Inghilterra: le suore della soffitta 150 anni dopoA 150 anni dalla Messa celebrata, il 19 luglio 1859, dal card. Nicholas Wiseman con le Sorelle della carità nella soffitta della loro prima casa a Londra, lo scorso 19 luglio mons. Vincent Gerard Nichols, arcivescovo metropolita di Westminster e primate della Chiesa di Inghilterra e Galles, ha concelebrato la Messa con centinaia di membri della famiglia vincenziana nel Centro San Vincenzo a Westminster. Nel corso della sua omelia padre Fergus Kelly ha rammentato le difficoltà incontrate dalle suore appena giunte a Londra. “Allora – ha spiegato – vi era un fortissimo pregiudizio anticattolico, antirlandese e antifrancese. Appena dieci anni prima era stata restaurata la gerarchia cattolica e i membri del Parlamento erano molto preoccupati per la crescente libertà accordata ai cattolici. Per questo nel 1851 avevano approvato la Legge sui titoli ecclesiastici, che proibiva ai vescovi della Chiesa cattolica di aspirare agli stessi vescovati della Chiesa di Inghilterra”. Rispondendo al timore diffuso che i cattolici volessero assumere il controllo della storica abbazia, padre Kelly ha ricordato che in quella occasione il card. Wiseman “ha assicurato di non avere alcun interesse per quello splendido edificio”. Ciò che invece desiderava a Westminster, ha precisato. “era l’innumerevole povera gente che viveva in condizioni di squallore e miseria disperati nel labirinto di vicoli e cortili” intorno all’abbazia. Iniziando da una piccola casa, le Sorelle della carità hanno dato vita negli anni a oltre 50 iniziative nella capitale britannica, tra scuole, ostelli, ospedali e istituti per orfani. Un impegno che prosegue anche oggi a Londra e in tutto il Regno Unito. Il loro centro principale, a Carlisle Place, offre ogni anno cibo, indumenti, cure mediche, riparo, sostegno e consulenze a diverse migliaia di persone senza fissa dimora ed è attualmente il più importante progetto per homeless di tutto il Paese. “La prima superiora, suor Marie Chatelaine – ha concluso mons. Nichols – al suo arrivo ha subito urla ostili e lanci di pietre. Quando è morta, 46 anni dopo, al passaggio del suo carro funebre lungo le strade verso la chiesa, folle numerose uscivano per renderle omaggio”. Spagna: aborto, come se l’uomo non esistesse?”Il disegno di legge (ddl) che liberalizzerà ancora di più l’aborto appartiene alla cultura di morte e così rappresenta il massimo contrario dell’antropologia cristiana”. Lo ha detto l’arcivescovo di Valencia, mons. Carlos Osoro, intervenendo ai corsi estivi dell’Università “Rey Juan Carlos” ad Aranjuez. “La Chiesa – ha chiarito il presule – non fa campagna politica contro alcuno ma propone la cultura della vita”. Questa forma di vita, proposta dalla Chiesa, non è altro che la continuazione del messaggio che ci ha lasciato Gesù: “la difesa della vita, dal concepimento alla morte”. “Gesù Cristo – ha ribadito l’arcivescovo – è venuto a questo mondo per darci e regalarci la vita. Perciò è di incredibile modernità presentare la concezione cristiana della vita”. Secondo mons. Osoro, “pensare e vivere come se Dio non esistesse, prima o poi ci porterà a vivere come se l’uomo non esistesse”. Dell’antropologia cristiana, ha continuato il presule, si parla nelle encicliche del Papa, “Deus caritas est” e “Caritas in Veritate”, e si tratta di una “antropologia dell’amore”. Precisamente, assumere come fondamento l’amore è una “pedagogia che sconvolge tutti i ragionamenti umani e tutte le logiche di questo mondo”, ha sottolineato l’arcivescovo.Italia: nel 2010 i “testimoni digitali””Testimoni digitali per i nuovi media” sarà il tema della seconda edizione di “Parabole mediatiche”, convegno sulle comunicazioni che la Conferenza episcopale italiana ha fissato a Roma dal 22 al 24 aprile 2010, a otto anni dal primo incontro tenutosi nel 2002, vera pietra miliare dell’impegno della Chiesa italiana rispetto al mondo della comunicazione. L’appuntamento vedrà in dialogo gli operatori di quelle “innumerevoli risorse comunicative capillarmente diffuse in tutto il territorio con l’invidiabile network cattolico del nostro Paese: Avvenire, Tv-Sat2000, Radio-inBlù, Agenzia-Sir…)”, afferma mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, secondo il quale “sarà un’occasione per intessere relazioni e, in un’ottica più ampia, fare rete”. “Anche la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), che raccoglie i 185 settimanali diocesani, circa un milione di copie ogni settimana, s’impegnerà a fondo per la riuscita del convegno e per parteciparvi da protagonista”, commenta il suo presidente, don Giorgio Zucchelli. Le testate diocesane sono dotate, per la stragrande maggioranza, di un sito Internet; alcune “sono esclusivamente on-line e molti siti collaborano con la radio della propria diocesi. In molti siti cattolici vi è il rullo delle notizie flash quotidiane del Sir, l’agenzia nata dal seno della Fisc e promossa dalla Cei.