TRAGEDIA DI VIAREGGIO
Ora si cercano le responsabilità e si chiedono misure di sicurezza
È quasi mezzanotte a Viareggio quando passa un treno merci carico di Gpl. La velocità è regolare, ma poco lontano dalla stazione un vagone deraglia, trascinandosi dietro il convoglio, si ribalta, la cisterna si rompe. Il gas esce e prende fuoco. Così nella notte del 29 giugno le fiamme hanno invaso la località della Versilia, seminando morte e distruzione. Al momento in cui scriviamo sono 20 le vittime; 25 i feriti, di cui 11 in gravi condizioni.
La partecipazione del Papa. “Profonda partecipazione” al “dolore che colpisce l’intera città” è giunta da Benedetto XVI, che tramite il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, ha inviato all’arcivescovo di Lucca un telegramma di cordoglio per le vittime del “grave incidente”. “Mentre assicura fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti”, il Papa “invoca dal Signore pronta guarigione per i feriti”, inviando una “speciale confortatrice benedizione apostolica” a “quanti sono colpiti dal drammatico evento”. L’arcivescovo, mons. Benvenuto Italo Castellani, ha risposto alle parole del Pontefice con un ringraziamento “commosso”, esprimendo la “più profonda gratitudine e riconoscenza” da parte di tutta la Chiesa di Lucca per l’attenzione riservata dal Papa. “In questo momento di grave dolore per i deceduti e di forte trepidazione per i numerosi feriti – ha scritto l’arcivescovo – avvertiamo come non mai necessaria la paterna vicinanza di Sua Santità Benedetto XVI e il sostegno confortante delle sue preghiere”. A nome “mio personale e della Chiesa di Lucca”, prosegue il messaggio, si garantisce “il massimo impegno della nostra comunità cristiana, sia nel sostegno materiale dei fratelli in difficoltà, quanto nella continua preghiera d’intercessione per le vittime e per i superstiti”.
Non tralasciare niente. La diocesi si è stretta attorno alle vittime della tragedia con una veglia di preghiera, martedì 30 giugno, nella chiesa di San Paolino di Viareggio. Ma da mons. Castellani è giunto anche l’invito alle autorità competenti “a non tralasciare niente, affinché al più presto si possa addivenire ad un chiarimento, certo e giusto, su quanto avvenuto”. “La mia vicinanza umana e spirituale, come di tutta la Chiesa di Lucca, va all’intera città di Viareggio”, ha affermato l’arcivescovo, assicurando che “la nostra solidarietà si esprimerà anche attraverso azioni concrete, nei confronti dei colpiti, che metteranno in campo le parrocchie della città in accordo con le autorità cittadine”. Un ringraziamento, inoltre, a quanti si sono adoperati per i soccorsi: “La disponibilità e l’apertura dei viareggini – ha dichiarato – sta dando e continuerà a dare il meglio di sé anche in questo tragico momento”.
I morti chi li risarcirà? “Perché morire improvvisamente mentre transiti tranquillamente in motorino lungo una strada? Perché morire rinchiuso in macchina quando credi che questa ti preservi dal pericolo? Perché morire quando dormi travolto dalla casa che crolla?”. È quanto si chiede Mario Pellegrini in una nota pubblicata dal settimanale cattolico regionale, Toscana Oggi, sottolineando che la tragedia “ha colpito Viareggio in modo subdolo, perché verificatasi al di fuori di ogni possibilità di intervento, e causata da quelle bombe vaganti che viaggiano per strada e ferrovia senza che nessuno se ne renda conto, e di cui si viene a conoscenza quando, purtroppo, avviene l’irreparabile”. Pellegrini loda “la macchina dei soccorsi” che “ha funzionato a pieno regime e con estrema tempestività”. Ora, prosegue, “è stato detto e ripetuto che sarà provveduto a risarcire tutti i danni nel minor tempo possibile”. “Ma i morti chi li risarcirà?”, si chiede Pellegrini, prefigurando il “rimpallo di responsabilità sul perché del deragliamento, fino al momento in cui i fari della cronaca si saranno spenti su quanto è accaduto”.
Dall’Ue una conferenza sulla sicurezza del trasporto ferroviario. Nel frattempo, dalla Commissione europea è giunta “l’immediata convocazione di una conferenza sulla sicurezza del trasporto ferroviario da tenersi già a settembre”. Ad annunciarla il commissario Ue ai trasporti, Antonio Tajani, che all’indomani dell’incidente aveva rimarcato come la sicurezza dei cittadini debba “essere garantita” nell’attuale fase “di apertura dei mercati ferroviari alla concorrenza”. “Occorre fare chiarezza nei controlli ferroviari e nel trasporto di merci pericolose”, ha sottolineato l’eurocommissario annunciando la conferenza, che fa seguito a diversi episodi, pur di differente gravità, registratisi negli ultimi anni negli Stati aderenti. L’appuntamento, al quale saranno invitati i Paesi Ue, le autorità responsabili della sicurezza e gli operatori del trasporto merci ferroviario, “farà chiarezza – ha concluso Tajani – sul sistema attuale dei controlli, identificherà iniziative concrete per rafforzarne l’integrazione a livello europeo e proporrà iniziative per una più chiara ripartizione delle responsabilità”.