INCENDI

L’armonia spezzata

Tra l’uomo e la natura

Ancora una volta gli incendi spezzano l’armonia tra l’uomo e la natura, che faticosamente siamo chiamati a ri-creare. L’uomo stesso ne è vittima (atrocemente, come nel caso delle due persone in Sardegna), ma in qualche modo anche responsabile, quando provoca con la sua mano incendiaria queste calamità o, più in generale, quando "dimentica" di lavorare per la salvaguardia del creato. Purtroppo, e con tristezza, dobbiamo dire che non mancano segnali di una crisi che non è solo ecologica ma, come amava ripetere Giovanni Paolo II, anche morale e spirituale.
I credenti possiedono una certezza: "Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse" (Genesi 2,15). Essi sono certi che la descrizione dell’uomo che vive in un giardino, più che appartenere al passato, è il sogno creatore di Dio ogni volta che "guarda" la terra. Ieri, oggi e sempre. Dio ama ri-creare continuamente questo ambiente, dove la grandezza dell’uomo ha bisogno della bellezza della natura. Il peccato, il peccato di sempre, è il tradimento di questa volontà di Dio, con la conseguente disarmonia tra uomo e uomo e tra uomo e natura.
Come non pensare, osservando la tragica cronaca quotidiana, quanto sia urgente la conversione dell’uomo a un impegno determinante per il presente e per il futuro: quello di ricomporre il più possibile la pienezza di vita descritta nelle pagine iniziali della Bibbia. Una pienezza violata fin dall’origine e oggi minacciata sempre di più da scelte irresponsabili.
In questo senso il contributo dei credenti non può essere semplicemente teorico. Sensibilizzare per i cattolici significa prima di tutto formare. Le nuove generazioni vanno coinvolte in percorsi educativi "a misura d’ambiente" che – anche nelle parrocchie – meritano più spazio e maggiore risonanza. Si può contribuire al futuro del mondo anche con una lettura critica della vita di oggi, evidenziandone gli attentati alla sua dignità e ai suoi fondamentali principi. Anche per questo, la crisi morale e spirituale dell’uomo è ben rappresentata da temi ecologici.
La bellezza della natura, voluta dal creatore, merita che anche l’estate diventi un’occasione per un incontro pacificato tra l’uomo e l’ambiente. Se questo, talvolta, rimane solo un auspicio è perché non mancano – purtroppo – comportamenti singoli e di gruppo che vanno in tutt’altra direzione. Facile fare riferimento al dramma degli incendi, ma non mancano molti altri atteggiamenti che stonano sensibilmente con il rispetto della natura.
Non sono pochi, infatti, quelli che mandano in "vacanza" durante l’estate, perfino il buon senso, inquinando e violentando gli stessi luoghi che hanno scelto proprio per la loro bellezza! Alla possibile ammirazione sostituiscono l’irriverenza, e al posto dei piedi discreti del viandante preferiscono quelli teppistici, resi famosi da Attila.
Umanizzare la natura, renderla più adatta al cuore e ai passi dell’uomo, è un compito urgente del nostro tempo. Quando lasciamo che sia lo stupore a guidare i nostri percorsi, la natura – più che da consumare – può diventare il palcoscenico in cui brindare alla vita.

Antonello Mura
direttore "Dialogo" (Alghero-Bosa)