CAMPANIA

Non andare fuori strada

Una campagna di sensibilizzazione per una guida sicura

In Campania, secondo dati Aci, nel 2007 (ultimo anno di rilevazione) sono raddoppiati (164 invece di 81) gli incidenti stradali causati da guida in stato psico-fisico alterato (alcol-droga) rispetto al 2006; di questi, quelli mortali sono passati nello stesso arco temporale da 3 a 11. Nei week-end bevono fino allo sballo il 65% dei ragazzi e il 34% delle ragazze. Sono alcuni dei dati che hanno spinto la Regione Campania, l’Agenzia per la sicurezza stradale, l’Istituto “Suor Orsola Benincasa” e il quotidiano “Il Mattino” a promuovere una campagna regionale di sensibilizzazione contro chi guida facendo abuso di alcool, che è durata tre settimane fino al 7 luglio. L’iniziativa ha previsto l’affissione di poster, manifesti e locandine in tutta la Campania, oltre alla diffusione di spot pubblicitari sulle principali emittenti locali televisive e radiofoniche. Per la chiusura della campagna, “Il Mattino” ha regalato ai propri lettori un etilometro da portare sempre con sé per essere sicuri di poter guidare senza pericoli dopo aver trascorso una serata con gli amici.Il guidatore designato. “Bere ti rende più figo? Sei fuori strada”. “Un altro bicchiere e sono in Paradiso”. “Alcol e velocità: un sabato sera da schianto”. Sono alcuni degli slogan elaborati da trenta studenti del “Suor Orsola Benincasa” per la campagna. “Gli effetti negativi dell’alcol sulla guida sono evidenti – chiarisce Antonio Coppola, direttore dell’Aci Campania e amministratore delegato dell’Agenzia regionale per la sicurezza stradale (Arcss) -. Per questo motivo, l’Arcss, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione finanziata dalla Regione, sta promuovendo la figura del guidatore designato, ovvero colui che sceglie di rimanere sobrio per riportare gli amici a casa. Si tratta di una pratica che si sta diffondendo negli altri Paesi europei dove i giovani sono abituati ad uscire in gruppo decidendo in anticipo chi di loro non dovrà bere alcolici”. Il “guidatore designato”, spiega Coppola, “svolge una funzione gratificante: chi sceglie di rimanere sobrio per riaccompagnare gli amici a casa, infatti, viene considerato il leader del gruppo e non quello più sfigato”. Una battaglia di civiltà. La campagna ha avuto un obiettivo ben preciso: “Difendere la vita dei giovani – spiega Coppola – quelli più a rischio, le maggiori vittime della strada. Abbiamo notato dalle statistiche che il numero dei morti, dei feriti e degli incidenti diminuisce di anno in anno, ma ci sono alcune tipologie di incidenti che al contrario aumentano e sono quelle relative ai giovani, che hanno assunto alcol, droghe, psicofarmaci. Soprattutto qui in Campania c’è un raddoppio del numero dei morti in relazione a questa causa di incidentalità”. Attraverso slogan, spot, manifesti, aggiunge il direttore dell’Aci della Campania, “abbiamo cercato di raccontare cosa succede se si guida dopo l’assunzione di alcol, quando si va in discoteca. Per superare i limiti previsti dalla legge, bastano due bicchieri di vino o di birra. Vogliamo far capire che qui la sanzione non è tanto la multa o il ritiro della patente: si tratta del rischio di morte per sé e per chi è in auto”. Le tre settimane della campagna, secondo Coppola, “sono state una goccia nel mare. Il nostro impegno per una guida sicura è di vecchia data, con convegni, opera di sensibilizzazione nelle scuole, corsi di formazione, e non si ferma certo qui. Infatti, questo è un problema di cultura e una battaglia di civiltà che deve investire tutta la società: la famiglia, la scuola, la Chiesa, gli enti locali”.La bellezza della vita. “Tutto ciò che riguarda la sicurezza stradale e anche il bene dei giovani è importante, ma a mio avviso è necessaria la continuità e la corretta preparazione”. È l’opinione di don Pasquale Incoronato, responsabile del Servizio di pastorale giovanile di Napoli. Per il sacerdote, “bisogna insegnare ai giovani la bellezza della vita”. In realtà, dato che “i giovani hanno tutto e subito non sempre capiscono il dono grande della vita”. C’è anche un altro aspetto sul quale è necessario insistere con i ragazzi: “I danni alla salute che possono essere provocati anche da un uso dell’alcol occasionale. Bisogna far capire che l’alcol è micidiale, poi, dal punto di vista della dipendenza. Le campagne, con messaggi positivi che invitano alla prudenza, servono, ma le dobbiamo far seguire da una progettualità educativa che dia continuità e faccia scoprire ai giovani la bellezza della vita”, sottolinea don Incoronato. Per don Francesco Riccio, incaricato del Servizio di pastorale giovanile della Conferenza episcopale campana, “è importante utilizzare in queste campagne un linguaggio che sia veramente vicino ai giovani”. “Di dipendenza dall’alcol – continua – si parla poco, eppure è un problema che trasversalmente colpisce varie fasce della popolazione. Purtroppo si è convinti che bere non faccia danni, non si considerano i pericoli di guidare in stato di ebbrezza”. “In Campania, proprio per questo, c’è un’attenzione da parte delle istituzioni sul problema e si sono organizzate varie attività di sensibilizzazione anche nelle scuole superiori o fuori ai locali. Non manca l’impegno delle associazioni e delle parrocchie. Comunque sia, la questione deve coinvolgere anche le famiglie”, conclude don Riccio.a cura di Gigliola Alfaro(08 luglio 2009)