FAMIGLIA

Italia, Germania

Italia: dalla convivenza al matrimonioIn Italia la convivenza prima del matrimonio “sembra essere un comportamento che si sta diffondendo”: in media una coppia su tre che partecipa ai percorsi di preparazione al matrimonio “vive già una relazione di convivenza”, con “una spiccata presenza e diffusione al nord Italia (la metà delle coppie di fidanzati), mentre il dato diminuisce significativamente man mano che scende verso il sud. È quanto emerge da una ricerca del Cisf (Centro internazionale studi famiglia), presentata nell’ambito del Convegno dell’Ufficio famiglia della Conferenza episcopale italiana (Cei), svoltosi in Calabria, dal 24 al 28 giugno sul tema: “Insieme verso ne nozze. La preparazione al matrimonio”. Ai percorsi nel sud Italia i fidanzati sono mediamente più giovani, man mano che ci si sposta al nord l’età media aumenta (un quinto dei fidanzati ha più di 35 anni). La crescente presenza di fidanzati non più giovanissimi, “può significare l’aver acquisito maggiore esperienza, maturità, strutturazione della personalità e visione del mondo”, ma anche “una maggior rigidità oppure una maggior determinazione e coerenza”. A fronte del fenomeno della secolarizzazione, “l’innalzamento medio dell’età può voler anche dire più anni trascorsi ‘lontani’ dalla Chiesa e dalla pratica religiosa, con la conseguente necessità di rafforzare la formazione su alcuni fondamenti di catechesi. Facendo per altro divenire l’esperienza della partecipazione ai percorsi di preparazione al matrimonio un vero e proprio percorso di ‘re-iniziazione’ cristiana”. Secondo Pietro Boffi, del Cisf, “la richiesta del matrimonio cristiano dopo quello civile è significativo. Si capisce che c’è un passaggio da una dimensione ad un’altra”. Per mons. Sergio Nicolli, direttore dell’Ufficio famiglia della Cei, “da una parte dobbiamo accogliere con simpatia le coppie già conviventi che chiedono il matrimonio cristiano e accompagnarle, dall’altra non possiamo, però, rassegnarci al senso di impotenza di fronte al dilagare dl fenomeno”. Per questo è “urgente” mettere in atto nella Chiesa “una sinergia tra le varie componenti della vita pastorale per proporre agli adolescenti percorsi formativi” che li aiutino a conoscere il “lieto annuncio di Dio sull’amore umano” e a “crescere in una sessualità e affettività matura”. Al convegno era intervenuto anche il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, secondo il quale dalla persona e dalla famiglia “debbono derivare una cultura e una società coerenti”.Germania: c’è ancora un futuroLa famiglia ha ancora futuro? E quali le sfide da affrontare nella pastorale per il matrimonio e la famiglia? Queste sono alcune delle domande affrontate in un convegno promosso dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e svoltosi a Frisinga tra il 25 e il 26 giugno. Nel corso dell’incontro, i responsabili della pastorale per il matrimonio e la famiglia delle diocesi tedesche e dei Paesi confinanti con la Germania hanno discusso su progetti di pastorale orientati al futuro e realizzati sul territorio. “Il matrimonio e la famiglia hanno perso molto della loro ovvia plausibilità”, ha osservato il card. Georg Sterzinksy, presidente della Commissione per il matrimonio e la famiglia della Dbk. “Spesso è già difficile trovare un partner adeguato in una società sempre più pluralistica, per poter fondare una relazione affidabile e fondare una famiglia. Si aggiungono poi le esigenze del mondo del lavoro, la preoccupazione per la qualità della vita e molto altro ancora. Così, i giovani, le coppie e le famiglie, si trovano spesso a scontrarsi tra desideri e realtà, in una situazione difficilmente risolvibile”. Per questo, ha aggiunto, “molti desiderano che la pastorale della Chiesa offra un supporto alla vita e al matrimonio”: una realtà già presente con numerose iniziative che spaziano dalla scuola di relazione per giovani adulti agli spunti di discussione in famiglia sulla religione, all’organizzazione per le Messe di anniversario, per esprimere il ringraziamento e il riconoscimento per gli anni trascorsi insieme dalla coppia. Mons. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, ha sottolineato l’importanza dell’esistenza di condizioni sociali idonee per lo sviluppo del matrimonio e della famiglia: “Vista l’assenza strutturale di considerazione che le famiglie continuano ad incontrare in molti settori, l’attività pastorale della Chiesa ha anche il compito di difendere il matrimonio e la famiglia”. E per converso, “anche la Chiesa può contare sulla famiglia”: “nell’ambito dell’educazione religiosa, Chiesa e famiglia hanno molto da offrirsi reciprocamente”. Dalle discussioni tra studiosi, responsabili religiosi e operatori del settore è emerso che non mancano le iniziative e le idee, che vengono continuamente messe in pratica. Ma l’obiettivo per il futuro è di ancorare in modo soddisfacente la pastorale per il matrimonio e la famiglia alle aree pastorali sempre più ampie, con particolare attenzione anche a famiglie composte da cattolici e partner non credenti o da separati.