COMMISSIONE
Verso il rinnovo di Barroso?
Prosegue la marcia delle istituzioni comunitarie verso la nomina del presidente della Commissione. Alla luce delle elezioni del 4-7 giugno, il Consiglio europeo aveva deciso all’unanimità di rinnovare il mandato al presidente uscente Barroso. Il 3 settembre il politico portoghese ha presentato all’Europarlamento una bozza del suo programma per il prossimo quinquennio: i vari gruppi politici presenti in Emiciclo hanno posto in discussione tali “orientamenti” tra il 7 e il 9 settembre; il dibattito in plenaria è previsto per il 15, seguito, il giorno dopo, dal voto in aula. La nomina dell’intero collegio seguirà in autunno.Partenariato politico. “Raddoppierò i miei sforzi per realizzare un’Europa ambiziosa, un’Europa che ponga i popoli al centro della sua agenda politica e che proietti nel mondo i valori e gli interessi europei”: José Manuel Barroso si rivolge agli eurodeputati in vista del voto che il Parlamento Ue terrà a Strasburgo. Nel documento sono esposti principi e obiettivi cui dovrebbe ispirarsi un “partenariato politico” tra Commissione e Parlamento nella legislatura 2009-2014. Barroso ha dichiarato: “In stretto contatto con il Parlamento, intendo agire per un’Europa prospera, sicura e sostenibile, che si sviluppi sulle forti basi del mercato interno dell’Unione allargata, dell’euro e del nostro modello sociale europeo”. Un dialogo serio. Ricevendo il documento dalle mani di Barroso, il presidente dell’Eurocamera, Jerzy Buzek, ha parlato di “un valido punto di partenza per una discussione dettagliata con il Parlamento sulle priorità per i prossimi cinque anni”. Il rappresentante polacco ha aggiunto: “I gruppi politici sono ora in grado di instaurare un serio dialogo con il presidente designato”. Le reazioni al testo non si sono fatte attendere: alcuni gruppi hanno parlato di “idee forti per un’Europa dei risultati” e “più vicina ai cittadini”, altri hanno sottolineato i riferimenti ai temi della geopolitica e alla “dimensione esterna” dell’Ue; altre voci hanno invece contestato le “molte ovvietà” che sarebbero presenti nel testo e lo scarso coraggio politico. Unanime invece la disponibilità a discutere con l’interessato dei grandi temi che riguardano l’integrazione e le politiche Ue.L’Unione al bivio. Tra i punti nodali degli “orientamenti politici” figurano il superamento della crisi economica, la lotta ai cambiamenti climatici, la creazione di “nuovi fattori di crescita sostenibile e di coesione sociale”, “facendo progredire un’Europa dei popoli”. Barroso nel testo si sofferma su numerosi argomenti: a proposito del Trattato di Lisbona e delle riforme necessarie per far funzionare la “casa comune” ricorda che, “se ratificato”, il Trattato “ci fornirà gli strumenti per dare il via a una nuova era nella proiezione degli interessi dell’Ue a livello planetario”. Barroso invoca quindi “una riforma radicale del bilancio” comunitario, “una collaborazione più stretta e creativa con la Banca europea per gli investimenti e col settore privato”. L’Ue “si trova – ammonisce il presidente della Commissione – di fronte a una scelta: o diamo vita con uno sforzo collettivo al nuovo ordine o l’Europa dovrà rassegnarsi a perdere importanza”.Pro e contro. Le pagine indirizzate da Barroso ai deputati giungono dopo mesi di discussioni e di frizioni tra Consiglio europeo, Parlamento e Commissione. Il complesso iter per la designazione del presidente e dell’intero collegio dei commissari giunge infatti in una fase di poca chiarezza istituzionale. Politici e giuristi si domandano infatti se la Commissione del quinquennio futuro debba essere definita in base al vigente Trattato di Nizza oppure se non occorra attendere le differenti regole contenute nel Trattato di Lisbona che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) entrare in vigore nei mesi venturi. Al di là di questo braccio di ferro normativo, Barroso può vantare il sostegno dei governi dei 27 Stati membri, di varia colorazione politica; all’Europarlamento (cui spetta il voto di ratifica o meno sul nome del candidato designato dal Consiglio) sostenitori e detrattori di Barroso si dividono invece tra destra e sinistra nonché all’interno degli stessi schieramenti politici e nazionali.Economia, ambiente. Tornando agli “orientamenti politici”, Barroso in ambito economico osserva: “Attualmente l’obiettivo prioritario è quello di continuare a sostenere la domanda e arginare l’aumento della disoccupazione”. Ciò significa “attuare in modo vigoroso il programma europeo di ripresa economica, mantenere bassi i tassi d’interesse e far uso della nostra disciplina degli aiuti pubblici per sostenere i governi nei loro sforzi volti a rilanciare l’attività” produttiva e commerciale “senza che ciò comporti ripercussioni negative per altri Stati membri”. Sulla lotta ai cambiamenti climatici sottolinea: “La prossima Commissione deve mirare a un’economia a bassa emissione di carbonio, puntando in particolare alla decarbonizzazione dell’approvvigionamento di elettricità e del settore dei trasporti” e “alla costruzione di automobili pulite ed elettriche”.