ABRUZZO
Caritas di L’Aquila: riaprono i Centri d’ascolto, uno sarà itinerante
Ricucire lentamente un tessuto che si è spezzato alle 3.32 di una notte di aprile, riprendendo il filo di un cammino che la Caritas diocesana aveva iniziato nel 1998 con l’apertura di un Centro d’ascolto nel centro di L’Aquila. Uno sportello che la Caritas ha riaperto, martedì 30 giugno, spinta dalla volontà di mettersi accanto alla gente in un momento in cui, di fronte al passare del tempo, incertezza e speranza finiscono per confondersi. “Questo è un passo molto importante per noi – spiega al SIR il direttore di Caritas L’Aquila, don Dionisio Humberto Rodriguez – perché la nostra missione è costruita essenzialmente sull’ascolto e sulla volontà di camminare insieme alle persone che dimostrano di non aver bisogno solo di cose materiali ma di sostegno umano e vicinanza”. Un appoggio che, con il sostegno di Caritas italiana e le delegazioni Caritas regionali, sarà fondamentale per aiutare le persone a elaborare i cambiamenti e vincere la paura.
Incontro alle persone. In questi anni il Centro d’ascolto era diventato un punto di riferimento per la città con un aumento costante degli utenti. Una crescita che correva parallelamente all’intensificarsi della crisi economica. I volontari dello sportello raccontano storie di povertà e mancanza di lavoro, di bollette da pagare e visite mediche, di permessi di soggiorno e ricongiungimenti familiari: un ufficio a cui si rivolgevano in particolare extracomunitari e famiglie in difficoltà, almeno fino al 6 aprile. Poi quella “scossa” ha cambiato per sempre il volto di questa terra. “Incontrando le persone che si sono rivolte a noi dopo il terremoto – racconta Alessia Donati, una delle operatrici – ci siamo resi conto di come le esigenze del territorio siano profondamente cambiate. Ad aver bisogno non sono più soltanto persone con problemi di povertà ma la maggioranza della popolazione che si è ritrovata da un giorno all’altro con la vita stravolta. Uomini e donne con una casa e un lavoro sicuro che ora si ritrovano senza più nulla”. Situazioni che richiederanno un’attenzione e una preparazione particolare da parte dei volontari. “Per questo – continua un’altra delle operatrici, Anna Monica Pratola – ogni settimana terremo degli incontri per gli operatori in cui poter condividere le esperienze e vivere momenti di formazione per un costante aggiornamento”.
Il “Progetto ascolto”. Lo sportello è aperto ogni mattina, dalle 9.30 alle 12, e il giovedì, dalle 16 alle 18, all’interno degli edifici Caritas nella frazione di Coppito, alla periferia della città. Questo ufficio rappresenta, però, solo una parte del “Progetto ascolto” con cui la Caritas vuole andare incontro alle persone raggiungendole dove loro si trovano. “Abbiamo deciso – spiega Pratola – di affiancare all’ufficio principale una serie di sportelli che saranno attivati nelle nove aree in cui, come Carita, abbiamo diviso il territorio. Un modo per fare noi il primo passo verso persone che, pur in situazioni di reale bisogno, spesso provano vergogna nel chiedere aiuto”. Per riuscire a raggiungere tutti gli angoli di un territorio diviso tra valli e altipiani, la Caritas aquilana farà affidamento anche su un camper. “Agli sportelli fissi – racconta Donati – aggiungeremo anche uno sportello itinerante che girerà con un calendario stabilito nelle aree meno accessibili”. Un percorso iniziato nelle scorse settimane con il lavoro di due operatori che hanno girato per tendopoli e paesi per cercare di monitorare la situazione. “Da questa prima analisi – conclude Donati – è emersa una molteplicità di bisogni e problematiche su cui dovremo lavorare. Spesso vi è, infatti, la difficoltà di riconoscere che bisogni, a prima vista tutt’altro che primari, possono diventare indispensabili per chi vive in una tendopoli e deve inventarsi ogni giorno la giornata”.
L’impegno dei volontari. “Tutto questo – precisa Anna Monica Pratola – è possibile solo grazie alla disponibilità e all’impegno dei volontari. Molti di loro vivevano nel centro storico di L’Aquila e anch’essi sono oggi sfollati. Dal terremoto alcuni vivono nelle tendopoli, altri hanno trovato ospitalità da parenti ma non hanno smesso di darsi da fare, mettendosi a disposizione per riprendere il loro servizio”. Lo sportello diventerà un punto di riferimento anche per le informazioni riguardanti le procedure di ricostruzione e ristrutturazione delle abitazioni, oltre ai finanziamenti e benefici previsti dal “decreto Abruzzo” recentemente convertito in legge. “In una fase delicata come quella delle ricostruzione in cui, ogni aquilano è chiamato a confrontarsi con diverse pratiche burocratiche – conclude don Rodriguez – la nostra presenza vuole anche offrire un sostegno tecnico per aiutare le persone nella compilazione di domande e richieste”. Un piccolo ma importante contributo per la ricostruzione.
dall’inviato SIR a L’Aquila