ABRUZZO

Tornino i giovani ” “

L’oratorio dei salesiani a L’Aquila ” “

“Sono i giovani a dover ricostruire L’Aquila, perché sono loro il futuro della città”. Una frase pronunciata più volte in questi mesi da politici, associazioni e dalla stessa diocesi aquilana. Ma a tre mesi dal sisma molti giovani sono ancora lontani, sparsi per l’Abruzzo, negli alberghi, nei residence o nelle seconde case. “I giovani rimasti a L’Aquila sono pochi – spiega don Flaviano D’Ercoli, salesiano – la maggior parte è sulla costa. È comprensibile che in molti abbiano sentito l’esigenza di staccare dopo lo shock e la paura delle continue scosse o, semplicemente, sono stati costretti a partire per seguire la famiglia. Ora, però, non ha più senso stare lontano. I problemi certamente ci sono e sono molti, ma non è stando lontani che si risolvono. Ai giovani vogliamo dire di tornare, di venire a confrontarsi con noi e con gli altri ragazzi per vedere come risolverli insieme e ripartire”. È questo l’appello lanciato da don Flaviano che insieme ad alcuni confratelli è arrivato a L’Aquila alla fine di maggio con una missione: far rivivere l’oratorio salesiano dopo che tutte le strutture della congregazione, tra cui anche l’oratorio, erano state distrutte dal sisma.

Un nuovo oratorio per L’Aquila. Sulla scia di questa convinzione i Salesiani hanno iniziato a lavorare per cercare di creare uno spazio che potesse diventare un punto di riferimento per i giovani. Hanno individuato una zona a ridosso del centro storico, il parco “Baden Powell” (il fondatore dello scoutismo) e lì hanno iniziato le loro attività. Sono bastate alcune tende, di cui una adibita a chiesa, un palco, un campo da pallavolo e uno da calcio per trasformare il parco in un oratorio. O quasi, perché mancavano i bambini e i ragazzi che lentamente, settimana dopo settimana sono arrivati. “I primi tempi sono stati duri – continua don D’Ercoli – perché è difficile portare i ragazzi fuori dalle tendopoli ma le cose stanno migliorando soprattutto grazie al rapporto che si è creato con le famiglie”. Sono proprio alcune mamme a gestire la cucina che è stata montata in un modulo prefabbricato all’ingresso del parco che sorge nel cuore di una delle zone più popolose della città ma che ora è quasi totalmente disabitata. Oggi sono circa settanta i bambini e ragazzi che ogni giorno frequentano le attività di animazione e formazione. Un numero che continua ad aumentare.
“Abbiamo deciso di creare questo spazio fuori dalle tendopoli – spiega don D’Ercoli – proprio perché vogliamo far uscire le persone da questi luoghi, dove si finisce per essere assuefatti in una realtà dove tutto è provvisorio, come sospeso. Abbiamo voluto offrire, invece, un punto di riferimento che possa rappresentare un elemento di continuità per i giovani, anche nel futuro. Una realtà che vada oltre settembre e l’esperienze delle tendopoli, rappresentando un punto di appoggio sicuro per i giovani aquilani. Torno a ripeterlo: i giovani devono capire che è la loro città, se non si rimboccano loro le mani chi lo farà?”.

Tornare a ritrovarsi. Questa è la sfida: tornare a dare vita ad una città in parte che, dopo il tramonto, finisce per precipitare in una calma irreale. Come hanno fatto la sera del 25 luglio, con una festa organizzata per inaugurare ufficialmente l’oratorio. Musica, giochi e soprattutto voglia di stare insieme hanno segnato una serata significativa per la città. Un piccolo segno di rinascita a cui hanno partecipato i giovani arrivati a L’Aquila dagli oratori salesiani di tutta Italia per svolgere un servizio di animazione ma soprattutto i bambini e i ragazzi aquilani. Perché anche tra i giovani del capoluogo c’è chi ha iniziato a lavorare rimboccandosi le maniche fin dalle prime ore del sisma, a servizio delle proprie comunità e della popolazione. Per cercare di coordinare le iniziative cittadine questa settimana partirà una collaborazione tra l’oratorio salesiano e il “Grest” organizzato nella parrocchia di San Francesco a Pettino dalle delegazioni Caritas Umbria e Piemonte-Valle D’Aosta. “Stiamo pensando – conclude il sacerdote salesiano – insieme alle varie realtà che si stanno impegnando con i giovani, alla possibilità di organizzare un grande incontro, un momento in cui richiamarli a L’Aquila magari in concomitanza con la prossima Perdonanza, alla fine d’agosto. Uno stimolo per farli tornare a riunirsi”.



dall’inviato SIR a L’Aquila