Inghilterra: troppi giovani in prigione ingiustamente”Sono troppi i giovani rinchiusi ingiustamente in prigione”. Danny Curtin, presidente nazionale del movimento dei giovani lavoratori cristiani britannico, commenta a SIR Europa il rapporto pubblicato dalla charity che si occupa di minori, “Barnardo”, secondo cui oltre un terzo dei ragazzi tra i 12 e i 14 anni viene rinchiuso in prigione ingiustamente. Le linee guida che dovrebbero essere seguite dai tribunali prevedono, invece, che chi ha meno di 14 anni dovrebbe essere condannato solo in casi estremi. Per la charity questa situazione è “una tragedia” e uno “spreco di denaro pubblico”: nel giro di un anno, infatti, saranno 170 i giovani che in Inghilterra e Galles finiranno dietro le sbarre senza meritarlo mentre fino a dieci anni fa sarebbe stato illegale mandare in prigione un ragazzo di questa età a meno che avesse commesso un crimine grave. “Dobbiamo aiutare i giovani che violano la legge – spiega Curtin – in Gran Bretagna esiste in ogni città uno ‘youth worker’ che si occupa dei più giovani e toccherebbe a lui promuovere progetti efficaci che migliorino i rapporti all’interno della comunità locale. Occorre aiutare i giovani a capire le conseguenze delle loro azioni, per esempio, facendo incontrare loro detenuti anziani che spieghino le conseguenze che il crimine commesso ha avuto sulla loro vita”.Grecia: cimitero cattolico profanato a Creta”Rispettate la memoria dei morti”: è il monito che l’arcivescovo di Syros, Santorini e Creta, mons. Francesco Papamanolis, lancia agli ignoti autori degli atti vandalici compiuti nei giorni scorsi al cimitero cattolico di Chanià a Creta. È la quarta volta che nel camposanto vengono profanate tombe, spezzate croci e distrutte iscrizioni tombali. In passato (2005 e 2007), afferma il presule, “i danneggiamenti sono stati attribuiti a ignoti drogati, a quanto pare, però, andrebbero attribuiti a persone che vorrebbero allontanare o far scomparire il cimitero cattolico da Chanià. A tutti diciamo: rispettate la memoria dei morti”. “Due anni fa – aggiunge Papamanolis – era accaduto qualcosa di simile al Cimitero ortodosso di Costantinopoli e il nostro Governo lo aveva trasformato in problema nazionale. Ma quando le due volte precedenti il nostro Cimitero a Chanià è stato danneggiato da sacrileghi tutte le Autorità sono rimaste inerti, hanno coperto con il silenzio il problema e non hanno fatto niente per riparare l’oltraggio alla memoria dei morti, e nemmeno ci hanno aiutato per la reintegrazione dei danni. Le ossa dei cristiani cattolici non si meritano lo stesso rispetto delle ossa dei fratelli ortodossi?”. “Chiediamo ai Ministeri della Giustizia e dell’Ordine Pubblico di proteggerci perché le ingiustizie che subiamo, come Chiesa Cattolica, specie a Creta, si moltiplicano”.Scozia: atto di compassione il rilascio di al-MegrahiL’arcivescovo di Glasgow, Mario Conti, è intervenuto nel dibattito sul rilascio del responsabile dell’attentato di Lockerbie che ha suscitato molte polemiche affermando di “aver ammirato la decisione di liberare Abdelbaset al-Megrahi per ragioni di compassione”. “Io e molti altri nella comunità cattolica – afferma in una nota il presule – abbiamo ammirato la decisione di liberarlo per motivi di compassione che è, dopo tutto, uno dei principi ispiratori del parlamento scozzese secondo il quale il governo dovrebbe operare”. “Dimostrare compassione in qualsiasi situazione non è un segno di debolezza. Al contrario, in questa situazione, con le pressioni e le circostanze del caso, mi è sembrato un segno evidente di forza”, scrive Conti, “benché vi siano voci contrarie sono convinto che sia una decisione che sarà fonte di soddisfazione per molti scozzesi e che verrà rispettata nella comunità internazionale”. “Sono stato colpito dalle espressioni di comprensione da parte di Jim Swire e di altri parenti che hanno perso familiari sul volo della Pan Am – conclude – che hanno riconosciuto che si tratta di un gesto di compassione giusto e hanno ammesso di avere dubbi sul fatto che la condanna ai tempi fosse stata una decisione giusta”. Spagna: gesuiti europei a convegnoSi è aperto il 25 agosto a Granada (Spagna) il “Congresso Eurojess” 2009, promosso dai gesuiti europei impegnati nel sociale e incentrato sul tema “Popolazioni musulmane nelle società europee”. L’appuntamento si inserisce nelle iniziative intraprese dai gesuiti europei per far fronte alle sfide generate dall’aumento dei musulmani nel Vecchio Continente. Non è casuale la scelta della sede del congresso, Granada, cuore dell’ultimo regno musulmano nell’Europa occidentale, riconquistato dai re cattolici nel 1492. Una presenza antica, quella di fedeli islamici a Granada, e più in generale in Andalusia, che continua nell’attualità anche a causa del fenomeno migratorio. L’incontro offrirà spazio per riflessioni, dibattiti, incontri e visite culturali a Granada e a Córdoba. Nella prima giornata, le relazioni inquadreranno la tematica centrale dal punto di vista demografico e saranno integrate da testimonianze su esperienze di lavoro tra i musulmani presenti in Europa e in Andalusia; si proseguirà, il 27, con un dibattito sull’impatto delle democrazie europee sulle comunità musulmane e a presentare le politiche nazionali e locali di integrazione dei gruppi islamici. Il 28 agosto si parlerà delle possibilità di azione per le istituzioni gesuite e di progetti in corso che lasciano intravedere segni di speranza nel dialogo e nell’amicizia tra cattolici e musulmani.