Ccee, Germania, Austria

Ccee: il Servizio europeo per le vocazioni a congresso”Un momento di riflessione sul ruolo della Parola di Dio nella vita del sacerdote e per il suo ministero. Una parola che spesso è all’origine dell’incontro personale con Dio, fonte di ogni vocazione, ma anche oggetto del ministero sacerdotale”. Questo vuole essere l’incontro annuale dell’Evs (European Vocations Service), l’organizzazione che raggruppa i responsabili nazionali per le vocazioni delle 34 Conferenze episcopali d’Europa (www.vocations.eu), in programma a Roma dal 2 al 5 luglio sul tema “Seminatori del Vangelo della Vocazione: una Parola che chiama e invia”, in occasione dell’apertura dell’Anno Sacerdotale. La preparazione dell´incontro è stata coordinata dal vescovo ausiliare di Gniezno (Polonia), mons. Wojciech Polak, presidente dell’Evs e vescovo delegato del Ccee per le vocazioni, e dall’attuale coordinatore padre Jean-Pierre Leroy, responsabile dell’Ufficio per le vocazioni della Conferenza episcopale belga. “Il recente sinodo sulla Parola e la testimonianza dell’Apostolo Paolo ci ricordano l’importanza della Parola di Dio in qualsiasi processo di vocazione cristiana”, spiega mons. Polak. Il 4 luglio i partecipanti incontreranno il Papa in udienza privata. È prevista tra gli altri la partecipazione del card. Zeno Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, e di mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.Germania: l’Anno Paolino e i cristiani in TurchiaL’Anno paolino ha rafforzato i Cristiani della Turchia. Questa la valutazione dell’opera assistenziale tedesca “Kirche in Not”, espressa da P. Hermann Josef Hubka, assistente spirituale dell’organizzazione il 25 giugno a Monaco. “L’interesse verso l’Apostolo deve essere mantenuto alto anche ora, nell’anno dei sacerdoti”, ha detto Hubka, appena rientrato da un pellegrinaggio in Turchia e che ha deplorato che “ogni anno milioni di turisti tedeschi visitano la Turchia, ma solo poche persone cercano il contatto con le comunità cristiane ancora esistenti nel Paese”. Insieme con la piattaforma Internet cattolica “kath.net”, l’opera assistenziale ha organizzato un pellegrinaggio che prevedeva ogni giorno la celebrazione della Messa in una delle chiese presenti in Turchia. “Kirche in Not” opera da anni nel paese con diversi progetti finalizzati a sostenere la Chiesa cattolica locale: accanto ad una Bibbia per bambini in lingua turca, aramaica, araba e armena, ha pubblicato un piccolo catechismo cattolico in turco. Hubka ha sottolineato il ruolo della regione per la diffusione del Cristianesimo, ricordando che “la Turchia è anche un Paese biblico e una Terra santa della Chiesa primordiale”. Circa la situazione attuale dei Cristiani in Turchia, Hubka ha dichiarato che “esistono sicuramente molti segni del fatto che i Cristiani in Turchia non godono di piena libertà di religione. Ma vi sono pure segni positivi, ad esempio “il fatto che il magazine di bordo della compagnia aerea turca “Turkish Airlines” menzioni gli indirizzi e i numeri di telefono di chiese a Istanbul, Ankara e Izmir”. E anche “una nuova cartina della città di Istanbul, disponibile negli alberghi, contiene le indicazioni di ventiquattro chiese a Istanbul e nelle Isole dei principi”, ha concluso.Austria: grande iniziativa missionaria a ViennaUna “politica più chiara e decisa” relativamente all’integrazione e all’immigrazione”: è quanto auspica il card. Christoph Schönborn, Presidente della Conferenza episcopale e arcivescovo di Vienna. Il cardinale si è così espresso in occasione del tradizionale ricevimento dei media, svoltosi nei giorni scorsi presso il Palazzo arcivescovile della capitale. Schönborn ha affermato che “le comunità cattoliche di lingua straniera, presenti a Vienna possono avere un carattere modello e fungere da cellule nuove per la Chiesa e la società”. “Circa un terzo dei cattolici viennesi sono oramai di casa in queste comunità linguistiche”, ha riferito il cardinale, aggiungendo che “molti cattolici di lingua straniera sono coinvolti anche nelle proprie comunità di origine e rappresentano quindi un ponte vivo d’integrazione”. Con l’occasione, Schönborn ha annunciato la grande iniziativa missionaria dell’arcidiocesi, prevista per il 2010. “In tempi di impetuosi processi di cambiamento nella Chiesa e nella società, il progetto intende sottolineare nuovamente il carattere missionario della Chiesa e continuare a scrivere la storia degli apostoli qui e ora”, in una situazione in cui “molti sono alla ricerca di risposte” sul significato della vita e contemporaneamente “esiste anche un ateismo combattivo che arriva persino a fare campagne pubblicitarie”. Prossima tappa del progetto sarà la prima riunione diocesana, prevista tra il 22 e il 24 ottobre a Vienna, cui parteciperanno circa 1.000 delegati diocesani di tutte le parrocchie, degli ordini e delle istituzioni ecclesiastiche.