MARCHE

Dopo una vita per gli altri

Accordo con la Conferenza episcopale per assistere i sacerdoti anziani

Governo regionale e Regione ecclesiastica Marche hanno definito uno specifico Accordo per il sostegno e l’assistenza ai sacerdoti anziani non autosufficienti, sottoscritto il 1° settembre dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca, e dall’arcivescovo di Fermo e presidente della Conferenza episcopale marchigiana (Cem), mons. Luigi Conti. “Tutti i nostri anziani – ha dichiarato Spacca – meritano di essere ripagati per il grande contributo che hanno offerto alla crescita della nostra Regione: nessuno, quindi, può essere lasciato solo. Nel percorso di potenziamento e qualificazione dell’assistenza residenziale e domiciliare della Regione s’inserisce anche questo progetto sperimentale condiviso con la Cem: esso offre risposte appropriate a una particolare categoria di non autosufficienti, quali i sacerdoti anziani, promuovendo e garantendo l’assistenza nelle stesse comunità dove sono vissuti, salvaguardando così i legami costruiti nel tempo”.L’Istituto centrale per il sostentamento del clero rileva circa 38.000 sacerdoti diocesani italiani, di cui il 10%, per motivi di età o di salute, non può più esercitare il ministero attivo e necessita di assistenza. Nelle Marche si trovano circa 1.200 sacerdoti: di questi almeno 130 sono in condizione di riduzione parziale o totale dell’autosufficienza. Uno studio della Fondazione Agnelli ha rilevato che l’età media dei sacerdoti diocesani in Italia è ormai di 60 anni e che il record di anzianità appartiene alle Marche, con un’età media pari a 64,2 anni.“Vita agli anni”. “I sacerdoti anziani delle nostre diocesi marchigiane – ha ricordato mons. Conti – appartengono ad una generazione connotata di grande generosità e dedizione. Sono portatori di memoria e, pertanto, di speranza per la trasmissione delle fede e dei valori che ne derivano per le nuove generazioni. Hanno speso e, finché possono, continuano a spendere la loro vita per il popolo di Dio loro affidato. Sono lavoratori infaticabili che non vanno «in pensione» se non quando diventano inabili. Solo in questo caso hanno la grave necessità di fermarsi, di essere assistiti, di ricevere a loro volta qualcosa di quanto hanno dato. Chiedono solo di non essere sradicati dalle loro comunità. Anche ai sacerdoti si vuol consentire non solo di aggiungere anni alla vita ma, soprattutto, vita agli anni”. La distribuzione sul territorio dei sacerdoti anziani che hanno bisogno di assistenza socio-sanitaria permanente, spiega l’arcivescovo, “non consente l’inserimento nel sistema di accoglienza residenziale «ordinario», anche per la loro particolare situazione sociale, affettiva e psicologica. Inoltre appare inappropriata e di difficile attuazione la costruzione di uno specifico e separato sistema di offerta residenziale”. La proposta sperimentale è propedeutica all’inserimento dell’assistenza ai sacerdoti anziani all’interno dell’ordinario sistema regionale dell’offerta socio-sanitaria e socio-assistenziale gestito dall’ambito sociale e dal distretto sanitario. Cura e assistenza. Gli interventi di cura e assistenza previsti nell’Accordo sono principalmente di due tipi: erogazione di servizi in strutture diocesane con posti letto assimilati a residenza protette; cura e assistenza domiciliare integrata e socio-assistenziale. Per quanto riguarda la prima tipologia di interventi verranno identificati – all’interno di seminari, case del clero ed altre strutture residenziali di accoglienza che abbiano le caratteristiche previste per l’autorizzazione delle case di riposo – nuclei di posti letto da utilizzare sperimentalmente come moduli di residenze protette per i sacerdoti anziani presenti; al termine della sperimentazione potranno essere inclusi nella rete assistenziale regionale. Gli interventi di cura e assistenza domiciliare integrata e socio-assistenziale prevedono, invece, un servizio di assistenza domiciliare realizzato nella comunità di appartenenza del sacerdote. Inoltre, sarà possibile sperimentare l'”assegno di cura socio-assistenziale”.Il governo regionale per tale progetto ha previsto uno stanziamento complessivo di 600.000 euro. Quale soggetto gestore e referente istituzionale per l’attuazione degli interventi previsti nell’Accordo viene individuato l’Inrca (Istituto nazionale riposo e cura anziani) per la sua specifica competenza nell’area geriatrica e per la sua funzione di polo nazionale per le problematiche dell’invecchiamento. È previsto, inoltre, un Comitato regionale di indirizzo e coordinamento, con compiti di monitoraggio e valutazione dei progetto. In ogni diocesi, infine, viene costituito un Gruppo di progettazione, con il compito di predisporre i singoli interventi assistenziali in base al fabbisogno rilevato.(02 settembre 2009)