Germania: mons. Zollitsch (Dbk) in NigeriaRafforzare l’impegno nell’ambito della Chiesa universale e per sostenere la Chiesa locale: questa la finalità del viaggio che mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), compirà dal 26 agosto al 5 settembre in Nigeria. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale tedesca sono stati annunciati colloqui con rappresentanti della Chiesa, politici e personalità della società civile e rappresentanti di altri religioni, in cui verranno discusse le sfide che la Chiesa deve affrontare a causa del crescente fondamentalismo religioso, per superare l’ingiustizia sociale e valutare l’impegno della Chiesa nel’attività per la pace. Mons. Zollitsch farà visita alla parte sudorientale della Nigeria, tradizionalmente di matrice cristiana, in cui la Chiesa e l’intera società sono chiamate a rispondere ad un fondamentalismo crescente da parte delle Chiese pentecostali. Nelle diocesi settentrionali del Paese, invece, i cristiani costituiscono una minoranza in un’area a maggioranza islamica, e si verificano spesso scontri tra i fedeli delle due religioni. Il viaggio del Presidente della conferenza episcopale tedesca rappresenta anche un’occasione per approfondire le buone relazioni con la Chiesa locale nigeriana. Allo stesso tempo, la Chiesa cattolica tedesca intende sostenere l’impegno ecclesiastico per costruire una società senza violenza. L’ultima visita di un presidente di Dbk in Africa risale al 1995, quando il card. Karl Lehmann si recò in Burkina Faso. Austria: un centro internazionale per il dialogoL’istituzione a breve di un “Centro internazionale per il dialogo interreligioso” è il risultato principale del convegno “World Conference on Dialogue” svoltosi a Vienna nei giorni scorsi. L’incontro rappresentava la prosecuzione del Dialogo di Madrid delle Religioni, nato dall’iniziativa del Re saudita Abdullah e ha visto la partecipazione di 40 rappresentanti religiosi di tutto il mondo, tra cui il Rabbino Marc Schneider (segretario generale del Congresso ebraico mondiale), mons. Khaled Akasheh (Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso), Mehmet Görmez (Vicepresidente dell’Ufficio turco per le religioni), il metropolita ortodosso di Parigi Emmanuel (Adamakis) e Guirgis Ibrahim Saleh (segretario generale del Consiglio per le Chiese del Vicino oriente). La libertà di religione, i diritti umani, il rispetto della dignità umana in una società pluralistica, la responsabilità per la conservazione del creato, il ruolo crescente di donne e giovani nel dialogo interreligioso e il dialogo religioso come strumento per la creazione della pace sono alcuni tra i temi affrontati nel corso del convegno. Tra i partecipanti era presente anche Martin Rupprecht, responsabile dell’Ufficio di contatto dell’Arcidiocesi di Vienna per l’incontro cristiano-islamico, che rappresentava l’arcidiocesi. Come riferito dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, Rupprecht ha dichiarato che dalla conferenza è emersa “la buona volontà di tutti i partecipanti” ma anche “deficit nella conoscenza nei confronti dell’altro”. “Il problema principale del dialogo interreligioso consiste nel fatto che sappiamo troppo poco dell’altro”. Pertanto, sebbene l’iniziativa di dialogo promossa da Re Abdullah sia lodevole, “in considerazione dei prossimi convegni occorrerà una strutturazione più chiara e un maggiore orientamento agli obiettivi”.Francia: 2000 studenti in Terra Santa2000 studenti e venti vescovi da quasi tutte le diocesi francesi sono partiti il 21 luglio per la Terra Santa dove saranno in pellegrinaggio fino al 31 luglio. La seconda edizione di “Aux sources” (alle sorgenti), il pellegrinaggio per i giovani promosso dalla Conferenza episcopale francese (Cef), condurrà i partecipanti, in gran parte studenti universitari, “all’incontro con coetanei delle altre diocesi, con le comunità cristiane di Terra Santa ma soprattutto con la Parola di Dio annunciata da luoghi che attraversano difficoltà ma che sono pieni di speranza”. Per mons. Benoit Rivière, vescovo d’Autun e presidente del Consiglio per la pastorale giovanile della Cef “questo pellegrinaggio permetterà ai giovani di vivere una fondante esperienza di fede. Teniamo molto a questa iniziativa – spiega il presule – e vogliamo che sia un incontro con le comunità ecclesiali locali”. Da qui la scelta dell’organizzazione di chiedere ospitalità ed alloggio alle famiglie e alle parrocchie. “La speranza è che la pastorale universitaria possa da questa esperienza trarre impulso e nuovo slancio. Non si tratta solo di partire con il gruppo che si conosce ma di fare una esperienza di Chiesa riuniti sotto il ministero episcopale”. Il programma del viaggio prevede oltre alla visita di tutti i principali luoghi santi anche incontri alle università di Betlemme e di Gerusalemme ed una celebrazione comune con il patriarca latino di Gerusalemme, Fuad Twal.