PUGLIA
Turismo: un disegno di legge buono ma incompleto
Il disegno di legge (ddl) della Giunta pugliese sulla nuova disciplina dell’organizzazione turistica regionale ha recentemente terminato la fase delle audizioni presso la commissione consiliare competente. Tra i contenuti, l’osservanza del principio di sussidiarietà – attribuendo compiti di regolazione del mercato alle Province, di promozione e gestione dell’accoglienza ai Comuni e di programmazione alla Regione – e il riconoscimento dei sistemi turistici locali, costituiti da partnership pubblico-privato per la valorizzazione di aree e prodotti turistici. Il ddl prevede un “cartellone” regionale di eventi, l’osservatorio turistico regionale, azioni di tutela del turista come la “Carta del turista”, il marchio turistico regionale, la soppressione delle Aziende di promozione turistica. Secondo i dati Unioncamere del 2008, il turismo produce in Puglia un giro d’affari che va oltre i quattro miliardi di euro all’anno (www.viaggiareinpuglia.it). Sforzo apprezzabile. “Non possiamo che apprezzare lo sforzo di esprimere un nuovo modello di governance in un settore meritevole, per l’importanza che esprime nel nostro territorio, della massima considerazione”, afferma don Vito Nicola Manchisi, amministratore unico dell’Eves (Ente viaggi educativi sociali). “Il principio di sussidiarietà in esso contenuto, permetterà agli organi competenti di analizzare nei particolari le componenti che ancora oggi ne frenano lo slancio e che il settore meriterebbe venissero opportunamente rimosse per ottenere il massimo risultato di valorizzazione territoriale”, prosegue. La Puglia, infatti, offre “un insieme di ricchezze naturalistiche, paesaggistiche e spirituali che ne fanno forse la regione italiana più importante nel cosiddetto mix dell’offerta turistica integrata”.Più attenzione ai beni ecclesiastici. In questa nuova proposta di governance “non possiamo però dimenticare – evidenzia don Manchisi – l’importanza di uno specifico settore, quello relativo al turismo religioso e al pellegrinaggio, meritevole di particolare attenzione”. In questo settore “particolare rilevanza meritano i beni culturali di proprietà ecclesiastica”. In Puglia “i beni culturali ecclesiastici si presentano come una realtà articolata, che comprende tipologie diverse, capillarmente diffuse sull’intero territorio”. Risulta quindi importante “attuare uno specifico progetto di promozione integrata che possa raggiungere gli obiettivi di massima valorizzazione e soddisfazione con importanti ricadute economiche e pastorali”. L’amministratore dell’Eves avanza “una proposta” circa “la possibilità di integrare alla figura professionale di guida turistica tradizionalmente intesa, una ulteriore o complementare figura di guida ecclesiastica o guida dei beni ecclesiastici, che dimostri, grazie ad uno specifico esame di selezione, ulteriori approfondite conoscenze e competenze nell’ambito culturale-religioso” e che possa essere trovata “nelle visite organizzate dei nostri importanti beni culturali di proprietà ecclesiastica la giusta considerazione e il dovuto riconoscimento legislativo”. In questa direzione “confermo la nostra massima disponibilità ad approfondire questa fondamentale proposta con i nuovi organi legislativi preposti”.Trascurato il turismo sociale. “Il disegno di legge è un tentativo di disciplinare organicamente il turismo in Puglia, attraverso essenzialmente i sistemi turistici locali, una buona intuizione che bisogna però dettagliare nei contenuti per poterla giudicare”, dice Gianluca Budano, presidente regionale delle Acli. Va valutata invece “come negativa l’assenza di disposizioni in favore del turismo sociale, che viene solo citato, senza prevedere provvedimenti concreti che favoriscano l’accesso all’offerta turistica dei cittadini diversamente abili, anziani, giovani, famiglie”. Nessun cenno, per Budano, “viene fatto al sostegno di queste categorie attraverso, ad esempio, i cosiddetti buoni vacanza, così come si consolida il ruolo delle Pro Loco, che svolgono un ruolo importante nelle città, senza però tener conto di chi opera nel turismo sociale”, come le organizzazioni di promozione sociale. Tra queste, “il Centro turistico Acli, il Centro turistico giovanile, il Centro turistico studentesco e giovanile, che credo meritino la dignità di interlocutori privilegiati nel nuovo sistema turistico regionale”. Insomma, il disegno di legge “va arricchito e migliorato se è vero, come viene enunciato nei principi del ddl, che il turismo crea sviluppo ma è anche luogo di inclusione sociale: bisogna aggiungere alla gamba del disegno di legge che interessa le politiche di promozione e sviluppo del territorio”, quella del sostegno e favore per “l’accesso all’offerta turistica dei cittadini – competenza che potrebbe essere demandata a Province e Comuni secondo il principio di sussidiarietà enunciato tra i principi del ddl – allargando i costituendi Comitato regionale di concertazione e programmazione turistica e Osservatorio regionale ai soggetti che sul territorio si occupano di turismo, anche di quello sociale”. a cura di Antonio Rubino(15 luglio 2009)