ABRUZZO

La “route” della speranza

Agesci: in 3.200, tra rover e scolte, anche in agosto nelle tendopoli

Formare i giovani scout ad essere testimoni di speranza nelle tendopoli d’Abruzzo. È questo l’obiettivo del progetto “Ju Ziré” promosso dall’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) che, fino a settembre, coinvolgerà i giovani in arrivo nell’aquilano per svolgere il proprio servizio al fianco della popolazione abruzzese ospitata nelle tendopoli. Un’esperienza che sostituisce la tradizionale “route” di servizio che ogni gruppo svolge durante l’estate. L’iniziativa prende il nome da un tradizionale gioco abruzzese e coinvolge i ragazzi delle branche “Rover” e “Scolte”, dai 16 ai 21 anni, provenienti da tutte le Regioni italiane. L’Agesci è presente in Abruzzo dal primo giorno dopo il terremoto.

Appuntamento al Convento di Mosciano. Il programma prevede l’accoglienza di tutti i gruppi, ogni venerdì sera, al Convento di Mosciano Sant’Angelo in provincia di Teramo a 70 km da L’Aquila. “Qui – spiega Alessandra Bizzarri, responsabile abruzzese dell’Agesci – i giovani vivranno una giornata di preparazione prima di iniziare il loro servizio nell’aquilano che durerà una settimana. L’idea è quella di dare ai ragazzi non solo le informazioni utili sul contesto in cui andranno ad operare ma offrire anche un momento di formazione e catechesi per aiutarli ad arrivare preparati e poter vivere al meglio un’esperienza forte e intensa come quella nelle tendopoli”. Il primo gruppo, formato da 38 scout provenienti da Imola, Castel di Sangro e Mestre è arrivato al convento venerdì 11 luglio. “Durante la serata – racconta Marco Cirillo, dell’ Agesci abruzzese – hanno potuto ascoltare anche le testimonianze di alcuni giovani della comunità capi di L’Aquila e il loro racconto del sisma e di questi tre mesi. È stato incredibile vedere come il loro atteggiamento e il modo di porsi di fronte a questa esperienza sia cambiato dopo aver sentito le loro parole. Improvvisamente apparivano più consapevoli di quello che sarebbero andati a fare”.

Vivere con fede l’esperienza del terremoto. Dopo una prima settimana di rodaggio sono attesi a Mosciano, duecento giovani, mentre per tutto agosto arriveranno gruppi di quattrocento scout a settimana, per un totale di 3.200 tra rover e scolte, accompagnati dai loro capi. Ad aiutarli nella riflessione interverrà il vescovo di Teramo, mons. Michele Seccia, che ha assicurato il suo sostegno non solo mettendo a disposizione il convento, ma garantendo la sua presenza “ogni venerdì sera per guidare il momento di formazione dei gruppi”. “Quello che i giovani scout vivranno nelle tendopoli – dice il vescovo – non sarà un campo scuola, un campeggio o un’esperienza estiva come le altre, ma un modo per educarli a vivere un’esperienza di riflessione personale di fronte a una popolazione segnata dalla sofferenza”. La catechesi trarrà spunto anche dal sussidio “Il Dio Vicino – Vivere con fede il tempo del terremoto” che la Conferenza episcopale abruzzese-molisana ha realizzato per aiutare le comunità e i singoli fedeli a riflettere sulla tragedia del sisma alla luce della Parola. “Questo sussidio – afferma mons. Seccia – è a disposizione non solo per chi vive nel territorio ma anche per chi, come questi giovani, viene a vivere esperienze di servizio. Un’iniziativa con cui l’Agesci dimostra ancora una volta il suo impegno educativo che non mira solo al rispetto della natura ma alla formazione integrale del bambino, dell’adolescente e del giovane”.

Un segnale di speranza. Ogni sabato mattina i giovani lasciano il convento spostandosi a L’Aquila e nei Comuni del cratere dove ricevono le consegne dal gruppo che li ha preceduti. Nei campi si occuperanno di animazione e assistenza alla popolazione collaborando con i volontari della Protezione Civile. “La partecipazione di così tanti giovani a questo progetto – commenta Alberto Fantuzzo, presidente del comitato nazionale dell’associazione – rappresenta un grande segno di speranza in una società in cui troppo spesso sul mondo giovanile veleggia un’aurea di sfiducia”. Gli scout sono presenti nell’aquilano fin dai primi giorni dell’emergenza collaborando alle attività di assistenza della Protezione Civile. Sono oltre 1.400 i giovani della comunità capi che in questi primi tre mesi hanno svolto servizio nelle tendopoli. “L’obiettivo fondamentale della nostra presenza – spiega don Francesco Marconato, assistente ecclesiastico generale dell’Agesci – mira ad essere di supporto alla popolazione dell’Abruzzo e, in particolar modo, a chi si trova più solo e abbandonato a se stesso: bambini e anziani. I ragazzi potranno vivere questa settimana di servizio con l’atteggiamento del fare insieme, per spronare e riattivare la voglia degli abitanti delle tendopoli alla speranza. Portando anche un altro messaggio, quello della comunità, soprattutto ora che le divergenze tra gli abitanti del posto si accentuano e il vivere in tenda non lascia spazi alla vita familiare”.



a cura dell’inviato SIR a L’Aquila