Un’associazione dedicata a Edith SteinIn Spagna è nata “Spes” (Associazione di pensiero Edith Stein). Nell’ambito del 1° congresso internazionale di filosofia (Granada, 30 giugno – 3 luglio) è stato, infatti, firmato l’atto fondativo di “Spes”, dedicata, alla figura e al pensiero della santa che da ebrea si convertì al cattolicesimo arrivando ad essere la compatrona d’Europa. Mons. Javier Martínez, arcivescovo di Granada, ha sottolineato che “Spes”, creata con il sostegno dell’arcivescovado di Granada attraverso l’Istituto di filosofia Edith Stein dell’arcidiocesi, è “una bella speranza per la ragione e, pertanto, per l’essere umano”. L’obiettivo di Spes, ha chiarito Feliciana Merino, segretaria dell’associazione, è “promuovere una conoscenza più approfondita della figura di Edith Stein” attraverso “attività culturali e formative”. Tra le altre iniziative in programma sono previste la pubblicazione di una rivista on line di studi filosofici e di fenomenologia e il progetto di realizzare un congresso internazionale dedicato a questa santa, conosciuta come Santa Teresa Benedetta della Croce, che si celebrerà nel 2011.Enciclica, “documento eccezionale””Un documento eccezionale della Dottrina sociale della Chiesa” e “un autentico dono per tutti” con tanti suggerimenti di “iniziative per una vita cristiana che voglia essere di testimonianza e di verità”. Questo il giudizio espresso su “Caritas in veritate” di Benedetto XVI dall’arcivescovo di Valencia, mons. Carlos Osoro Sierra, nella sua lettera “La bellezza della carità nella verità”. “La carità – sostiene il presule spagnolo – sarebbe un involucro vuoto senza la verità; questo è il rischio che corre la nostra cultira adesso: vivere un amore senza verità”. “Quanto ha ragione il Papa – riflette l’arcivescovo – quando dice che un cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali”. La carità, prosegue, “è la via maestra della Dottrina sociale della Chiesa”; d’altra parte, “dobbiamo pensare che tutti gli impegni e le responsabilità che ci vengono dalla Dottrina sociale della Chiesa provengono dalla carità”. La Chiesa, ha concluso, “non ha soluzioni tecniche da offrire, però ha una missione da realizzare, una missione di verità per tutti i tempi e le circostanze a favore di una società a misura d’uomo, della sua dignità e della sua vocazione”.Con i marinai e le loro famiglie”Il mare chiede il tuo amore”: si intitola così il messaggio del vescovo spagnolo promotore dell’Apostolato del Mare per la Conferenza episcopale spagnola, mons. Luis Quinteiro Fiuza. Un documento pubblicato in vista della festa della Beata Vergine del Carmelo, patrona dei marinai, che la Chiesa ricorda il 16 luglio. Il tema, scelto durante l’Assemblea generale dell’Apostolato del Mare che si è svolta ad aprile scorso a Santa Pola (Alicante), è “particolarmente bello – si legge nel messaggio -, perché l’amore è la virtù più importante. È una virtù teologale, che fa riferimento direttamente a Dio. Dio è amore e la sua opera è la Misericordia”. Quindi, il documento ricorda che “l’amore di Dio include l’amore per il creato. E ciò che si ama, si protegge. Bisogna far affiorare questo amore profondo, e a volte nascosto, che i marinai provano per l’elemento naturale che li nutre e dona loro benessere. Questo sentimento ci esorta ad impegnarci nel rispetto dell’ambiente, nella sua tutela e nel suo miglioramento. Anche in queste attività, infatti, si vede il riflesso della luce del Vangelo”. Poi, il vescovo promotore dell’Apostolato del Mare ricorda che “in mare tante persone lavorano e trascorrono molti giorni e molte notti. Quando tornano a casa, queste stesse persone hanno bisogno di un affetto e di un’attenzione molto speciali”. Per questo, mons. Quinteiro Fiuza chiede “a tutti, specialmente ai parroci del litorale, di accogliere ed accompagnare i marinai quando sbarcano e di occuparsi dei loro problemi e delle loro necessità”. Di qui, l’invito dell’Apostolato del Mare perché si istituisca “una pastorale per il mondo del mare che comprenda anche modelli di solidarietà con la realtà dell’immigrazione dei marinai”. Inoltre, il presule chiede “a tutta la società di essere solidale con le famiglie marinaie, in modo particolare con le mogli che, nella solitudine della casa, devono fare da madre e da padre quando il marito trascorre molto tempo in mare”. Nel messaggio, poi, si ricorda l’importanza di “testimoniare con coraggio e senza timori il messaggio cristiano, perché la forza dell’evangelizzazione si trasformi, nei marinai, in uno stimolo a manifestare la fede”. Il vescovo non dimentica i problemi che affliggono il mondo marino, come “la sicurezza giuridica delle barche nei porti, la pirateria, la paura di essere abbordati e sequestrati in mezzo alle acque”. Per questo, l’Apostolato del Mare “desidera manifestare la propria vicinanza alle famiglie che, in questo ultimo anno, hanno sofferto per la morte in mare dei loro cari”.