Caritas in veritate
Dimensione personale e pubblica della fede
L’enciclica "Caritas in veritate" appartiene al magistero sociale della Chiesa e, nello stesso tempo, è in continuità e sviluppo con il magistero della verità e della sua conoscenza che fin dall’inizio sta caratterizzando il ministero dottrinale di papa Benedetto XVI. Queste due polarità vanno riconosciute e coniugate insieme per un approccio reale e compiuto all’enciclica. Non si può limitare l’attenzione all’insegnamento sociale, o su alcuni suoi elementi, come ha fatto la gran parte della stampa finora, tralasciando quello sulla verità, che ne è l’elemento base e il filo conduttore. Fin dal titolo emerge questa premura del Santo Padre per la verità. Egli è preoccupato per l’atteggiamento e il clima di sfiducia, di scetticismo, di eclettismo, di relativismo verso la verità e la sua intelligenza; per il riduzionismo empirista e materialista del vero; per le dissociazioni di ragione e fede nella socio-cultura del nostro tempo; per le derive di "una cultura senza verità". C’è un’emergenza verità oggi che investe il sapere e i suoi contenuti, non solo in ambito strettamente culturale e sul piano personale del vivere e del conoscere, ma anche in ambito sociale e delle sue interazioni economiche, legali, politiche, ambientali, mass-mediali. I deficit di umanità che si verificano in questi ambiti sono deficit di verità. E le possibilità per sovvenire ad essi non sono rimedi prima di tutto materiali ma risorse di verità.
Nel riproporre il problema verità in ambito sociale, il Papa torna sul principio primo e ispiratore della dottrina sociale della Chiesa, la sua "via maestra": la carità. La carità il nome con cui il cristiano chiama l’amore (amore-cháris, cioè grazia) dev’essere nella verità. Anzitutto perché "la verità è luce che dà senso e valore alla carità". Luce ad un tempo della ragione e della fede, "attraverso cui l’intelligenza perviene alla verità naturale e soprannaturale della carità: ne coglie il significato di donazione, di accoglienza e di comunione". E poi perché la verità fuga tutte le falsificazioni gli "sviamenti e svuotamenti di senso" dell’amore. Senza verità, l’amore diventa "un guscio vuoto", "preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. Nella verità la carità riflette la dimensione personale e nello stesso tempo pubblica della fede nel Dio biblico, che è insieme «Agápe» e «Lógos»: Carità e Verità, Amore e Parola".
La "Caritas in veritate" la carità illuminata dal vero e la verità abitata dall’amore diventa così il principio ispiratore e direttivo della dottrina sociale della Chiesa: il paradigma di senso e di valore da cui derivare "criteri orientativi dell’azione morale" in campo sociale, di cui ne vengono enunciati due in particolare: la giustizia e il bene comune; ed entro cui comprendere e orientare le dinamiche sociali del nostro tempo. Anzitutto il fenomeno "progressivo e pervasivo" della globalizzazione, da sottrarre ai determinismi dei mercati e delle tecnocrazie e acquisire alla "reciprocità delle coscienze e delle libertà". La via è quella della verità, la quale "è lógos che crea diá-logos e quindi comunicazione e comunione… La verità apre e unisce le intelligenze nel lógos dell’amore". Il che è vero e vale sempre, anche su scala mondiale, nell’interazione dei popoli.
L’enciclica ci fa vedere in particolare come la verità nella carità sia paradigma di significato e di valore dello sviluppo, dei diritti con i corrispettivi doveri, dell’etica e della legalità, della persona e della vita, della società e della politica, dell’economia e della finanza, della scienza e della tecnica, della natura e dell’ambiente: ci fa percepire come in tutti questi ambiti essa diventi principio e fonte di responsabilità condivise. Là dove la frantumazione delle opinioni isola e allontana i soggetti, l’unità del vero avvicina e unisce uomini e popoli nella convivialità delle differenze.
La verità nella carità è la missione della Chiesa "per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione".
Mauro Cozzoli
docente di teologia morale
Pontificia Università Lateranense