SIMPOSI ROSMINIANI
Un corso in collaborazione con il “Progetto culturale”
Sarà dedicato all’urgenza dell’educazione il decimo corso dei "Simposi rosminiani", che si tiene a Stresa, Colle Rosmini, dal 26 al 29 agosto. Il corso è organizzato dal Centro internazionale di studi rosminiani con la collaborazione del Progetto culturale della Conferenza episcopale italiana. Sono previsti circa 200 partecipanti tra italiani e stranieri. Per i giovani laureati e laureandi interessati al tema il Centro rosminiano mette a disposizione 50 borse di studio. Saranno messi a fuoco i temi caldi attuali della coscienza educativa a vasto raggio: televisione, giornali, economia, famiglia, scuola, tecnologia. Si rifletterà sulle sfide cui andare incontro e sulle proposte per ridare alla formazione la dignità che merita. La prolusione è affidata ad Ettore Bernabei, mentre Umberto Muratore trarrà le conclusioni. Tra gli altri relatori, Simone D’Agostino, Gianni Picenardi, Giorgio Campanini, Luciano Corradini, Roberto Mario Radice, Giorgio Chiosso, Fulvio De Giorgi, Giuseppe Longo, Italo Fiorin, Gianfranco Fabi, Giuseppe Goisis, Rachele Lanfranchi, Samuele Francesco Tadini, Markus Krienke, Giulio Nocerino.
La necessità di un risveglio. Questo decimo corso, dal titolo "Educare: come? Unità dell’educazione, libertà d’insegnamento, carità intellettuale", si propone di contribuire "al risveglio della coscienza educativa, in una cultura, quale quella occidentale contemporanea, in cui il dovere di formare la persona umana sembra subire un vistoso declino". Lo spiega padre Umberto Muratore, direttore del Centro internazionale di studi rosminiani. "Ci troviamo di fronte a genitori, insegnanti, giornalisti prosegue il rosminiano che non hanno più il coraggio di educare quasi che fosse una partita ormai persa, con un atteggiamento conseguente di rassegnazione e senso di frustrazione. Con il corso vorremmo, accogliendo anche in questo senso la proposta della Cei e del Papa, cambiare questa tendenza e rilanciare la missione educativa". Quando si parla di educazione, "ci rifacciamo evidenzia il direttore del Centro alla dizione rosminiana che prende a sua volta le mosse da Platone: l’educazione come educazione per l’umanità, quindi, come la chiamava Platone, pedagogia per l’umanità. Tutti reciprocamente abbiamo bisogno di educazione". Secondo padre Muratore, "in tutti i campi bisogna analizzare le cause per cui siamo arrivati a questo fenomeno del declino educativo e attraverso le giornate del corso dei Simposi rosminiani poter trovare delle possibili prospettive alternative in modo da dare una scossa a questa palude educativa acquistando una voglia di riscatto, con la coscienza di doverlo fare".
Il pericolo del nichilismo. Ma quali sono le maggiori difficoltà? "Al fondo di tutto risponde padre Muratore sta il clima di nichilismo, che ormai è diventato non una filosofia, ma addirittura una pratica di vita che è molto più pericolosa. Non a caso il Papa continua a segnalare i rischi che esso comporta. Il nichilismo incide anche sull’educazione, attraverso la quale si dovrebbe trasmettere ai giovani i valori delle generazioni passate: infatti, se il nichilismo ci dice che non possiamo sapere cosa è bene e cosa è male, cosa è vero e cosa è falso, allora casca la fiducia di poter insegnare qualcosa a chi viene dopo". "Certo ammette il direttore del Centro i ragazzi sulle tecnologie sanno molto più di noi, ma quando noi parliamo di educazione ci riferiamo ai valori. Essi sono spirituali: se rinunciamo al tessuto etico e spirituale che sta al fondo di ogni cosa, allora vengono a mancare all’educazione tutti gli appigli su cui poter poi elaborare le sue teorie. Noi vogliamo far vedere che all’interno dell’uomo questi beni interiori ci sono, quindi invitare la gente a recuperare l’energia educativa".
Non scoraggiarsi di fronte alle sfide. Importante attingere all’insegnamento di Rosmini sull’educazione. "Rosmini chiarisce padre Muratore ci insegna innanzitutto che per ciò che riguarda il bene dell’uomo non bisogna scoraggiarsi mai qualunque sia la sfida. Oggi l’educazione viene sfidata nel suo cuore ma non bisogna arrendersi perché c’è sempre la Provvidenza che va avanti e le sfide possono diventare anche occasione di purificazione e di fare un passo avanti verso quella costruzione del Regno di Dio verso cui l’umanità va sempre. Una speranza che non è un’illusione, ma è fondata sulla ragione umana, su cui ci si può basare, non è un inganno in cui ci rifuggiamo per sperare contro ogni altra speranza". Alla fine della prima giornata del corso a tutti i partecipanti sarà fatto dono degli "Scritti pedagogici" di Antonio Rosmini, un volume di quasi 1.000 pagine che raccoglie tutti gli scritti di Rosmini sull’argomento e che è stato ristampato in edizione anastatica grazie al contributo della Fondazione CRT.
Scheda
I "Simposi rosminiani" nascono nell’anno 2000 come continuazione della "Cattedra Rosmini", la quale, fondata da Michele Federico Sciacca nel 1967, ha svolto il compito affidatole di riportare la voce di Rosmini nel dialogo intellettuale del pensiero contemporaneo. Essi si propongono di passare ad una nuova fase, vale a dire di offrire a quelli che Rosmini chiama "amici della verità" e promotori di "carità intellettuale" un luogo, in cui poter approfondire, in piena libertà di spirito e con rispetto delle diversità, la soluzione dei problemi urgenti che si affacciano sul terzo millennio.