Germania, Olanda, Spagna

Germania: per i nuovi orizzonti della missioneLa Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e la Scuola superiore di teologia e filosofia di Sankt Georgen hanno inaugurato il 29 giugno a Francoforte sul Meno l’Istituto per la Chiesa universale e la missione. L’istituto sarà gestito dalla Dbk, dalla Scuola superiore e dall’Ordine dei Gesuiti. I ricercatori e i docenti saranno chiamati ad approfondire in modo scientifico il ruolo universale e missionario della Chiesa e curare i contatti con i partner scientifici. Durante la cerimonia solenne di inaugurazione, mons. Ludwig Schick, arcivescovo di Bamberg e presidente della Commissione della Dbk per la Chiesa universale ha detto: “Per i vescovi tedeschi è importante che la dimensione universale e missionaria della Chiesa venga ancorato al mondo di oggi in ambito scientifico con nuove modalità”. Schick ha inoltre auspicato che “l’Istituto porti nuovi impulsi per l’attività internazionale delle diocesi delle opere assistenziali e degli ordini. Per questo motivo, l’Istituto ha il compito di formare e aggiornare collaboratrici e collaboratori delle istituzioni della Chiesa universale”. Il vescovo di Limburgo, mons. Franz-Peter Tebartz-van Elst, Presidente della sottocommissione per le questioni legate alle missioni, ha sottolineato che “l’orizzonte in cui oggi si pensa alla missione è determinata dalla globalizzazione economica, mediale e culturale, nonché da un collegamento mondiale sempre più stretto in tutti i settori. In Europa possiamo sempre più imparare dalle esperienze delle Chiese in Africa, Asia e America latina”, ha aggiunto. “Da parte loro, queste Chiese locali restano legate al tesoro di esperienza delle Chiese in Europa”. Olanda: un posto per la preghiera zingaraRisale al 19 maggio 1944 il prelievo e la deportazione a Westerbork e poi ad Auschwitz di 245 zingari sinti e rom olandesi, tra cui 147 bambini: questa e altre vicende sono state raccolte e pubblicate nella brochure “Donkere Dagen. Uit het leven van Sinti, Roma en woonwagenbewoners” (“Giorni bui. La vita di Sinti, Rom e migranti”), a cura dell’Ufficio per la pastorale dei migranti, sinti e rom dei Paesi Bassi (Pwn) in occasione della 65ª ricorrenza dell’evento. Uno strumento che ha come destinatari cappellani, operatori pastorali, diaconi, volontari e fedeli delle 650 parrocchie dove vivono migranti, sinti e rom, e che vuole informare sul loro doloroso passato per favorire la comprensione reciproca ed evitare i pregiudizi. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, si è detto molto sul genocidio delle popolazioni zingare ma poco è stato scritto e fatto, si legge nel Rapporto. Solo dal 2000 il governo olandese ha fissato i fondi disponibili per rendere giustizia anche dell’atteggiamento distaccato e freddo con cui i rom sono stati trattati dopo la guerra, e sono stati avviati progetti per rendere organica questa “operazione di ricordo” che come obiettivo concreto si pone quello di “realizzare documentari, rapporti”, ed effettuare a cadenza annuale un viaggio da ad Auschwitz per le famiglie dei reduci”. Da parte sua il Pwn è impegnato nel processo d’integrazione dal 1982, con l’annuale pellegrinaggio internazionale a Roermond, che ha l’obiettivo di dare ai sopravvissuti sinti un posto in cui pregare e ricordare i propri defunti. Nell’ultimo decennio sono stati quattro i viaggi ad Auschwitz cui hanno partecipato sopravvissuti di prima e seconda generazione e, in numero sempre crescente, giovani della terza generazione che hanno osato, come ha detto uno dei partecipanti, “visitare il sepolcro del passato”. Spagna: 600 mila assistiti dalla Caritas nel 2008 In Spagna nel 2008 la rete di accoglienza della Caritas nazionale ha assistito quasi 600 mila persone incapaci di provvedere al loro sostentamento a causa della crisi economica. Si tratta di un record per gli ultimi 40 anni. Rispetto al 2007 le richieste di aiuto basilare di sussistenza sono salite di quasi 200mila unità, con un aumento medio del 50%, in alcune diocesi si è arrivati anche a un 70% per cento. Le cifre sono state diffuse dal segretario generale della Caritas spagnola, Silvio Agea. A chiedere aiuto sono soprattutto i giovani tra i 20 e 40 anni con figli piccoli, disoccupati e provenienti dei settori dei servizi e dell’edilizia, donne sole con familiari a carico, uomini soli senza casa, donne anziane con pensioni sociali e immigrati irregolari. Secondo i dati contenuti nel rapporto “Caritas ante la crisis. Impacto, diagnostico y propuestas” (“La Caritas di fronte alla crisi. Impatto, diagnosi e proposte”), la maggior parte di richieste di aiuto servono per affrontare le necessità fondamentali. Ma Silvio Agea ha denunciato anche un altro aspetto, ovvero la mancanza di risposte davanti alla crisi da parte dei servizi sociali pubblici: il 52% delle persone aiutate dalla Caritas attraverso i servizi di accoglienza sono inviate dagli stessi servizi sociali, soprattutto per mancanza di soldi. È stata quindi sottolineata l’urgenza di un patto statale per dotare le strutture assistenziali pubbliche di risorse sufficienti per rispondere all’emergenza.