di buone pratiche per la cura della malattia; priorità e collaborazione in materia di ricerca. Tale proposta riguarderebbe tutti i soggetti interessati, dai governi agli istituti di ricerca, dalle istituzioni sanitarie alle università fino alle organizzazioni della società civile che operano nel campo. Lotta al terrorismo biologico. “Al terrorismo internazionale bisogna dare una riposta internazionale”: con questa formula, ripetuta da lungo tempo nelle sedi Ue, si intende invece confermare il principio dell’azione coordinata a livello comunitario. L’ultima novità riguarda un’azione preventiva “contro il crescente rischio di attacchi terroristici con armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari”. Il commissario per la sicurezza e la gustizia, Jacques Barrot, ha affermato: “Per fortuna in Europa non abbiamo avuto un attacco su larga scala con questi materiali, ma la gravità delle potenziali conseguenze per la nostra società è tale che non possiamo stare a guardare”. Il politico francese ha segnalato che “finora in tutto il mondo nella maggior parte degli attacchi terroristici sono stati utilizzati esplosivi e armi da fuoco. Ma recenti informazioni indicano che i gruppi terroristici aspirerebbero a usare nuove armi capaci di causare danni di proporzioni ben maggiori”. A questo punto la Commissione ha deciso di presentare una serie di misure per rafforzare la messa in sicurezza dei materiali a rischio e la capacità d’intervento nell’eventualità di un attacco.Piano con 130 misure operative. La Commissione non intende tenere un atteggiamento allarmista, ma piuttosto sembra preferire azioni di prevenzione e messa in sicurezza. Il piano triennale enumera oltre 130 misure (volte ad esempio a identificare le sostanze pericolose, a scambiare informazioni tra forze dell’ordine, a proteggere i materiali pericolosi dal pericolo di furto, a favorire interventi rapidi in caso di necessità per salvare vite umane…) “per evitare che i materiali pericolosi possano finire nelle mani sbagliate e, nel caso ciò dovesse invece succedere, essere pronti a intervenire”. Il piano si pone peraltro a supporto dei governi nazionali, “ai quali compete – come specifica la Commissione – la responsabilità primaria della sicurezza”. L’Esecutivo propone di usare 100 milioni di euro di fondi esistenti per garantire l’attuazione di tali misure nel periodo 2010-2013. Riguardo la tempistica, il piano, appena adottato verrà discusso in sede di Consiglio Ue nella seconda metà di quest’anno per essere realizzato dal 2010.