Spagna: “no” ai matrimoni di convenienzaDi fronte all’aumento dei matrimoni di convenienza con cui alcuni stranieri cercano di regolarizzare la propria situazione, la Chiesa in Spagna ha aumentato gli sforzi per evitare queste unioni e annullare quelle che sono state celebrate. Numerosi vescovadi hanno chiesto ai sacerdoti di vigilare in modo particolare sul rispetto delle regole nel matrimonio tra una persona spagnola e una straniera. Il concordato tra la Spagna e la Santa Sede dà riconoscimento civile al matrimonio canonico, e con il matrimonio civile si riducono i termini (da dieci anni a un anno) e i requisiti per ottenere la nazionalità. Quando i parroci individuano qualche irregolarità, si rifiutano di autorizzare la celebrazione del matrimonio e chiedono agli interessati di sposarsi prima civilmente, spiega il delegato per la comunicazione del vescovado di Gerona, Josep Casellas. In alcuni casi, i sacerdoti sono stati tacciati di razzismo e hanno anche ricevuto minacce. Nonostante gli sforzi per evitare queste frodi, alcune persone riescono a celebrare le cosiddette “nozze bianche”, alcune delle quali sono poi scoperte dalla polizia o dalla Chiesa stessa. Nell’ambito del diritto canonico, un tribunale ecclesiastico svolge un’indagine interna e, se si dimostra che non si tratta di veri matrimoni, li dichiara nulli e lo comunica al registro civile. “Non si tratta di sanzionare la stragrande maggioranza degli immigrati”, hanno spiegato all’arcivescovado di Santiago de Compostela, ma di “difendere la dignità dell’immigrato ed evitare l’estorsione da parte di gruppi di pressione”.Francia: 300 giovani al festival “Anuncio” Sono in trecento i cattolici fra i 18 e i 35 anni che hanno partecipato al festival francese “Anuncio”, che si è chiuso il 30 agosto. Nelle località turistiche più note, da Saint-Tropez e Saint-Raphaël a Cannes, da Tolosa a Lione, da Marsiglia e Parigi, hanno organizzato concerti, dibattiti, mostre, veglie di preghiera. L’obiettivo è stato annunciare ai turisti la buona novella. Il via ufficiale alla missione è stato dato a Sainte-Baume (località in cui, secondo la tradizione provenzale, avrebbe vissuto Maria Maddalena) dal vescovo di Fréjus-Toulon, mons. Dominique Rey, della Communauté de l’Emmanuel, una delle comunità religiose che hanno organizzato l’evento. L’anno scorso i luoghi erano quattro e i partecipanti 250. Anche l’arcivescovo di Lione, il card. Philippe Barbarin, e il vescovo ausiliare di Parigi, mons. Jean-Yves Nahmias, hanno dato il loro sostegno. La chiusura si è svolta sulla collina parigina di Montmartre, dove, attorno alla basilica del Sacro Cuore, sorge per l’occasione un villaggio di tende. Ieri pomeriggio c’è stata una grande preghiera comunitaria. “Questi giovani sono un segno magnifico – ha detto mons. Rey – e vanno incoraggiati. Per manifestare la propria fede, bisogna viverla”. Il festival, ha spiegato il presule, è “un’emanazione e una grazia delle Giornate mondiali della gioventù”. Italia: il pellegrinaggio dei tre popoliSi è svolto quest’anno ad Udine (in Italia) il Pellegrinaggio dei Tre Popoli: 1.500 friulani, carinziani, sloveni sono stati accompagnati da 7 vescovi al santuario mariano della “Madonna delle Grazie” per l’annuale appuntamento ai piedi della Madonna. È in questa chiesa che dal gennaio scorso in molti si riunirono in preghiera per Eluana Englaro, la donna italiana la cui morte per fame e per sete autorizzata dal padre dopo 17 anni di coma ha fatto discutere l’Italia sullo scottante tema dell’eutanasia. Con l’arcivescovo di Udine, mons. Pietro Brollo, hanno concelebrato l’arcivescovo di Lubiana, Alojzij Uran, e i vescovi Alois Schwarz, di Gurk-Klagenfurt, Glavan di Novo Mesto, Pirih di Capodistria con il suo ausiliare Bizjak, decine di sacerdoti e religiosi delle tre diocesi che da una trentina d’anni si incontrano per pregare insieme. “È vera luce e gioia profonda scoprire che non sei frutto del caso – ha detto nell’omelia, mons. Brollo – ma che anche per te c’è stata una vocazione, una chiamata alla vita e, quindi, c’è qualcuno che ti ha amato prima ancora che tu nascessi e ti ha formato nelle viscere materne e ti accompagna nel viaggio della vita”. “Scoprire le proprie radici – ha affermato ancora Brollo -, prendere coscienza che non è il caso che ti ha chiamato all’esistenza, ma un Padre che da sempre ti ha amato”. Durante il pellegrinaggio – arrivato alla ventisettesima edizione – si è pregato e cantato in friulano, italiano, sloveno, tedesco e latino. Aprendo la cerimonia, mons. Uran ha ricordato i tre popoli come tre grandi famiglie, non hanno dimenticato le traversie che hanno patito (le guerre comprese) ed ha invitato a far maturare “nuovi rapporti reciproci”. Soprattutto per dare “gambe più solide all’Europa”. Un concetto, questo, che ha sottolineato anche mons. Schwarz, sollecitando in particolare un sussulto da parte dei cristiani e dei cattolici per un’Europa da “consolidare in umanità anche rispetto all’accoglienza degli immigrati”. Il prossimo Pellegrinaggio dei tre popoli si terrà il 21 agosto 2010 sul Worther see in Carinzia.