UE

Come sta la scuola?

Rapporto della Commissione sull’educazione in 31 Stati

Le trasformazioni demografiche influenzano la scuola primaria; aumenta la percentuale di giovani che frequenta le scuole superiori e l’università; crescono in Europa i margini di autonomia dei singoli istituti. Tali indicazioni emergono dal recente Rapporto sull’educazione scolastica nell’Unione europea stilato dalla Commissione. Formazione e coesione sociale. Il Rapporto, realizzato nei 27 Stati Ue più Turchia, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, si basa su 121 indicatori-chiave. Nel presentare la ricerca, il commissario all’istruzione Jan Figel’ ha sottolineato “le sfide che dovremo affrontare in futuro”, fra cui la possibile diminuzione dei bambini in età scolare dovuto all’invecchiamento demografico e, allo stesso tempo, il prevedibile e “massiccio” pensionamento di insegnanti anziani. Figel’ ha d’altro canto aggiunto: “La formazione permanente sta diventando una realtà e costituisce un fattore essenziale di coesione sociale” e uno strumento orientato allo sviluppo economico. Meno bambini fra i banchi? Il primo messaggio che traspare dal Rapporto, realizzato in collaborazione con la rete Eurydice (www.Eurydice.org), è collegato proprio alle proiezioni dei dati demografici, i quali “indicano una contrazione della popolazione in età scolare” nella scuola materna e primaria in parallelo a una possibile penuria di insegnanti che potrebbero lasciare nei prossimi anni il lavoro per raggiunti limiti pensionabili. Ne segue una riflessione: “Benché tali tendenze esprimano una sfida ai sistemi educativi, al contempo rappresentano l’occasione per modernizzare e aggiornare tali sistemi, rendendoli più efficaci e centrati sulla qualità” del servizio.Cresce l’istruzione superiore. Il secondo nodo è legato al fatto che “l’allungamento della scolarità obbligatoria richiederà un aumento delle classi nell’insegnamento superiore”. Oggi infatti “la frequenza obbligatoria dura 9 o 10 anni nella maggioranza dei paesi”; ma un bambino che oggi ha 5 anni resterà verosimilmente fino a 17 anni nell’ambiente dell’istruzione. E la tendenza media è in crescita”. In certi paesi, sottolinea il Rapporto, “sono state realizzate delle riforme tendenti a ridurre il tasso di abbandono”, come nei Paesi Bassi. In generale, “il numero di studenti delle superiori non ha cessato di diminuire dal 1998 e ha ora superato i 18 milioni, ovvero un aumento del 25%” negli ultimi anni. Ciò richiederà un adeguamento del servizio proposto attualmente.Più autonomia e qualità. Il terzo punto da tener presente nel futuro dell’istruzione dei 27 Stati comunitari riguarda il fatto che agli istituti sono assegnati – pur con notevoli differenze nazionali – margini crescenti di autonomia mentre vengono concretizzate di pari passo misure tendenti a valutare con sistematicità i programmi, i risultati, il personale docente. “Si può affermare – secondo il Rapporto Ue – che, a partire dall’anno 2000, le mentalità sono evolute nel campo dell’insegnamento europeo per quanto riguarda la qualità”, ma “permangono differenze nelle politiche e nelle pratiche relative alla pubblicazione dei risultati degli studi”. Nel documento figurano altre osservazioni in vari ambiti: varietà dell’offerta scolastica; quali paesi spendono di più pro-capite per l’istruzione; quante ore di lavoro sono tenuti a svolgere gli insegnanti in ogni nazione; a quanto ammontano in ogni paese le tasse di iscrizione all’università.Unione europea, istruzione on-line. “Benvenuti all’angolo degli insegnanti, portale che presenta un ricco campionario di materiale didattico sull’Europa”. L’Ue propone a partire dal portale europa.eu oppure all’indirizzo www.europa.eu/teachers-corner, uno spazio internet interamente dedicato a chi ha compiti educativi nelle scuole di ogni ordine. Il materiale è prodotto da varie istituzioni europee “per informare i giovani sull’Unione europea e le sue politiche”. Vengono resi disponibili opuscoli, libri, mappe, immagini e manifesti (tutti scaricabili gratuitamente), i quali spiegano “cos’è e cosa fa l’Ue: vengono infatti trattati diversi argomenti e problemi della società di oggi, ad esempio cosa possiamo fare per proteggere l’ambiente, come vivere insieme in un mondo di pace”. I documenti sono pensati per preparare le lezioni oppure per fornire informazioni concrete sulla storia o la cittadinanza europea o su altri argomenti specifici. Ad esempio per i bambini fino a 9 anni è disponibile l’opuscolo “Unita nella diversità”, che presenta la diversità e varietà dell’Ue (culture, popoli, patrimonio artistico, natura, moneta…). L’Ue fornisce altre fonti e materiali on-line in campo educativo. Per insegnanti e bambini è disponibile l’indirizzo europa.eu/europago. Per i giovani, invece, abbondanti informazioni su ciò che occorre sapere per studiare in un altro paese, si trovano in europa.eu/youth. Il programma Ue che si occupa di istruzione, dalla materna alla superiore, è invece Comenius. Le informazioni sui progetti europei per l’educazione sono all’indirizzo http://ec.europa.eu/education.