ITALIA

Un attacco alla libertà

La vicenda del direttore di “Avvenire” e le reazioni di solidarietà

“Un fatto disgustoso e molto grave”. Così il presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, ha definito l’attacco rivolto al direttore del quotidiano di ispirazione cattolica “Avvenire”, Dino Boffo, da “Il Giornale”, quotidiano di proprietà del fratello del premier Berlusconi e diretto da Vittorio Feltri. Con il card. Bagnasco, si è levato in questi giorni un coro di solidarietà e attestazioni di stima per il direttore Boffo, che nei mesi estivi aveva portato avanti con il suo quotidiano una serie di commenti critici all’operato del premier Berlusconi, dal tema della immigrazione alla questione morale. L’attacco de “Il Giornale” appare venerdì 28 agosto con la pubblicazione di un documento che riporta il decreto penale del Tribunale di Terni (2004) in cui si affermava che Dino Boffo avrebbe patteggiato con un’ammenda un atto di violenza commesso nei confronti di una donna. A fianco del documento, il Giornale ha anche reso nota una nota “informativa” anonima sui comportamenti del direttore Boffo, che era stata spedita sulle scrivanie di tutti i vescovi italiani. Sulla origine e veridicità di quella nota, è stata aperta una inchiesta.La stima della Conferenza episcopale italiana. “Rinnovo – ha detto il presidente della Cei, card. Bagnasco – al dott. Boffo tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle comunità cristiane”. Immediata la reazione dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, che ha diffuso questo comunicato: “In merito alle accuse sollevate oggi da un quotidiano, si intende confermare piena fiducia al dott. Dino Boffo, direttore di Avvenire, giornale da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza”.Spazzatura. Sulla questione è intervenuto anche mons. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e fino a pochi mesi fa segretario generale della Cei: “Quale sia la mia stima e fiducia nei confronti del dottor Boffo – ha dichiarato – lo mostra la collaborazione con lui instaurata negli anni del mio servizio alla Cei. Quanto ai fogli anonimi che circolano in questi giorni, assurti al rango di informativa, li ho sempre ritenuti – come ogni missiva anonima – degni del cestino della spazzatura, quella spazzatura da cui provengono e devono tornare”. “Killeraggio giornalistico”. Il 28 agosto, giorno dell’attacco da parte de “Il Giornale”, Dino Boffo ha risposto con un comunicato: “La lettura dei giornali di questa mattina mi ha riservato una sorpresa totale” riguardo “alla mia vita personale. Evidentemente «Il Giornale» di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: è un killeraggio giornalistico allo stato puro, sul quale è inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie”. “Sia chiaro – ha proseguito Boffo – che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro”. Su “Avvenire” di domenica 30 agosto, Boffo sottolinea come spulciando riga per riga il “fantomatico documento”, si può “controbattere, e far emergere di quel testo anzitutto l’implausibilità tecnica, poi magari quella sostanziale. Lo faremo, se necessario. Dunque, per Boffo il documento sbandierato da “Il Giornale”, è “una patacca che, con un minimo appiglio, monta una situazione fantasiosa, fantastica, criminale”.Chiara intimidazione. A prendere le immediate difese del direttore Boffo è stata subito tutta la redazione del quotidiano. “Il plateale e ripugnante attacco a Dino Boffo sulla prima pagina de Il Giornale di oggi – recita un comunicato – è una chiara intimidazione al direttore di Avvenire e a tutta la redazione del quotidiano. A cui Vittorio Feltri e il suo editore non perdonano l’indipendenza di giudizio e il richiamo ai valori cristiani espressi in questi mesi. Un attacco personale al direttore di Avvenire ma anche un attacco alla libertà di pensiero e di stampa: esprimendo piena e affettuosa solidarietà a Dino Boffo, la redazione tutta assicura che proseguirà come al solito nel proprio lavoro di informazione puntuale dei lettori esercitando sempre e comunque il diritto di critica oltre a quello di cronaca”. Con altrettanta fermezza si è pronunciata la redazione della tv Sat2000 diretta dallo stesso Dino Boffo.Tanta solidarietà. Sempre il 28 agosto, l’agenzia Sir e la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici, che riunisce oltre 190 settimanali diocesani) hanno diffuso un comunicato esprimendo “piena solidarietà e immutata fiducia” nel direttore di Avvenire. Sulla vicenda è anche intervenuto Franco Siddi, segretario della Federazione della Stampa: “È incredibile che, attraverso questa via, si voglia limitare e intimidire il giornale dei vescovi nella libertà di dire la loro in testimonianza dei propri principi di fede e al direttore e ai giornalisti di Avvenire di esercitare la loro funzione nell’opera di informazione e di critica senza travestimenti”.